Pola. Falsati 205 referti medici: tecnico in carcere

Truffa nel reparto di Radiologia: i documenti venivano poi allegati dai richiedenti il rimborso danni nei fascicoli trasmessi alle Case assicuratrici quale prova delle lesioni subite

L’Ospedale di Marina, sede della Radiologia

Non ci sarebbe nemmeno la necessità dell’empirismo: tenendo in mano il bandolo, la matassa corre via e si svolge. A quanto pare gli inquirenti hanno trovato il bandolo di una matassa chiamata frode, perpetrata ai danni di alcune Case assicuratrici. Una storia andata avanti per alcuni anni e che si compone di referti medici falsati, utilizzati da persone coinvolte in incidenti stradali per riscuotere l’assicurazione per lesioni subite. Per il fatto è finito in carcere un 46.enne, tecnico della Radiologia polese, che, da quanto appurato nel corso delle indagini, avrebbe falsato 205 referti medici. Questo almeno quanto appurato finora: sembra che il numero sia destinato ad aumentare vertiginosamente.
Il gip del Tribunale regionale di Pola ha disposto per l’uomo il fermo cautelare in carcere di un mese, per evitare il ripetersi dell’azione e impedire all’indagato di subornare i testimoni.
Per falsare i referti, accomodandoli ai desiderata dei “pazienti”, il tecnico, servendosi delle password e degli username di altri addetti, sarebbe entrato nel sistema informatico ospedaliero procedendo poi a ritoccare i rapporti medici (cosa che non avrebbe potuto fare con la propria password, non avendone l’autorizzazione). I documenti venivano poi allegati dai richiedenti il rimborso danni alla richiesta inoltrata alle Case assicuratrici quale prova delle lesioni subite. Come da iter, le assicuratrici provvedevano al rimborso come da polizza assicurativa. Sulla scorta dei referti taroccati, le Case assicuratrici hanno versato, finora, oltre 644.000 kune. Altre 418mila kune sono, anzi, è il caso di dire erano in attesa di versamento.
Le Case assicuratrici adesso sono impegnate a setacciare i casi di richiesta di risarcimento danni in seguito a incidenti stradali. Ma parallelamente sono all’opera pure in Questura, in quanto le indagini proseguono.
Per ora il 46.enne è l’unico indagato. Nel corso dell’interrogatorio ha negato di avere compilato autonomamente i referti medici, ma non ha rigettato di avere modificato alcuni documenti su indicazione dei superiori. Ha specificato di avere fatto in modo di accorciare i tempi di attesa per le visite mediche a quanti coinvolti in incidenti stradali. Successivamente consegnava i documenti a tale N. A., ex dipendente di una Casa assicuratrice con sede a Pola. In cambio avrebbe ottenuto cioccolato, denaro (somme minime, dice, da 100 a 500 kune). Una volta avrebbe ricevuto pentole e addirittura uno scooter, restituito al paziente. Da quanto dichiarato agli inquirenti, sembra che N.A sia una presenza costante negli ambienti ospedalieri e che spesso faccia visita a un noto medico, il cui nome figura sulla maggior parte dei referti.
Dalla Questura giunge conferma che, in seguito alle indagini, nel corso della mattinata del 10 ottobre, il 46.enne è finito in cella. La notizia è sorta agli onori della cronaca soltanto nei giorni scorsi.

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