Castion: «I parametri sono in regola»

I vertici del Centro per lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti hanno pubblicato i risultati delle analisi

Stando al comunicato dell’azienda, gli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti non inquinano

Si fa un gran chiasso intorno alle fonti di possibile inquinamento atmosferico, con particolare riferimento a Castion, anche a fini di promozione elettorale. La direzione del Centro regionale di gestione dei rifiuti urbani si è fatta udire per mezzo di un comunicato stampa “al fine di informare la cittadinanza sulla qualità dell’aria documentata dalla stazione di rilevamento dati atmosferici dell’impianto industriale”. La direzione di Castion impugna dunque il suo Rapporto annuale di monitoraggio della qualità dell’aria 2020, firmato dal laboratorio accreditato in analisi ambientali (in questo caso in emissioni atmosferiche). Ebbene secondo questo rapporto la qualità dell’aria nel raggio di emissioni dell’impianto, nel 2020 è stata di “prima qualità” a significare che i limiti prescritti dalla legge non sono stati superati in nessuno dei parametri chimici sotto monitoraggio. Bisogna però evidenziare che per i livelli di concentrazione di polveri fini (PM 2,5) non vige l’obbligo di misurazione del limite giornaliero o orario bensì quello di rilevamento della media annuale, che secondo il Rapporto 2020 risulta essere sotto i livelli di guardia. Per quanto attiene ai parametri misurati dall’inizio del 2021, in pratica i primi due mesi dell’anno (quando l’impianto funziona secondo i ritmi di produzione caratteristici del periodo invernale e quindi rallentati rispetto al periodo estivo), non vi è alcun timore di incorrere in livelli di emissioni superiori alla norma o ai livelli di guardia.

 

Secondo l’opinione degli specialisti del Laboratorio accreditato, gli occasionali aumenti dei livelli di concentrazione di polveri fini PM 10 e PM 2,5 possono essere attribuiti a determinate condizioni atmosferiche, come le temperature rigide oppure gli sbalzi termici repentini, ma anche a fenomeni sociali che interessano il circondario, come la combustione dei residui vegetali (rami e sterpaglie), oppure addirittura a fenomeni globali, come la diffusione delle nubi sahariane che interessa il bacino del Mediterraneo aumentando notevolmente i livelli di PM 10. In questo senso si è espressa anche l’Organizzazione meteorologica mondiale, che a fine febbraio ha pubblicato un “rapporto sulla dispersione di 14 milioni di tonnellate di polveri sahariane nell’atmosfera dell’Europa e dell’Africa settentrionale”. Tutte queste occasionali deviazioni dai livelli medi di concentrazione di polveri fini sono dunque dovute a molteplici fattori che non hanno niente in comune con il processo produttivo dell’impianto di trattamento dei rifiuti che, stando al comunicato, non si sottrae a nessuno dei doveri imposti dalla legge di monitorare le emissioni e renderne conto pubblicamente. ​In ottemperanza alla legge, Castion si affida al laboratorio di analisi chimiche certificato EKONERG, munito di licenza rilasciata dal competente Ministero. Tutti i risultati dei suoi rilevamenti sono sempre disponibili sul sito Internet della società: www.kastijun.hr. Inoltre, nel 2020 gli impianti di stoccaggio, trattamento e produzione di Castion sono stati oggetto di otto distinte indagini da parte di altrettanti Ispettorati, e nessuno ha mai rilevato alcun difetto del processo produttivo. Dal che bisogna concludere “che la gestione dell’impianto è responsabile e che il Centro opera nel rispetto della normativa e della licenza ambientale”.

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