Mercato di pola: l’altalena dei prezzi

Mercato cittadino. Uva, pere e mele all’apice dell’offerta

Piazza del Popolo piena di vita

Chi piange l’estate morente, si ricreda immediatamente. Ottobre porta in tavola frutta dal sapore che nulla ha da invidiare a pesche e albicocche e in più possiede proprietà rigeneranti e rinforzanti, che irrobustiscono le difese immunitarie in vista dell’imminente freddo (il che non guasta visto il quadro epidemiologico generale). Con l’uva e le pere siamo all’apice dell’offerta e lo stesso vale per il nuovo raccolto delle mele, le cui scorte dovranno poi bastarci per svernare. I prezzi vanno su è giù, come se fossero su una giostra, ma nella media si può contare su una relativa stabilità dettata dalla domanda e dall’offerta giornaliere. Per un chilogrammo d’uva si può spendere tra le 10 e le 15 kune, a seconda della varietà e della freschezza;per un chilogrammo di pere si deve sborsare la stessa cifra, che però varia anche a seconda della bella presenza della frutta. Le mele si vendono a 10 kune, proprio come le mele cotogne, che donano un profumo speciale a dolci, marmellate e composte. Ci sono ancora delle pesche e sono in vendita a 12 kune il chilogrammo. Ma la scelta dovrebbe cadere ormai sulle melagrane e i limoni nostrani, da acquistarsi a 16 kune le prime e a 18 i secondi e la spesa sarà ben fatta.
La melagrana è uno dei doni più belli che madre natura elargisce abbondantemente in autunno. La raccolta è già iniziata e proseguirà per qualche settimana. Poi ne avremo abbastanza per alcuni mesi, grazie alla grande invenzione delle celle frigorifere che allungano la vita a ogni ben di Dio. Perché insistere sulla melagrana? Perché è un frutto poco calorico che non deve preoccupare chi per un motivo o per l’altro segue una dieta restrittiva. In compenso possiede proprietà antiossidanti e rimineralizzanti che giovano a chiunque. Ci secca sgranarla? Bisogna prenderlo come un passatempo o un esercizio di pazienza: si vive in un’epoca in cui l’uomo comincia a rivendicare il diritto alla lentezza.
Riflessioni filosoficheggianti a parte, piazza del Popolo in ottobre passa lentamente da un regime alimentare a base di pomodoro a quello nutrizionale massimamente legato al cavolo cappuccio e famiglia. Il cavolo novello è in vendita a 8 kune, la verza a 14 e il cavolfiore a 16, come i porri. Sono comparse anche le prime verdure a foglia verde, ma sono ancora relativamente care. Gli spinaci si vendono a 26 kune il chilogrammo, ma stiamo parlando di primizie e quindi è inevitabile. Poi ci sono chiaramente anche gli “avanzi” dell’estate, gli ultimi pomodori (6-12 kune), i peperoni, le zucchine e le melanzane (a 10), i fagiolini a 24. Senza patate, carote e cipolle non si vive, e in questo caso la spesa è modica. In pescheria la solita buona offerta di sardelle (a 20), seppie (a 80), calamari (a 120), scombri (a 60), orate (a 70) e gamberi (a 140 kune). Il salmone e il tonno si tagliano a fette e costano 120 e 150 kune il chilogrammo.

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