Case di riposo, ci pensa un’azienda austriaca

Manifestato l’interesse per costruire una struttura da 200 posti letto

L’Alfredo Štiglić in attesa di ampliamento

Una Casa di riposo tra le vie Capodistria e Altura, dietro l’ex Standa? O piuttosto a Valdibecco dove abbondano i lotti edificabili? Oppure sulla tangenziale accanto al distributore Crodux? Perché no? C’è chi vuole investire e il sindaco ci sta già facendo un pensierino. Un’azienda austriaca leader nall’assistenza e cura degli anziani, o come si usa dire oggi, nell’invecchiametno di qualità, sta cercando di sbarcare a Pola e l’amministrazione municipale non vuole negargli l’ospitalità, anzi. Gli hanno già fatto fare il tour delle possibili location. Lo spazio non manca. Se c’è qualcosa che manca, in città, sono le Case d’assistenza e cura per la terza e la quarta età. L’argomento è emerso alla scorsa sessione del Consiglio municipale e il sindaco Filip Zoričić si è sbottonato: “Sono austriaci e hanno una ferma convinzione di investire in città. Gestiscono centomila posti letto. Per Pola avrebbero in mente una Casa di riposo con 200 posti letto e sembrano piuttosto interessati a uno dei tre rioni: Siana, Valdibecco e Tangenziale”.

 

La notizia ha suscitato scalpore tra le file dei consiglieri dell’opposizione. Marija Marković Nikolovska (DDI) è perplessa: non eravamo daccordo di costruire un’ala aggiuntiva per la Casa di riposo pubblica e convenzionata di Veruda, l’Alfredo Štiglić? E poi un’altra cosa: aiutare il capitale privato a investire nel settore sociosanitario a cosa serve se poi i prezzi dei servizi sono quelli di mercato? Il sindaco ha smentito tutti e due i timori della consigliera. Intanto il progetto d’ampliamento dello Štiglić continua e nessuno gli sta mettendo i bastoni tra le ruote. A questo fine il primo cittadino ha già provveduto a incontrare il presidente della Regione Boris Miletić, per assicurarsi che l’opera non vada incontro a nuovi arresti. Lo stesso tipo di colloqui preliminari si è avuto in riferimento al Centro di cure palliative che sarà gestito a “sei mani” da Regione, Città e Diocesi. In quanto all’ingresso di capitali privati nel settore socio-sanitario e assistenziale, ben vengano, a parere del sindaco, perché in nessun caso possono nuocere. Ma per avere il sostegno della municipalità – ribadisce – ci vorranno dei vincoli, degli obblighi da parte di chi investe: “È ovvio che la Casa di riposo non si farà prima che siano definite le condizioni. Non abbiamo alcun interesse a sostenere iniziative elitarie e non faremo certo residenze di lusso per soli agiati. Non se ne parla nemmeno”, ha concluso il sindaco senza poi specificare di quali condizioni si tratta esattamente, né l’entità del contributo pubblico richiesto. Di solito si tratta di provvedere ainfrastrutture, lotti o diritti di superficie.

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