Un bel nodo da districare

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Un bel nodo da districare
Un mezzo della Pula Herculanea davanti al Centro di Castion

Sarà un bel nodo da districare, quello del Centro regionale per il trattamento dei rifiuti di Castion. Ci vorrà pazienza e collaborazione, ingredienti che tutte le parti in causa dovranno investire per venire a capo della faccenda. A suo tempo avevamo scritto della difficile convivenza del Centro con gli abita(n)ti del circondario: l’insostenibile malodore esalato dalla discarica rendeva difficile la vita dei residenti e dei turisti. Poi c’era stata l’avaria a un box. Poi ancora la difficoltà dell’impianto di trattare tutti i rifiuti conferiti nei mesi estivi, che superavano i parametri stabiliti, il che dava il via a reazioni a catena e ogni anello era un problema. Non da ultimo, come sottolineato da alcuni sindaci delle Città della penisola, resta da redimere la questione della proprietà. Attualmente le quote societarie sono in mano alla Regione istriana e alla Città di Pola, mentre gli oneri del credito per la costruzione della discarica gravano su tutte le Città e i Comuni dell’Istria. Infine, recentemente, dalla Direzione e dalla Commissione di vigilanza era stata ventilata la possibilità di maggiorare i costi della lavorazione dei rifiuti in eccedenza conferiti nei mesi estivi, lasciando intoccate le tariffe, diciamo, solite. Va da sé che l’aumentata quantità di rifiuti giunge a Castion dalle località turistiche, per un cresciuto numero di presenze nei mesi di punta, che incide su tutto (ristorazione, commercio ecc).

 

I risultati delle analisi

Da un’analisi fornita dal Centro di Castion emerge che superano le quote previste di rifiuti le municipalizzate (che spesso prestano servizio in un più vasto comprensorio) Med Eko di Medolino (con 372 t in giugno, 715 in luglio, 931 in agosto e 458 in settembre, contro le 345 previste); la polese Herculanea (2.588 t in luglio e 2.850 in agosto, contro le previste 2.319); la dignanese Contrada (278 t in luglio e 305 in agosto, contro le 207 stabilite); il Servizio comunale di Rovigno (948 t in giugno; 1.358 in luglio, 1.574 in agosto e 1.131 in agosto, laddove vede il tetto fissato a 763 t mensili) e infine l’Usluga di Parenzo (1.545 t in giugno, 2.412 in luglio, 2.983 in agosto e 1.851 in settembre, sforando così il tetto di 1.098 t mensili previste per il conferimento).

Il Centro, che ha previsto 7.397 t di rifiuti in “entrata” mensile, si ritrova così oberato con 9.650 t in luglio, 11.321 in agosto e 7.500 in settembre. Così, naturalmente, nel totale. La… partecipazione delle singole municipalizzate è diversa, come abbiamo riportato.

L’incontro tra il Centro di Castion e le municipalizzate, che si dovrebbe svolgere in settimana, parte zoppo. Hanno manifestato il loro disappunto i sindaci di alcune Città della penisola, sottolineando che la prima cosa da risolvere è in assoluto quella della proprietà. Definite le quote societarie delle autonomie locali, che onorano ciascuno una fetta del mutuo, si potrà discutere di questioni più prettamente “comunali”.

Scarsa differenziazione

La responsabilità, dice ad esempio il sindaco di Rovigno, Marko Paliaga, non può ricadere unicamente sulle municipalizzate, bensì deve essere in primo luogo delle autonomie locali e dei fruitori del servizio. Castion potrebbe ricevere e processare poco meno di 90mila tonnellate di rifiuti. Dall’analisi fatta in casa da Castion emerge che ne ha processati poco meno di 70 mila t. Non è, dunque, la quantità a essere il problema, dice sempre Paliaga, ma una scarsa differenziazione dei rifiuti organici. Il sindaco di Rovigno offre una soluzione anche per i mesi estivi, che vedono un accumulo maggiore di rifiuti e da qui la necessità di sveltire il processo, con le conseguenze che ciò comporta (ad esempio, il malodore). “Perché non accogliere i rifiuti anche nel fine settimana, istituire turni di lavoro…”, dice.

Risposta all’attacco anche da parte del sindaco di Umago, Vili Bassanese: “Una quindicina di anni fa gli esperti ci hanno assicurato che Castion sarebbe stata la risposta giusta per la lavorazione dei rifiuti almeno per i prossimi cent’anni. Decisamente non è così, e il conto lo paghiamo tutti noi”. A detta di Bassanese, Umago non avrebbe nemmeno voluto usufruire di Castion, ma la legge ha voluto diversamente. Anche dal nord dell’Istria si sottolinea la definizione delle quote societarie quale primo gradino della scalinata che si dovrà percorrere per risolvere il problema.

Suddivisione errata

Sulla stessa lunghezza d’onda dei colleghi anche il sindaco di Parenzo, Loris Peršurić. Che per prima cosa critica il fatto che la suddivisione delle quantità di rifiuti da conferire dal territorio è stata fatta in base al numero di abitanti, senza tenere conto delle cambiate condizioni nei mesi estivi. Eppoi, perché mai Castion il sabato dovrebbe chiudere presto e domenica restare chiuso? Dal Centro lamentano la necessità di dovere assumere una dozzina di stagionali: perchè stupire di tanto? Non c’è settore che d’estate non abbia bisogno di stagionali. E anche Castion è legato al turismo. Ergo, la soluzione si presenterebbe da sé.

Le municipalizzate incaricate della raccolta e smaltimento dei rifiuti tacciono? Non proprio. Si è taffo sentire il servizio comunale rovignese. Anzi, non sentire ma leggere, in quanto ha diramato un comunicato in merito.

Il problema non è nella quantità

”Va sottolineato – leggiamo – che il Centro regionale per la gestione dei rifiuti di Castion non ha superato la quantità annua di rifiuti da processare, che è di 90mila tonnellate. L’anno scorso, da tutta la penisola ne sono state conferite 69.691 tonnellate. Quindi, il problema non è nella quantità.

Altra questione quella dei ‘rifiuti turistici’, che non sono ‘rifiuti da produzione’, come dichiarato dalla direzione di Castion; si tratta di rifiuti comunali, alla pari di quelli domestici, così come definito nella Direttiva dell’Ue per i rifiuti 2028/851 e quindi il centro li deve ritirare e processare”.

Un altro dettaglio che fa la differenza fa riferimento ai costi eventualmente cambiati. Ebbene, in caso di eventuali ritocchi, la Legge sulla gestione dei rifiuti prevede multe da 10 a 100mila kune per la persona giuridica che dovesse scivolare sulla questione (la Legge naturalmente lo dice con linguaggio burocratico. Noi abbiamo semplificato).

L’esempio di Rovigno

La Città di Rovigno, riporta il comunicato, è tra le prima in Croazia ad avere introdotto, nel 2010, la raccolta di rifiuti riciclabili e organici e nel 2020 ha avviato un progetto pilota di raccolta di rifiuti organici nella ristorazione e un progetto di raccolta di rifiuti verdi (da orti, parchi, giardini). Questo ha fatto sì di vedere ridotta del 16 p.c. nel 2021 rispetto al 2019 la quantità di rifiuti comunali misti conferiti a Castion.

Non solo: dal Centro era stato chiesto di diminuire di 40 t settimanali nell’alta stagione la quantità dei rifiuti e Rovigno l’ha fatto con una riduzione media di 82 tonnellate. E ancora, il Servizio comunale di Rovigno presta… servizio non solo a Rovigno, ma pure nei Comuni di Canfanaro, Gimino e Valle.

E per concludere “Non accetteremo il ritocco unilaterale dei costi della lavorazione dei rifiuti comunali a Castion, con la condizione della quantità definita sempre unilateralmente dalla direzione di Castion e proposta alle singole municipalizzate, in base a computi propri, mai motivati ai diretti interessati. Chiediamo l’inclusione di tutti gli ispettorati e delle istituzioni competenti in modo da evitare che la penisola diventi una grande discarica, con rifiuti depositati abusivamente per le strade, spiagge, parchi. Questo minerebbe la stagione turistica e intaccherebbe il potenziale turistico che l’Istria detiene e che fa e dà del suo meglio per mantenere un posto al sole nel mercato turistico internazionale”.

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