Cirpirota al confine di Castelvenere con test PCR contraffatto

Il confine croato-sloveno di Castelvenere, in Istria

Da una parte il Comando regionale della Protezione civile con i suoi numeri, dall’altro la Questura istriana, che ormai a cadenza quotidiana segnala casi di inosservanza delle regole e delle misure anti-Covid. L’ultimo risale a giovedì 4 marzo, quando intorno alle 9.20 un 52.enne cittadino della Repubblica di Cipro ha raggiunto in sella a una motocicletta il valico di frontiera di Castelvenere proveniente dalla Slovenia. All’ingresso in Croazia ha quindi presentato agli agenti i documenti e un certificato attestante la negatività al test Covid-19. Gli uomini della Polizia di confine hanno quindi contattato l’Istituto medico che avrebbe effettuato il test PCR. È così che hanno scoperto che il nome sul test era stato falsificato e che il 52.enne non si è mai sottoposto al tampone. All’uomo è stato comunque concesso il permesso di entrare in Croazia, dove dovrà, però, trascorrere i prossimi dieci giorni in isolamento. Nonostante sia stato autorizzato a entrare in Croazia, l’uomo è stato comunque denunciato per il reato commesso. Come evidenziato in precedenza, il caso del cipriota è soltanto l’ultimo di una serie. Lo scorso fine settimane, gli uomini della Polizia di frontiera avevano scoperto ben 12 persone con certificati di negatività al test Covid-19 contraffatti. Tra lunedì e ieri, gli agenti hanno fermato ai valichi di frontiera tra la Slovenia e l’Istria altre 7 persone (tra le quali 5 cittadini sloveni) in possesso di certificati falsificati.

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