Cancro al seno: l’importanza della diagnosi precoce

Lotta contro il cancro al seno: l’Istituto di salute pubblica regionale e il club Gea in prima linea

Danijela Lazarić Zec, Aleksandar Stojanović, Nataša Vitasović, Sandra Čakić Kuhar ed Elena Puh Belci

Ottobre è il mese della lotta contro il cancro al seno e Pola non perde un’occasione per dare il suo contributo alla causa. Una conferenza stampa all’aperto s’allinea perfettamente al protocollo anti-Covid e un sole ancora molto generoso favorisce incontri sicuri di questo genere. In piazza Port’Aurea si sono riuniti dunque i rappresentanti degli enti promotori e patrocinatori dell’iniziativa: Elena Puh Belci, vicesindaco della Città di Pola, Sandra Čakić Kuhar, vicepresidente della Regione istriana, Nataša Vitasović, presidente del Club delle donne operate al seno (Gea), nonché Aleksandar Stojanović e Danijela Lazarić Zec dell’Istituto regionale di salute pubblica. Da quest’ultimo ente tuona l’ennesimo appello alla cittadinanza a non trascurare le visite di controllo e di prevenzione per paura della pandemia: “Dalla metà di aprile, gli ambulatori e i consultori specialistici dell’Ospedale di Pola e dell’Istituto regionale sono aperti per tutte le visite necessarie, anche e soprattutto quelle preventive, che non bisogna evitare in nessun caso”, ha ribadito Aleksandar Stojanović. Perché? Ma è chiaro: le malattie croniche e a maggior ragione quelle oncologiche non arrestano la propria evoluzione solo perché c’è un virus in circolazione.

L’importanza del controllo
Nataša Vitasović ha rincarato la dose: “Una donna su 9 in Istria svilupperà un cancro al seno nel corso della sua vita, e quasi cinquanta donne all’anno ne moriranno. Sollecitarle a sottoporsi a un esame di controllo regolare è fondamentale, anche perché la soglia dell’età media delle pazienti tende a decrescere: non è raro che la malattia colpisca donne che hanno appena partorito, donne sulla trentina e donne che hanno da poco compiuto i quarant’anni, sebbene l’incidenza del cancro al seno aumenti di colpo solo dopo i cinquanta”. Inutile girarci intorno, insomma: sottoporsi a visite di controllo regolari significa semplicemente vivere più a lungo e vivere meglio. “D’accordo che non possiamo incidere su fattori a rischio quali la predisposizione genetica, ma ignorare le possibilità della diagnosi precoce è assurdo, perché in questo caso si fa la differenza”, ha tagliato corto la Vitasović. Purtroppo per quest’anno la sua associazione dovrà rinunciare alla tradizionale prova podistica che si svolgeva ogni anno i primi giorni di ottobre, per ovvi motivi dettati dal protocollo regionale anti-Covid. Ma in compenso ci sarà un’iniziativa per cui tutti potranno correre, camminare, nuotare, andare in bici, esercitarsi in palestra eccetera, indossando la maglietta ufficiale della manifestazione, e quindi postare il proprio selfie su Instagram e Facebook taggando il club Gea per la divulgazione del suo messaggio. La maglietta si potrà acquistare in cambio di una donazione a propria discrezione, il 3 ottobre dalle ore 9 alle 13 alla bancarella Gea in piazza Primo maggio (ai mercati), oppure nella sede dell’associazione in via Nobile 1 ogni giorno dalle 9 alle 12 e il mercoledì dalle 17 alle 19. Inutile dire che le donazioni servono a finanziare buona parte dei programmi di sostegno medico e psicologico alle donne in terapia.

Istria: 128 diagnosi all’anno
Per chi ancora non fosse convinto, si presti attenzione alle statistiche fornite dalla dottoressa Danijela Lazarić Zec. Il cancro al seno è la prima forma di tumore nelle donne in Istria, in Croazia, in Europa e nel mondo, ed è la prima causa di morte delle donne dopo i 64 anni di vita. Un quarto (o 25 per cento) delle donne malate di cancro in Regione sta lottando appunto contro un tumore mammario. Ogni anno in Istria si registrano 128 nuove diagnosi e 47 decessi. È vero che l’80 per cento delle pazienti ha più di 50 anni (e comunque non sono anni per rassegnarsi), ma questo significa che il 20 per cento delle pazienti sono giovani donne, generalmente madri con figli piccoli a cui badare. I fattori di rischio sono noti: casi precedenti in famiglia, menarca precoce, nulliparità, prima gravidanza ritardata (dopo i trent’anni), mancato allattamento al seno, menopausa tardiva (dopo i 55 anni di vita), stile di vita (obesità, fumo) ecc. La mammografia dopo i 38 anni è un diritto e un dovere nei propri confronti ed è possibile realizzarla tramite una serie di programmi di screening (nazionale, regionale) oppure semplicemente con un’impegnativa rilasciata dal proprio medico curante. Basta richiederla.

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