Campus universitario di Pola: è rivoluzione architettonica

La dimensione laterale della grande struttura

È rivoluzione architettonica vera e propria in cima al Monte di San Michele. Il vecchio aspetto della zona ospedaliera, ereditato e mantenuto dal secondo dopoguerra in poi è ora letteralmente cancellato. Si è salvata dalla metamorfosi unicamente la fortezza militare austroungarica e, soltanto in parte, l’edificio della vecchia lavanderia, che nel 1938 fu progettato dal noto architetto polese Alberto Turina. Ma va raccontata la verità: l’antica struttura è stata “spolpata” fino all’osso e resa quasi irriconoscibile, al pari di tutta la circostante zona collinare, ed è ora oggetto di ricostruzione di sana pianta che si sta compiendo proprio in questi giorni, su direttive degli addetti alla conservazione del patrimonio storico-monumentale.
“Come possiamo vedere – spiega il direttore del campus universitario Miodrag Čerina – il nuovo Padiglione 2 è cresciuto in tutta la sua vistosa altezza: pianterreno, primo, secondo e terzo piano. Nel caso del retrostante edificio Turina, che rappresenta il Padiglione III, è cominciata la ricostruzione delle fondamenta e delle strutture del primo e secondo piano per poi passare all’edificazione di un terzo piano aggiuntivo. Se tutto procederà come previsto, entro la fine del mese di settembre i grossi lavori edili-muratori dovrebbero venire ultimati, rendendo così gli ‘scatoloni-edifici’ disponibili per dare il via alla prossima fase di completamento. Previsti ad ottobre i lavori interni riguardanti alle parti strutturali degli edifici, alla collocazione di porte, finestre ed infissi, agli impianti elettrici, alla piastrellatura, alla collocazione dei parquet e ad altro ancora”.

Un mese di ritardo

La grande manovra di costruzione che viene portata avanti dalle imprese spalatine Lavčević e Lavčević inženjering, dimostra davvero di avere compiuto passi da gigante, ma Miodrag Čerina ammette che è stato purtroppo accumulato un mese di ritardo rispetto ai termini contrattuali d’appalto. Rallentamento dei lavori lieve e del tutto giustificato, però, dal momento che a frenare ha contribuito l’archeologia, ossia la ricerca dentro a centinaia di sepolcri della necropoli appartenuta alla medievale Abbazia di San Michele. Oltre all’irrinunciabile opportunità di arricchimento delle conoscenze storiche sul passato di Pola, c’era stato pure dell’altro: quest’estate, il cantiere era stato frenato anche dal Covid. Si apprende che una parte del personale ingaggiato aveva contratto l’infezione. Ma a tutto è esistito rimedio. “Adesso che gli… imprevisti sono rientrati, le imprese affidatarie Lavčević promettono di tornare alla carica potenziando il numero delle maestranze e subappaltatori ingaggiati e aumentando le ore di attività fino a rimettersi in carreggiata e a raggiungere un migliore stato di avanzamento dei lavori. Tutto potrebbe essere finito entro il 30 aprile del prossimo anno, Covid e altri ostacoli permettendo. Ben presto partirà pure il concorso di fornitura pubblica per arredare gli interni. Una cosa è più che certa: i nuovi padiglioni del Campus verranno inaugurati esattamente tra un anno, in concomitanza con l’inizio dell’anno accademico 2021/2022“.


Le strutture abbattute

Proponiamo, intanto, un riassunto dell’impresa. L’opera pubblica dell’ampliamento del Campus universitario di Pola, per un investimento pari a 75,3 milioni di kune, rappresenta un’operazione strategica per la crescita dell’Ateneo e del territorio. Come da piano edilizio dell’Università, è cresciuto un complesso di edifici – due padiglioni residenziali per studenti e un ristorante – da integrare nell’ambiente già adibito al Campus. Per fare tutto questo era stato necessario abbattere un bel po’ di strutture appartenute al vecchio ospedale.. Il destino dell’abbattimento era toccato all’enorme camino dell’ospedale, costruzione gigante in cemento armato, alta 32 metri, che risalì al secondo dopoguerra, all’edificio della vecchia caldaia dell’Ospedale civico, che fu ubicata raso strada e a diverse strutture allineate sul retro, che furono adibite a magazzini ospedalieri durante la Jugoslavia. In ogni caso le strutture “condannate” al disfacimento non rappresentavano un patrimonio architettonico da tutelare.

La prima Casa del Campus studentesco

Altri 248 posti letto

Il grande Padiglione 2 conterà 194 posti letto distribuiti entro 97 unità d’alloggio, delle quali 4 saranno adattate alla necessità di studenti disabili. Avrà il proprio ristorante con 100 posti mensa, gli ascensori e ambienti per lo studio e il soggiorno. Il Padiglione 3 (edificio Turina ristrutturato), invece, sarà provvisto di 27 stanze 54 posti letto, di due vani studio, un soggiorno, una cucina e una rimessa. Complessivamente le nuove unità residenziali del Campus conteranno in tutto 248 posti di sistemazione.

Il punto di passaggio tra i Padiglioni 1, 2 e l’area del ristorante

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