Pola. Gli studi di medicina ancora in aspettativa

«Ci stiamo impegnando per superare l’ulteriore vincolo posto dal Consiglio nazionale per la scienza, l’istruzione e lo sviluppo tecnologico per arrivare a questa conquista», afferma il magnifico rettore Alfio Barbieri

La sede dell’Ateneo “Juraj Dobrila”

Studi di medicina a Pola? Non è persa ogni speranza. Oggi s’inaugura l’Anno Accademico 2020/2021, senza però essere riusciti a coronare il pluriennale ambizioso progetto d’apertura dell’ambito corso in seno all’Università “Juraj Dobrila”. Ma il rettorato e il Senato non hanno ancora gettato la spugna, né si sono rassegnati a far buon viso a cattivo gioco; anzi la battaglia continua con l’obiettivo di riuscire ad avviare le prime lezioni per questo più che esigente programma curricolare con un mese di ritardo.

“Ci stiamo seriamente impegnando per arrivare a questa conquista – afferma a proposito il magnifico rettore Alfio Barbieri – e i nostri sforzi sono puntati in una sola direzione: superare l’ulteriore vincolo posto dal Consiglio nazionale per la scienza, l’istruzione e lo sviluppo tecnologico. Gli studi di medicina a Pola hanno alla fine sì ottenuto il prezioso nullaosta da Zagabria, tuttavia con una precisa condizionale: presentare nero su bianco le firme di un accordo di collaborazione con un Centro clinico ospedaliero nazionale”.

L’esempio della Facoltà cattolica
“Si tratta di un presupposto che non rientra nella prassi legata all’accensione di nuovi corsi universitari – continua Barbieri – e che risulta comminato sulla medesima falsariga della clausola data alla Facoltà cattolica zagabrese, che prima di avere il permesso di avviare il proprio corso di laurea aveva dovuto passare anche questo filtro. Da parte nostra ci siamo subito mossi in questo senso, ottenendo espressa volontà di supportare il progetto universitario polese da parte del Centro clinico ospedaliero fiumano. L’ultimo ostacolo, sembrava superato. Poi, però, ci è arrivato il dietrofront: Fiume ha ritirato la propria disponibilità di cooperazione senza fornire delucidazioni. É già da quattro mesi che insistiamo e tentiamo di ottenere udienza, ma il Centro è praticamente irraggiungibile. Non si riesce a stabilire un contatto…”, conclude il rettore polese.

Il magnifico rettore Alfio Barbieri

Il piano di… recupero
E mentre il tempo stringe, anzi è ormai del tutto esaurito con l’inaugurazione odierna dell’Anno accademico in tutto il Paese, si conta sulla possibilità reale di aprire Medicina, quale corso di laurea a ciclo unico, a partire da novembre.

A detta di Alfio Barbieri recuperare un mese di lezioni perse è possibile aprendo le aule nei fine settimana e nei pomeriggi. Resta però il cappio al collo rappresentato da un percorso a ostacoli imposto dall’intransigenza del Consiglio nazionale, da una contingenza che si sta rivelando senz’ombra di dubbio sfavorevole e da una mancata volontà di dare vento in poppa a un progetto che potrebbe fornire i quadri professionali medico-sanitari indispensabili all’Ospedale di Pola.

Finora, per inseguire il desiderio di aprire questa che diverrebbe la quinta Facoltà di Medicina di Croazia, la “Juraj Dobrila” ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie. Qualche Anno accademico fa, il progetto aveva sortito una sonora bocciatura da parte del Consiglio nazionale, mentre la motivazione scritta sulle ragioni della bocciatura aveva “viaggiato” da Zagabria a Pola per un bel po’ di mesi. A nulla erano serviti tutti gli altri visti necessari rilasciati dagli enti e organi competenti, Ministero della Scienza e dell’Istruzione incluso. E, come nel caso degli anni di lotta per la fondazione dell’Università istriana a Pola, ci si ritrova davanti a ulteriori correnti avverse.

Compiuti i passi fondamentali
È cosa risaputa che, nel frattempo, e indipendentemente dagli atteggiamenti, l’Ateneo di Pola ha continuato a organizzarsi senza sosta per attivare il corso di laurea nell’anno accademico 2020/2021. Ora la validità all’offerta formativa e ai documenti di laurea è ufficialmente conferita, previo anche il benestare dato all’Agenzia nazionale alla scienza e all’Istruzione superiore, che aveva dato luce verde al Resoconto sottoscritto dal team internazionale di esperti con il quale viene autorizzata l’apertura di un polo universitario per le professioni medico-sanitarie e biomediche in seno all’Ateneo istriano.
Passi fondamentali erano stati compiuti già con l’istituzione del corso di laurea triennale in infermieristica, entrando nell’anticamera di una nuova area didattica delle scienze mediche e della salute. Poi, si era ragionato in termini di progettazione concreta, convinti nella maturità dei tempi per pensare a una Facoltà di medicina a Pola. Forte è la convinzione che ne conseguirebbero benefici occupazionali e la crescita dell’intero comparto sanitario, con un’integrazione virtuosa tra attività scientifica, didattica e assistenza. La strada è stata segnata, contando sul procedimento legale per accontentare la normativa (Legge sull’assicurazione della qualità nella scienza e nell’istruzione superiore; Legge sull’attività scientifica e la formazione superiore…). Troppo è stato fatto e curato al dettaglio finora, dunque, per finire con l’accontentarsi con una semplice rinuncia. La riscossa continua alla ricerca di un Centro clinico ospedaliero disposto a dare a Pola una mano…

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