La «Juraj Dobrila» vicina ai terremotati

L’Ateneo polese ha promosso diverse iniziative a sostegno degli studenti originari della Banovina

Una delle sedi dell’Università degli studi di Pola

Solidarietà e sostegno agli studenti delle zone terremotate iscritti all’Università degli studi “Juraj Dobrila”. L’Ateneo conta esattamente 104 giovani della Banija che non sono pochi. Fossero anche meno, certamente i colleghi avrebbero reagito ugualmente. Per aiutarli l’Assemblea dei rappresentanti degli studenti sta cercando di contattarli direttamente, uno ad uno, per inviare loro gli aiuti umanitari più indispensabili o anche soltanto per dare conforto e solidarietà. Sul sito Internet dell’Università sono apparsi i numeri di telefono previsti per le consulenze psicologiche ai sinistrati: allo 091-504-8505 risponde Ester, allo 095-571-2591 Romana. Inoltre la presidente dell’Assemblea, Ines Pruginić informa che è stato creato un gruppo WhatsApp per agevolare i contatti e lo scambio di informazioni tra quanti avessero bisogno di aiuto e quanti invece potessero permettersi di offrirne.

 

Finora sono stati rintracciati circa trentastudenti della Banovina iscritti all’Ateneo di Pola. Uno studente del quinto anno di Scienze della formazione è rimasto senza casa, costretto a vivere in garage, col padre, senza arredi ed elettrodomestici. L’Università si è mossa e ha inviato a destinazione una casa mobile arredata. Poi si è fatto avanti un collega con le medesime esigenze ed è stato immediatamente aiutato. Le case mobili sono state fornite di generi alimentari e articoli per l’igiene personale, in modo che non manchi nulla, almeno per questa prima operazione di soccorso. I Vigili del fuoco volontari di Fasana si sono uniti all’iniziativa per i trasporti e le forniture. C’è stata la volontà di assicurare molto altro ma gli studenti di Sisak, Petrinja e Glina che sono stati rintracciati hanno declinato l’invito spiegando che sono stati serviti bene dai volontari sul campo. Tuttavia non nascondono un certo timore per il futuro, visto che affermano più o meno tutti senza distinzioni che “è meglio aspettare con le donazioni perché ora dispongono di quanto è necessario, ma col passare del tempo potrebbero restare a corto di tutto e potrebbe anche darsi che a quel punto l’interesse dei volontari e la disponibilità di viveri si esauriscano”…

Ma a quel punto l’Assemblea dei rappresentanti degli studenti conta di disporre di un Fondo per un sostegno finanziario a lungo termine. In collaborazione con il Senato dell’Università, gli studenti stanno valutando ogni possibilità e ogni strumento di soccorso. Ma i bisogni primari dei disastrati sono soltanto una frazione dei loro bisogni effettivi, perché si dà il caso che gli studenti debbano poter seguire le lezioni e sostenere gli esami da remoto. Per dare il tempo agli studenti di organizzarsi e preparasi al meglio, per tutto il semestre saranno possibili proroghe delle sessioni d’esame. Inoltre i sinistrati sono stati dispensati dall’obbligo della frequentazione delle lezioni. Circa dieci studenti originari della della Banovina che a casa non hanno nessuna condizione per continuare a studiare sono stati sistemati provvisoriamente nella Casa dello studente di Pola senza obbligo di pagamento del canone (come disposto dal governo per tutto il territorio nazionale).

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