Un torrione quadrangolare tra Repubblica e Impero (Romani)

Il tratto di cinta muraria rappresenta un riassunto del passato, una ricapitolazione di storia delle tecniche di costruzione del sistema di difesa cittadino sviluppato nel corso dei secoli

La scavatrice, purtroppo, ha già coperto la storia antica

L’Antica cinta muraria di Pola torna a dimostrarsi una fonte inesauribile di informazioni inerenti alla storia dei sistemi difensivi della Città. La buona nuova per l’archeologia è scaturita grazie ai lavori preliminari avviati per dare concretezza al progetto di valorizzazione storico-ambientale e turistica dell’area che sale verso il Colle Castello. La confusione di macchinari, materiale edile, transenne in ogni dove, di cavi ancora seminterrati o da conficcare nel sottosuolo, i guai per il traffico lungo via Carrara non sono arrivati per nuocere, ma hanno fornito l’occasione per rendere gli archeologi… ladri di nuovi reperti da rubare all’oblio del passato. Brevemente detto, stavolta hanno individuato un torrione quadrangolare antico, una struttura bella e imponente, costituita da massi di pietra più che rappresentativi, lavorati ad arte, alla maniera antico- romana e con diversi fori visibili per la collocazione degli uncini metallici necessari a tenere uniti i singoli elementi della struttura architettonica. Della sua esistenza non si sapeva nulla, essendo sempre stata visibile la forma poligonale dell’era medievale e la ricostruzione del tracciato di cinta compiuto durante l’epoca italiana, tra le due guerre mondiali. Un pezzo di mura in più e basta? Tutt’altro.

Via Carrara, con lavori plurimi in corso

Una base per il futuro

A parte il fatto che con ogni probabilità risale alla lontanissima era repubblicana o ai primi decenni dell’epoca imperiale romana, questa struttura costituisce la base sulla quale ha voluto darsi sfogo tutta l’industria edilizia dei secoli a venire. Sopra la torre quadrata ha trovato sistemazione la torre rotonda d’epoca tardoantica minacciata dai barbari, che a sua volta è stata sopraffatta dalla costruzione a torre poligonale paleocristiana, ispirata allo stile di costruzione bizantina. Alla fine, sui blocchi e le spolie ammassate nel tardo medioevo si sono aggiunti anche il restauro e la ricostruzione in altezza eseguiti dal Museo civico italiano. L’importanza della scoperta della torre quadrangolare sta nel fatto che ora il quadro è completo. Questo piccolo tratto di cinta muraria rappresenta un perfetto riassunto del passato, uno dei più begli esempi di ricapitolazione di storia dei tratti distintivi e delle tecniche di costruzione del sistema di difesa cittadino sviluppato nel corso dei secoli. Un tanto è trapelato dall’informazione fornita da Teodora Šalov, coordinatrice della ditta Arheo-team, che sovrintende i lavori.

Occhio alla diversa stratificazione delle pietre

Interessanti anche i rinvenimenti all’altezza dell’entrata del rifugio, che hanno messo in luce la struttura esterna delle mura tardoantiche in parte forate negli anni ’40 per effettuare l’allargamento dei tunnel sotterranei in funzione di rifugio antiaereo. La fortuna per l’archeologia si deve alle manovre di ricostruzione della rete idrica e della costruzione dell’impianto elettrico, che hanno concesso l’opportunità di sbirciare nel più profondo sottosuolo. I compiti per l’archeologia non sono finiti: continueranno ad aprire segmento per segmento, nuove porzioni di terreno, fino a realizzare filmati tridimensionali, produrre una documentazione in grado di riassumere la visione d’insieme e a completare le informazioni raccolte entro un’analisi scientifica.

La cinta muraria transennata

Studiando il sistema difensivo

Il tratto sempre interessato da vari interventi infrastrutturali commissionati dalla Città, si estende dall’ingresso del rifugio Zerostrasse vicino ai Giardini, passando davanti a Porta Ercole e l’accesso alla Comunità degli Italiani di Pola e via di prosieguo lungo le antiche mura fino a Porta Gemina, dove è stato estratto il pezzo di scultura togata. L’obiettivo di tante opere in corso è quello di completare le premesse per poter un giorno offrire “Il sistema di difesa fortificata quale nuovo prodotto turistico-culturale”, che dopo concorso di fornitura pubblica ha ottenuto in beneficio i finanziamenti europei a fondo perduto.

Tutte le forme storiche del torrione

Da ricordare che al pubblico verrà proposto l’ascensore che collegherà i tunnel dei rifugi di Zerostrasse con i suggestivi androni rappresentati dagli ambienti sotterranei del Castello e il cortile che fa da atrio nel maniero. La ricostruzione vera propria e l’adattamento del rifugio per l’usufrutto in tempi di pace, compresa l’organizzazione delle vie di comunicazione in orizzontale e in verticale, nonché la collocazione dell’ascensore, vanno effettuati in base a progetto che porta la firma di Dino Ružić, dell’Istra inženjering. Appalto affidato in detto caso alla Ing-Grad di Zagabria – la medesima che sta ultimando il recupero dell’edificio del Museo archeologico – con la sovrintendenza edile dell’Učka Konzalting di Pisino e la supervisione dell’Ufficio ministeriale per la tutela dei beni storico-culturali. Il progetto è sostenuto dal Programma operativo Concorrenza e coesione attivato nell’ambito del meccanismo ITU (Investimenti territoriali Integrati), con un investimento nell’ordine di 23,2 milioni di kune. Missione parallela è anche il progetto per l’illuminazione delle mura cittadine con lampade LED, compito assegnato alla Vintjan mediante l’impiego di 1,4 milioni di kune assicurate dalla Città.

Roma agli albori della civiltà

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