Buie. «El baul dei ricordi»: ecco come eravamo

In visione alla Comunità degli Italiani una mostra realizzata dal gruppo di sartoria del sodalizio buiese

Alla Comunità degli Italiani di Buie è stata inaugurata la mostra “El baul dei ricordi – un viaggio a ritroso nel tempo tra corredi, suppellettili dei nostri avi”. A introdurre la mostra è stata la presidente del sodalizio, Eliana Barbo: “Come noto, da tanti anni è attivo presso la nostra CI il gruppo di sartoria; signore molto attive e animate da tanto amore, entusiasmo e coscienza sono la fonte di tante nostre iniziative. Sono presenti di settimana in settimana, tutti i mesi, tutto l’anno, dando vita a tante idee e spunti. Realizzano costumi, preparano le nostre serate, raccolgono storie e tradizioni, tramandandole ai più piccoli, le nostre ‘Piccole pesti’. Con tanta pazienza insegnano loro la parlata buiese, le tradizioni, i canti, e le filastrocche, insegnano loro come si fa la pasta, come si fanno i gnocchi, come e cosa si giocava una volta”, ha rilevato la Barbo, spiegando com’è partita proprio da loro l’idea della mostra, in quanto fanno tutte parte di una famiglia buiese, con una storia alle spalle, con oggetti ancora nascosti negli armadi, nei bauli e nelle scatole, ben curati, custoditi con amore, orgoglio e nostalgia. “Da questi ricordi si è messa in moto la macchina organizzativa, facendo arrivare presso il sodalizio un vero tesoro – ha concluso –. Accanto ai numerosi oggetti, sono state esposte pure le storie dei proprietari, delle famiglie buiesi che hanno realizzato i lavori, con le loro tradizioni, rispettate e tramandate avanti nei secoli”.

Angoli di vita domestica

Nella sala al primo piano sono stati ricreati angoli di vita domestica, per esaltare la bellezza e la preziosità di quanto esposto.
“Tutta la sala espositiva, nella quale regna un profumo di lavanda, ha il potere di trasportarvi in un mondo di ricordi – ha rilevato la Barbo –. Le nostre donne del gruppo di sartoria hanno dedicato tanto tempo e tanto amore a preparare la mostra,curandone i minimi particolari. Un grazie anche ai nostri uomini che, con il loro ingegno, capacità e forza, hanno fatto da supporto nella preparazione dell’allestimento”.
A prendere la parola è stata pure Lucia Moratto Ugussi, che ha contribuito ad arricchire la mostra con la sua ricerca storica e sociale e l’esposizione con riproduzione su pannelli, di quattro documenti. Tra questi, due atti notarili, l’inventario dei beni dei coniugi Vidal di Buie e il contratto di matrimonio della loro figlia Maddalena, risalgono al ‘700, mentre la dote è il corredo della sposa sono dell’800.

Lucia Moratto Ugussi e Eliana Barbo

“Questi documenti appartengono a me e fanno parte di una ricca collezione privata che apparteneva all’antica famiglia Vidal, di Buie. Quando questa famiglia si è estinta, Caterina Vidal, nata Moratto, sorella di mio nonno, mi ha consegnato questi documenti”, ha raccontato la Ugussi, che ha illustrato pure il matrimonio secondo l’antica consuetudine dell’Istria, chiamato a quei tempi “Matrimonio a fratello e sorella” nel quale, stipulato con atto pubblico, i coniugi godevano degli stessi diritti sui beni matrimoniali. Una particolarità di questo matrimonio era il dono a piè di scala, un rituale che faceva la sposa nell’entrare in casa del marito. In visione pure la dote e il corredo della sposa con numerosi oggetti che si collegavano a quelli esposti, centrini e ricami su vari indumenti, lenzuola, tende, tovaglioli e molto altro.

Tra le autorità presenti alla mostra, il sindaco della Città di Buie, Fabrizio Vižintin, il presidente del Consiglio cittadino, Rino Duniš, e la vicesindaco, Jessica Acquavita.

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