Animali, un amore senza confini

A Pola sono attive tre associazioni che si prendono cura di cani e gatti abbandonati: «Fido», «Snoopy» e «Ruka šapi (Qua la zampa)». Lo scopo è quello di accudirli, curarli e trovare loro una sistemazione sicura in modo da regalargli una nuova vita

Un cane della “Snoopy” a spasso

Trovano, accolgono, curano, sterilizzano e poi cercano una nuova dimora per cani e gatti. Si tratta delle associazioni animaliste no profit, che con un elevato numero di volontari si danno da fare per salvare appunto questi animali ai quali la fortuna ha girato le spalle, per dare loro una “nuova vita”, molto più felice e serena. A Pola di associazioni ambientaliste ce ne sono tre: “Fido”, “Snoopy” e “Ruka šapi (Qua la zampa)”. Abbiamo parlato con i responsabili delle succitate associazioni per capire come funzionano e come si sviluppa la loro attività portata avanti dai volontari.

Un gatto in cura alla “Ruka šapi”

I gatti di Scoglio Olivi
“Abbiamo fondato l’Associazione ‘Fido’ nel 2017 – così la presidente Dijana Bekić –, ovviamente per prenderci cura degli animali abbandonati, malati e disabili. Nel nostro asilo, che si sviluppa su una superficie di 400 metri quadrati, oltre a una decina di cani, attualmente accogliamo circa 150 gatti, dei 250 che vivevano nell’ex cantiere navale Scoglio Olivi. Erano tutti malandati e affamati e ora hanno un rifugio sicuro e vengono nutriti regolarmente in attesa di essere accasati. Da puntualizzare che tutti sono vaccinati contro la rabbia, sterilizzati e nel caso di un viaggio all’estero a loro viene messo il microcheap” ha fatto notare la Bekić, stando alla quale annualmente la “Fido” prende in consegna oltre un centinaio di animali. “Va detto senz’altro che molti di questi trovano una nuova sistemazione all’estero, soprattutto in Germania e Austria, grazie agli ottimi rapporti che abbiamo con diverse associazioni animaliste. L’anno scorso abbiamo accasato circa un centinaio di cani. Nella maggior parte si tratta di animali abbandonati, oppure proprietà di persone che non volevano o non potevano più accudirli”.

I mici della “Fido”

L’importanza dell’alimentazione
Per quel che riguarda i felini, la presidente della “Fido” non ha mancato di puntualizzare che tutti quelli dello Scoglio Olivi sono stati vaccinati grazie al sostegno della Città che annualmente finanzia l’associazione con 20mila kune, mentre il Comune di Medolino ne stanzia 5mila. “La sterilizzazione dei mici dell’ex cantiere – ha continuato Dijana Bekić –, è stata un processo difficile e lungo, tanto che è proseguito per 20 mesi. Inoltre, assieme ai colleghi volontari abbiamo sterilizzato tutti i randagi di via Kandler. Le nostre spese annuali si aggirano sulle 100mila kune. Abbiamo comunque la fortuna di avere molti donatori, che ci lasciano del cibo o effettuano delle collette in denaro. Si tratta in primo luogo di cittadini tedeschi e austriaci. Non vanno dimenticati comunque nemmeno i benefattori locali.
Per quel che concerne l’alimentazione dei cani e dei gatti accanto a 5 chilogrammi di cibo tenero e 10 di quello asciutto, prepariamo anche dei pasti cucinati, con gli scarti delle macellerie e con il riso. L’alimentazione è di fondamentale importanza per gli animali, in special modo per i cani in questo periodo invernale, per cui devono mangiare bene”, ha sottolineato la Bekić, che si è soffermata anche sulla crisi dovuta al Covid-19. “È stato un periodo durissimo e ce la siamo cavata per un pelo. A causa dell’epidemia le persone non venivano nel rifugio, i negozi erano chiusi, per cui abbiamo dovuto arrangiarci alla bell’e meglio. Sono mancati pure i finanziamenti da parte della Città, che sono arrivati appena a giugno. Fortunatamente, siamo riusciti a raccogliere una quantità sufficiente di scarti di carne”.

Un cane dello “Snoopy”

Le condizioni per l’affidamento
Un capitolo importante dell’attività della “Fido” è l’affidamento degli animali. “L’associazione – spiega la nostra interlocutrice – pone due condizioni: i cani non devono essere legati con la catena e tenuti nei box. Continuamente svolgiamo dei controlli per appurare che questi obblighi vengano rispettati. In caso contrario portiamo via gli animali. Giorni fa in un paese del Polese abbiamo trovato un cane legato alla catena. Stando al proprietario, questi è stato obbligato a farlo in quanto l’animale saltava la recinzione. L’uomo comunque si è impegnato, nell’arco di una settimana, a costruire un muro per poter lasciare libero il cane nel cortile”, ha concluso la Bekić che a casa ha 5 gatti disabili e il cane King, un meticcio tra un pit bull e un bulldog americano.

Un cane della “Fido”

«Snoopy» e i cani della Banovina
L’Associazione “Snoopy” invece è stata fondata nel 2002, e da allora ha sempre avuto un viavai di volontari. “L’ultimo team che gestisce il canile, che ha sede nel fortino a Pomer – spiega la segretaria Vanja Šimunić Lač – presta servizio nell’associazione negli ultimi 4-5 anni. Nell’insieme ci sono una decina di volontari, la cui attività varia a seconda delle possibilità e del tempo libero a disposizione. Come tutte le associazioni animaliste, ci occupiamo del soccorso degli animali, nel nostro caso solamente dei cani, che sono stati maltrattati e/o feriti, nonché di quelli ammalati. Ci prendiamo cura di loro sistemandoli nel nostro asilo, offriamo ai cani i dovuti trattamenti medici, sino a trovare loro un accasamento”.

La “Snoopy” in questi giorni ha anche degli ospiti particolari. ”Nel canile – ha continuato Vanja Šimunić Lač – al momento abbiamo oltre una cinquantina di cani, di cui 17 cuccioli. Abbiamo in cura pure diversi cani abbandonati nel bosco oppure trovati sotto le macerie dopo il terremoto che ha colpito la Banovina. Cinque nostri volontari sono stati in zona per prenderli e portarli nel nostro canile. Nel rifugio vengono ospitati annualmente circa 300 cani e quasi tutti poi vengono accasati. Negli ultimi 5 anni l’accasamento va a gonfie vele anche perché si è creata una rete composta da familiari, amici e colleghi che funziona con il passaparola”.

Un bel esemplare del “Ruka šapi”

Le difficoltà durante il lockdown
Anche per la “Snoopy” il primo lockdown è stato molto difficile. “Il rifugio era chiuso, le persone non potevano venire, ci mancavano i soldi, però in qualche modo ce l’abbiamo fatta. Oggi la situazione è migliore, il canile è aperto, fermo restando che adottiamo tutte le misure epidemiologiche. Vorrei infine aggiungere che le camminate con i cani sono molto importanti per la loro socializzazione”, ha concluso la Šimunić Lač, proprietaria di tre meticci, stando alla quale i rapporti con le altre associazioni, anche con quelle all’estero, sono molto buoni. “Per quanto possibile, offriamo sempre il nostro aiuto, distribuendo del cibo e inoltre prendiamo in consegna pure dei cani provenienti da altre parti della Croazia”

La sterilizzazione dei cani randagi
Sanja Čubrilo negli ultimi 6 anni è a capo dell’associazione “Ruka šapi (Qua la zampa)”, fondata nel 2009. “A differenza delle altre associazioni noi non abbiamo un asilo vero e proprio, bensì soltanto un vano di appena 16 metri quadrati, senz’acqua, in via della 43.esima Brigata istriana in Siana, che ci è stato concesso dalla Città. Lo stesso è riservato per la riabilitazione dei gatti ammalati. Al momento ne abbiamo una trentina, alcuni dei quali si trovano in custodia temporanea da altre persone, e in un appezzamento di terra privato. Inoltre abbiamo tre cani, di cui due nell’ambito del progetto “Beskućnici pomažu beskućnicima (I senzatetto aiutano i senzatetto)” che si trovano nel Rifugio per i senzatetto sempre in Siana, mentre uno è in affidamento temporaneo. Tra le nostre altre attività vorrei menzionare, il progetto denominato “Uhvati, steriliziraj, vrati (Acchiappa, sterilizza, ritorna)”, grazie al quale si sterilizzano appunto i gatti randagi al fine di ridurre il loro numero in città”, è stata chiara la Čubrilo. Annualmente la “Ruka šapi”, che è registrata solamente come un’associazione per l’educazione e la promozione dei diritti degli animali, trova una sistemazione a circa 150- 250 gatti e nell’ultima decina d’anni ne ha accasati circa 2.500”. A dimostrazione di quanto l’amore per gli animali sia fondamentale per portare avanti quest’attività, l’esempio della stessa Čubrilo che tiene in cura una gatta di 15 anni, che ha il cancro alle orecchie, la polmonite, e un’infinità di altre complicazioni. Tra l’altro, nel proprio cortile accudisce 14 gatti, 4 cani meticci, un coniglio, e 10 pappagalli, di cui 8 Cocorita e due Ninfa. Quest’ultimi sono stati salvati, dopo che erano scappati di casa venendo ritrovati dai cittadini a Verudella e in centrocittà.

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