Protesta in Istria e Quarnero: locali chiusi per un’ora (video)

Tavolini vuoti in un bar di Pola

Saracinesche abbassate, camerieri con le braccia incrociate, tavolini e banconi vuoti. Alle 11.55 di oggi, giovedì 10 settembre, è scattata la protesta pacifica di bar e ristoranti organizzata dall’Associazione dei ristoratori del Quarnero e dell’Istria. I locali sono stati chiusi per un’ora con l’intento di salvaguardare migliaia posti lavoro e attirare l’attenzione sulla difficile situazione in cui sono venuti a trovarsi a causa della pandemia da coronavirus.
La protesta intitolata “5 minuti alle 12” “ha come obiettivo di far capire al governo che con un simile andamento molti saranno costretti a chiudere, mandando a casa migliaia di lavoratori”, ha detto Vedran Jakominić, presidente dell’Associazione.

“Il nostro settore sta annaspando dal 2017, quando è stato innalzato il tasso dell’imposta sul valore aggiunto per cibo e bevande”. Jakominić, proprietario del King’s Caffè nei pressi del Teatro di Fiume, ribadisce che la ristorazione “è strettamente collegata con il turismo, settore di vitale importanza per l’economia croata. Lo Stato dovrebbe aiutarci a sopravvivere in questo periodo di pandemia e non metterci il bastone tra le ruote. Speriamo che questa iniziativa di protesta possa sortire gli effetti desiderati”, ha concluso Jakominić.

Le richieste

I ristoratori istroquarnerini chiedono al governo di essere esentati dal pagamento dell’Iva fino al 1.mo marzo 2021, che l’imposta sul valore aggiunto venga diminuita al 10% per le bevande e il cibo, nonché che possano accedere agli incentivi tramite prestiti per la liquidità e gli investimenti in collaborazione con l’Agenzia per la piccola impresa e gli investimenti e l’Agenzia per gli affari e l’innovazione (Hamag-Bicro).

Il 40% teme di dover chiudere i propri locali

L’Associazione dei ristoratori del Quarnero e dell’Istria ha effettuato un sondaggio tra 500 suoi affiliati, di cui il 60% registra un calo degli introiti del 50%, mentre il 40% crede che nelle attuali condizioni non resisterà fino all’anno prossimo. Inoltre l’80% dei ristoratori sarà costretto a non rinnovare i contratti ai camerieri e altro personale.

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