Umago. Il turismo verso una stagione dalle mille e più incognite

L’Associazione locale degli affittacamere privati, lasciandosi alle spalle un’annata tutto sommato positiva, spera che quella del 2022 segnerà una netta ripresa

Il nucleo storico di Umago e sullo sfondo Muiella e Pozioi. Nel mezzo c’è il conservificio del pomodoro

Settore dell’economia molto importante per l’Umaghese, il turismo guarda al 2022 sperando nella ripresa, ovvero al ritorno della normalità, quando uscire di casa non era un problema e divertirsi in spiaggia e in discoteca era un piacere. Da quasi due anni, invece, la psicosi del Covid-19 crea non pochi problemi un po’ a tutti, sia a chi vuole andare in vacanza che a chi accoglie i turisti. L’Associazione degli affittacamere privati di Umago, una delle più importanti della Croazia, spera nella normalità, supportata come si è visto durante l’ultima assemblea di categoria, dalle cifre conseguite quest’anno.

 

Come spiegato da Dragica Lukin, presidente dell’Associazione e dal segretario, Boris Brajković, quest’anno le cose non sono andate male, anzi, le cifre alla fine sono di gran lunga superiori a quanto era stato previsto: fino al mese di novembre 2021, stando ai dati dell’Ente turistico locale, Umago ha realizzato 2.185.000 pernottamenti, di cui il 17 p.c. grazie proprio al settore degli affittacamere privati. Il 37 p.c. è stato realizzato negli alberghi, il resto negli autocampeggi. C’è però un dato, importante, da commentare: l’11,3 p.c. ricade sugli appartamenti “non commerciali” in mano agli stranieri. Si calcola che quasi il 20 p.c. del volume turistico sia in gestione proprio a cittadini stranieri, proprietari selle seconde case, che molto spesso affittano in nero, facendo una concorrenza sleale ai locali, che devono pagare come vedremo tutto e troppo.

I turisti tedeschi hanno realizzato il 30 p.c. dei pernottamenti, seguiti dagli sloveni con il 23 p.c., quindi dagli austriaci con il 12 p.c. Quest’anno soltanto il 4 p.c. dei pernottamenti è stato realizzato dai turisti italiani. Questo è un dato molto deludente, ma comprensibile, considerata la pandemia, che ha bloccato il mercato turistico. In linea generale, Umago ha comunque realizzato l’80 p.c. dei pernottamenti registrati nel 2019. Non male, ma neanche tanto bene, perché le spese si mangiano buona parte dei guadagni. Durante la conferenza è stato anche detto che la pandemia ha causato problemi di personale, perché gli operatori alberghieri hanno dovuto acquisire manodopera spesso all’ultimo minuto, persone non sempre in grado di dare il meglio, perché con scarsa esperienza.

Dragica Lukin durante il suo intervento

Il nodo dei rifiuti

Per quanto concerne i problemi, si è discusso dello smaltimento dei rifiuti. Spesso le immondizie non vengono selezionate e separate. Preoccupano inoltre i prezzi dell’asporto. Ad ogni modo l’impresa preposta allo smaltimento, come detto, fa bene il proprio lavoro. Manca, però, la giusta cultura civica da parte sia dei cittadini residenti che degli stessi turisti. Stando all’Associazione degli affittacamere privati, che contribuisce in modo importante al pagamento delle imposte e della tassa di soggiorno, lo smaltimento delle immondizie potrebbe causare grandi problemi al settore. Come rilevato nel corso della riunione, infatti, in base alle ultime disposizioni di legge, il servizio dell’asporto dei rifiuti non sarà trattato alla pari di quello per l’utenza domestica. In altre parole, significa che le tariffe che dovranno pagare gli affittacamere privati saranno di gran lunga più salate. L’ultima parola tuttavia spetterà alle autonomie locali, cioè ai Comuni e alle Città, per cui nulla è ancora certo. Durante la riunione è stato anche detto che i rifiuti ingombranti, come mobili, elettrodomestici, ecc., vengono depositati vicino ai cassonetti della differenziata. Cosa che non va bene. Gli stessi turisti si lamentavano di queste cose e fotografano quello che stona. Dunque, c’è bisogno di operare anche sulla cultura civica dei residenti, anche se, e la cosa è stata accertata, sono proprio i proprietari delle seconde case, quasi tutti stranieri, che non si attengono alle regole, come per esempio a Monte Rosso, dove gli immobili sono quasi nella totalità proprietà di cittadini sloveni.

Ma quanto mi costi

Parlando degli oneri e delle imposte, si è discusso degli importi da pagare nel 2022. Stando all’Associazione di categoria, gli importi l’anno venturo non dovrebbero in nessun caso essere aumentati. Cittanova per esempio ha aumentato il forfait a 420 kune per ogni letto affittato, ma Umago dovrebbe mantenere le 300 kune di quest’anno. In realtà non c’è soltanto l’imposta sul letto da pagare, ma ci sono anche la tassa di soggiorno, la quota all’Ente turistico e quella all’Associazione di categoria. Alla fine, sommando tutto, si arriva a più di cento euro per letto (senza eventuali aumenti) e questo va moltiplicato per i letti affittati. Che sono quelli di casa, non dell’albergo. Dunque, sia per lo smaltimento delle immondizie che per i forfait da pagare, bisognerà aspettare l’anno venturo, il che crea un po’ di preoccupazione fra gli operatori del settore.

La passeggiata di Pozioi che porta a Muiella è ricoperta di ghiaia

Infrastruttura carente

Sono molti pure i problemi infrastrutturali: si va dalla Cittavecchia, tutt’altro che appetibile per i turisti, con piazza San Martino (dove si trova pure il Museo civico) in condizioni pietose, alle aree vicine alle spiagge, che sono mal tenute. Si pensa anche al tratto che va da Pozioi a Muiella, in ghiaia, che con il vento, d’estate, è avvolto in una nuvola di polvere. Bisognerà anche pensare come collegare con linee autobus Umago con San Lorenzo e Canegra, ma non soltanto; prima dell’estate servirà allargare il mercato turistico, assestare le spiagge, chiudere gli scavi della canalizzazione e pensare a come presentare meglio il nucleo storico. A proposito è stato usato il termine “vergogna”, che la dice lunga sulla trascuratezza di un borgo molto importante per i turisti che entrano in città.

Piazza San Martino e a destra il Museo civico

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