Capodistria. L’epidemia da Covid-19 non ferma i processi

Nonostante le difficoltà nella scorsa annata le pratiche irrisolte non hanno superato il 6 per cento dei casi

La sede del Tribunale circondariale

In questo periodo di lockdown anche la magistratura opera secondo un regime ridotto, relativo ai casi più urgenti. La piena attività riprenderà da lunedì. Intanto c’è spazio per qualche dato statistico nell’annata contraddistinta dal Covid-19. Al Tribunale circondariale di Capodistria, ad esempio, sono stati 1.621 i casi più importanti esauriti nel 2020 sui complessivi 1.743, per cui il numero delle pratiche irrisolte è aumentato del 6 per cento. Samanta Nusdorfer, presidente del Tribunale, ha evidenziato all’Agenzia stampa slovena (STA) che ciò dipende soprattutto dalle misure adottate per prevenire la diffusione del Coronavirus. “Già durante la prima ondata le udienze si sono svolte con accorgimenti temporali ovvero brevi ritardi, dovuti alla sanificazione delle aule, garantendo una condotta sicura nello svolgimento dei processi. Il numero dei casi irrisolti in aumento potrebbe essere tenuto sotto controllo con uno snellimento delle procedure, che comunque dipende sempre dallo sviluppo dell’epidemia o dalla sua cessazione, poiché soltanto in quest’ultima eventualità sarà possibile il pieno utilizzo delle aule d’udienza”, ha affermato la Nusdorfer. Sebbene sia difficile parlare dell’impatto diretto dell’epidemia, le statistiche dimostrano che il numero di nuovi casi in materia economica è stato leggermente inferiore rispetto al 2019. Nel frattempo, l’incidenza dei procedimenti fallimentari sia per i singoli sia per le aziende è stata significativamente inferiore, rispettivamente del 20 e del 25 per cento. Tuttavia, nella seconda ondata, questi procedimenti sono stati condotti senza intoppi e si sono potuti archiviare più casi di quelli ricevuti. Il numero delle controversie di carattere familiare è aumentato del 22 per cento e sono state risolte successivamente alla revoca delle misure anti-Covid. “A causa della trasmissione dell’infezione tra i dipendenti, nonché nella prevenzione della sua diffusione, il Tribunale di Capodistria ha limitato la propria attività per una sola settimana a gennaio. Nella seconda ondata dell’epidemia sono state confermate 40 infezioni. Nonostante i contagi tra i dipendenti, con il coerente rispetto delle misure e la ridistribuzione del lavoro, abbiamo continuato a svolgere il nostro lavoro senza interruzioni”, ha precisato la Nusdorfer. L’epidemia a Capodistria ha inoltre dimostrato la necessità di adattamento, ha fatto riflettere sull’esigenza di apportare dei cambiamenti a breve termine ma anche misure di carattere permanente, che si sono rivelate molto utili. Nel campo dell’organizzazione delle procedure con le parti, in tutti i Tribunali del distretto c’è il personale di accoglienza trasferitosi al pianoterra e munito di pareti divisorie in vetro, disposte anche in alcune aule d’udienza. Gran parte delle pratiche sono state trasferite attraverso comunicazioni telefoniche o elettroniche e l’occupazione degli uffici è stata alleggerita adottando la misura del lavoro da casa. Nella seconda metà del 2020 un’altra aula del Tribunale di Capodistria è stata dotata di un sistema di videoconferenza, sfruttato per comunicare con il carcere di Capodistria, la stazione di Polizia e le Case per anziani.

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