Impiego. Dignano, la città con la crescita maggiore

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la sede dell'Infobip

Cresce il numero delle persone che hanno un impiego e diminuisce il tasso di disoccupazione, seppur di poco. I dati dell’Istituto nazionale della previdenza sociale fotografano una situazione lavorativa buona per l’Istria: 6 per cento il tasso di disoccupazione di febbraio, a fronte del 6,2 p.c. di gennaio e del 7,5 p. di febbraio del 2017. In numeri assoluti, significa che in Istria ci sono 221 disoccupati in meno rispetto al mese di gennaio e ben 1.169 in meno rispetto a 12 mesi prima. Secondo i rilevamenti effettuati dal Centro per l’impiego della Regione istriana, alla fine di febbraio 2018 i disoccupati iscritti presso gli uffici regionali di collocamento erano 5.253, mentre a gennaio il loro numero era pari a 5.474. Rispetto al mese precedente, a febbraio, si è ridotto – addirittura del 7,6 per cento – anche il numero dei nuovi iscritti. Tornando ai 5.253 “istriani” senza lavoro, ben 2.332 risiedono a Pola o nelle località limitrofe. La seconda città della penisola con il più alto numero di persone senza un’occupazione è Parenzo, dove i disoccupati registrati sono 694. Seguono poi Umago (665 disoccupati), Rovigno (595), Albona (577), Pisino (311) e infine Pinguente, dove i disoccupati sono soltanto 79. Stando al sito Internet gradonačelnik.hr Pinguente sarebbe anche la città croata con il più basso tasso di disoccupazione, fermo ad appena il 2,6 per cento.

Dignano, aumento da record

A sorpresa, la città – non soltanto dell’Istria, ma della Croazia intera –, con la più alta percentuale di crescita del numero delle persone che hanno un impiego è Dignano. In un solo anno, il numero dei dignanesi che hanno un lavoro è aumentato addirittura del 19,83 per cento, passando dai 1.039 del 31 dicembre 2016 ai 1.245 di oggi. La cittadina dell’Istria meridionale vanta anche un altro primato: è una delle 10 città croate con la più alta percentuale di crescita del numero dei lavoratori degli ultimi cinque anni. Dal 2013 a oggi, infatti, il numero di dignanesi con un lavoro è aumentato addirittura del 30,78 per cento.
I dati pubblicati dal portale gradonačelnik.hr non sono di certo passati inosservati ai vertici della Città di Dignano, che subito hanno espresso grande soddisfazione, assumendosi il merito di questo successo. Gli amministratori locali ritengono infatti che le misure e i programmi attuati dalla Città abbiano favorito un sensibile aumento degli investimenti a vario livello nelle attività imprenditoriali. In effetti, negli ultimi anni, la pubblica amministrazione ha ridotto la tassa sulle nuove costruzioni e introdotto ulteriori e specifiche agevolazioni per le nuove attività. Inoltre, la Città di Dignano si è assunta l’obbligo di pagare parte degli interessi sui crediti accesi dagli imprenditori locali. E non soltanto. Da tempo ormai, l’amministrazione dignanese concede anche contributi a fondo perduto alle neonate imprese e cofinanzia diversi programmi e progetti di ricerca per il miglioramento della produzione agricola. E ancora, la Città ha semplificato e velocizzato l’iter burocratico per il rilascio dei permessi edili e degli altri documenti indispensabili per la costruzione di nuovi impianti imprenditoriali e industriali. Insomma, i vertici della pubblica amministrazione dignanese sostengono che la chiave del successo è stata quella di avere capito che le amministrazioni locali devono collaborare ed essere i primi partner delle imprese.

Non tutto è oro quel che luccica

Sfortunatamente, non tutto è oro quel che luccica. Lo sa bene anche il sindaco di Dignano, Klaudio Vitasović, il quale sostiene che i benefici della crescita del numero degli occupati e l’aumento delle imprese nel Dignanese hanno contribuito poco o nulla alla crescita degli introiti della Città. “L’attuale sistema fiscale non prevede che parte delle entrate dell’IVA (PDV) e delle tasse sui profitti sia versata nelle casse delle amministrazioni cittadine e comunali. Spero quindi che il governo provveda a riformare l’attuale sistema” conclude Vitasović.

Oltre mille neo assunti

Tornando ai 5.253 disoccupati oggi presenti in Istria, dai rilevamenti del Centro per l’impiego emerge che al termine di febbraio il 55,9 p.c delle persone in cerca di un’occupazione è rappresentato dalle donne. Per quanto riguarda il livello o il grado d’istruzione, il 31,8 p.c. dei senza lavoro possiede un titolo di studio di scuola media superiore della durata di tre anni; il 27 un titolo di studio di scuola media superiore della durata di quattro anni; il 18,5 un titolo di studio elementare; il 14,6 p.c.una laurea (di primo e secondo livello) o un master universitario; il 4 p.c.ha ultimato il ginnasio e infine il 4,1 p.c. dei disoccupati non ha ultimato alcuna scuola.
Per quanto riguarda l’età anagrafica dei disoccupati, invece, dal Centro per il collocamento al lavoro della Regione istriana fanno sapere che 636 persone senza impiego hanno un’età compresa tra i 15 e i 24 anni, mentre 1.298 hanno tra i 25 e i 34 anni. Altre 1.653 persone in cerca di un’occupazione hanno un’età compresa tra i 35 e i 49 anni. Ancora, i disoccupati con un’età tra i 50 e i 59 anni sono 1.300. I disoccupati over 60 sono infine 336.
Chiusa la parentesi “disoccupati”, è tempo di occuparsi di chi, a febbraio, un lavoro l’ha trovato. Si tratta di 1.009 persone. La metà circa (540) dei quali è alla sua prima esperienza lavorativa.

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