Pola. Sette progetti in lista d’attesa

L’emergenza ha fermato temporaneamente anche la riqualificazione energetica degli edifici

Una delle facciate rifatte in piazza Foro

Esiste una qualità distintiva di Pola sulla quale convergono i giudizi della totalità della sua popolazione, anche le posizioni diametralmente opposte delle formazioni politiche rivali nella competizione per i favori dell’elettorato. Quella qualità distintiva è la deludente condizione dei palazzi, ossia l’aspetto deprimente delle sue facciate e quindi la cattiva (quando non assente) manutenzione dei condomini che hanno alle spalle un considerevole numero di anni, per non dire decenni e secoli. Le posizioni differiscono soltanto nell’individuare le responsabilità, poiché le forze politiche d’opposizione tendono a scaricare tutta la colpa sull’amministrazione cittadina, mentre quest’ultima tende a discolparsi scaricando le colpe su fattori economici e sociali come il basso potere d’acquisto, l’elevata età media dei residenti, i costi esorbitanti delle opere in caso di recupero dei palazzi storici, le discordie di vicinato, insomma, le solite circostanze attenuanti che mettono i bastoni tra le ruote a ogni speranza di cambiamento.

 

I guasti non conoscono arresti
​L’amministratore di condomini Castrum Pula 97, l’unica società pubblica tra quelle che si occupano di amministrazione condominiale, oltre a parare i colpi delle critiche che nel contesto della campagna elettorale piovono da ogni dove, si trova ora a fronteggiare un nemico inatteso: la pandemia e la conseguente contrazione dell’attività economica che non risparmia nessuno. Come vengono gestite le sue attività in questi tempi di paralisi sociale pressoché totale? La direzione con Aleksandar Matić al vertice ribadisce che l’approccio alla crisi è stato razionale fin dal primo momento, per cui si è trattato di trovare il giusto equilibrio tra la tutela dei clienti, dei fornitori e dei dipendenti da un lato, e la liquidità della società stessa dall’altro. Bisogna ricordare a questo punto che la società, pur essendo pubblica, opera sul mercato e compete con la concorrenza.

Il Teatro civico è ancora in lista d’attesa

Anche in condizioni di limitata attività, il personale non ha subito riduzioni, cioè non ci sono stati licenziamenti. I provvedimenti adottati variano dalla ridistribuzione del personale alla digitalizzazione delle attività. Le squadre dei tecnici che prestano servizio nei condomini seguono con scrupolo tutte le disposizioni epidemiologiche del protocollo Covid, chiarisce il direttore. Ma il lavoro non si ferma, né potrebbe fermarlo un virus: le perdite d’acqua dalle tubature sono all’ordine del giorno, gli allagamenti, i guasti agli impianti elettrici non conoscono arresti. Le squadre della manutenzione sono disponibili 24 ore su 24 e la rapidità d’intervento – stando sempre a Matić – è la ragione per cui l’amministratore di condomini municipale è capace di sfidare la concorrenza del mercato senza superarne i prezzi. Un secondo vantaggio è la vasta gamma di servizi offerti, che non si limita alle riparazioni d’emergenza. La società conduce infatti opere di ristrutturazione complete secondo il sistema chiavi in mano.

Recupero dei palazzi in anticamera
Ciò nonostante, il programma di recupero delle facciate è fermo proprio a causa del coronavirus. Il bando per le opere di riqualificazione energetica degli edifici pubblici sono in condizione di stallo da un anno a questa parte. Disgraziatamente questo settore è fermo perché i bandi per il conferimento degli incentivi europei sono stati sospesi. Nei cassetti dell’amministratore di condomini municipale “riposano” sette progetti per altrettante opere di riqualifica energetica tra cui quella del recupero del Teatro civico in via Laginja e dei palazzi pubblici ai civici 2 e 3 di piazza Foro. I bandi pro efficienza energetica sono una fonte preziosa di investimenti pubblici – ribadisce Matić – che sinora sono valsi alla Città di Pola più di 4,4 milioni di kune di incentivi.

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