Pola. Il centro si rifà il look

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Pola. Il centro si rifà il look
Nuova anticamera “verde” per il Museo di via Carrara. Foto: Daria Deghenghi

C’è del fermento in centrocittà in attesa della Pasqua, il che equivale a dire in vista della stagione turistica. Il mondo del commercio e della ristorazione stagionale si è svegliato per investire, ristrutturare, ammodernare o semplicemente riparare alla bell’e meglio i propri locali prima di metterli in funzione per l’estate. Alla fine del secondo anno pandemico, l’ottimismo del settore alberghiero ha gonfiato gli animi di nuova speranza, ma l’euforia è stata di breve respiro: a questo punto la guerra in Ucraina e la minaccia di un’escalation nel vicinato, la crisi umanitaria degli sfollati e tutte le conseguenze economiche tangibili (dal caro carburanti alla svalutazione del denaro) costituiscono ora una nuova minaccia al delicato comporto turistico, già duramente provato dall’emergenza Covid. Al colosso alberghiero Arena Hospitality si fa di conto: il booking risulta dimezzato dopo queste prime cinque settimane di invasione Russa in Ucraina. Ciò non toglie che la speranza è l’ultima a morire. La guerra potrebbe anche finire nel giro di poche settimane, la ripresa potrebbe non essere lunga come sembra, la gente potrebbe tornare a viaggiare in relativa serenità quasi di riflesso. Ed è questa la prospettiva che anima gli imprenditori, i quali dipendono dal buon andamento della stagione turistica volenti o nolenti.

Interventi a lungo termine

Vediamo come respira la città a cavallo tra marzo e aprile, in attesa della Pasqua. Intanto, bisogna distinguere tra gli investimenti a medio-lungo termine e quelli, per così dire, di ordinaria manutenzione. Nel primo gruppo rientrano tre opere brownfield che stanno per cambiare radicalmente l’anima commerciale del centro storico, ma non subito. Ci vorrà almeno un altro anno per vedere i frutti della semina iniziata in questi primi mesi dell’anno. In via San Teodoro, la caldaia dell’ex fabbrica tabacchi con la sua storica ciminiera dei primi anni Venti è stata rilevata dall’azienda “Campo Marzio” che si occupa esclusivamente di ristorazione (e in prevalenza di ristorazione stagionale). La metamorfosi della caldaia è ancora in alto mare ma a giudicare dalle prime impressioni anche in questa fase alta dell’opera, è possibile prevedere un salto di qualità nell’offerta gastronomica di via Kandler. Stesso discorso per il recupero del vecchio ristorante “Delfin” con terrazza aperta su piazza San Tommaso. Anche in questo caso sono cambiati i proprietari e di conseguenza si cambia attività. La struttura viene rifatta dalle fondamenta al tetto, estivo incluso, per l’apertura di un night con musica dal vivo, DJ, pista da ballo eccetera. Dovrebbe trattarsi del vecchio “Pietas Julia” in procinto di trasferimento in pieno centrocittà. Ma l’opera del recupero sarà lunga e il locale non aprirà in tempo per quest’estate. Bisognerà aspettare la prossima.

Un altro investimento brownfield l’ha voluto l’amministrazione comunale, mettendo all’asta il pianterreno del civico 13 di piazza Foro, ai piani superiori sede dell’Ufficio catastale. Ebbene il sindaco Filip Zoričić riserva questo prezioso pianterreno dirimpetto al Tempio d’Augusto a un futuro ristoratore da trovare in sede di asta pubblica. Il bando è aperto e resta da vedere quanti e quali saranno gli interessati disposti a contenderselo. In ogni caso, per quest’anno non c’è verso di trovare il locale già pronto all’uso: gli investimenti necessari vanno ben oltre il minimo indispensabile.

Ex caldaia con ciminiera si trasforma in ristorante.
Foto: Daria Deghenghi

L’arrivo dei primi clienti

Diverso è il caso dei locali più o meno pronti a riaprire ogni anno da capo in concomitanza con la Pasqua (o poco prima se la Pasqua è alta come quest’anno). In via Porta Stovagnaga, i tavoli, le sedie, gli ombrelloni e le cassette dei fiori sono nuovamente al loro posto e i tre locali (pizzeria, steak house e taverna) sono in attesa dei clienti che ogni tanto cominciano a sbucare da dietro l’angolo, soprattutto all’ora di pranzo. Ma siamo ancora lontani dal pienone, questo è chiaro.

Tavoli “precoci” in via Porta Stovagnaga.
Foto: Daria Deghenghi

Nel più dei casi sono viaggiatori di passaggio o gente in città per lavoro.

Questo non è ancora turismo propriamente detto, anche se in strada si sente già parlare inglese e spagnolo. Intanto in via Sergia hanno riaperto alcuni negozietti tipicamente stagionali e i piccoli commercianti che mettono su bottega in un androne.

Riapre la gelateria in via Kandler.
Foto: Daria Deghenghi

Riecco dunque gli orologi da muro su vinile con le icone del rock and roll e naturalmente le T-shirt con i personaggi dei cartoni animati, dei film e della musica pop, da Gargamella a Marshmello, passando per i pirati dei Caraibi e il gatto Silvestro. Mancano ancora le bancarelle dei teli da spiaggia e dei palloni di calcio e saremo al completo. Anche ai Giardini c’è del fermento. Una gelateria ha cambiato pavimentazione e pergolato, tende e tavolini, chissà che non cambi anche il menù.

Pavimentazione e pergolato a nuovo ai Giardini.
Foto: Daria Deghenghi

Via Carrara, un tappeto verde

In Via Carrara il tappeto verde piantato lo scorso inverno a ridosso del Museo archeologico è cresciuto rigoglioso e di là a pochi passi, un ex negozio di nautica sta cambiando completamente funzione, arredo e corredo: al pianterreno del palazzo che fa angolo tra le vie Carrara e Castropola aprirà l’ennesimo caffè bar. Grandi sogni e piccoli passi.

Un ex negozio di nautica diventa bar.
Foto: Daria Deghenghi

In un mondo che cambia a suon di sconvolgimenti, la piccola impresa si ostina a reggere l’urto.

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