Stignano. Cimitero sempre più ampio

Grazie ai lavori commissionati dalla Monte Giro il numero dei posti di sepoltura è aumentato di 154 unità

Il cimitero di Stignano

Pandemia e lockdown hanno messo i bastoni tra le ruote a una miriade di opere pubbliche, ma non anche al progetto di ampliamento e ammodernamento del cimitero rionale di Stignano, dove i lavori edili sono terminati entro le scadenze stabilite dal contratto d’appalto, e quindi entro la fine di aprile. In maggio si sono avuti i collaudi e l’opera ha superato la prova, sicché a questo punto è atteso soltanto il certificato di agibilità. È giunto così al capolinea un investimento pubblico del valore di 3,2 milioni di kune che la società municipalizzata polese “Monte Giro” ha appaltato al costruttore locale “TGT Adriatik” sotto la direzione dell’azienda “Pontifex”. Il cimitero rionale di Stignano è stato un cantiere dallo scorso settembre al 30 aprile di quest’anno col risultato che ora presenta 869 metri quadrati in più sul lato occidentale del camposanto. In seguito all’investimento, il numero delle strutture cimiteriali è aumentato di 154 unità e precisamente 40 loculi di formato standard, 20 loculi a quattro livelli, 22 tombe di famiglia (6 sepolture) e 72 tombe a terra.
Gli abitanti di Stignano hanno apprezzato lo sforzo perché da anni ormai il cimitero non assecondava più le esigenze di un abitato in continua espansione. Le regole dell’assegnazione delle tombe e dei loculi in concessione non ammettono però le prenotazioni anticipate in assenza di un caso di lutto in famiglia: lo prevede l’articolo 13 del Regolamento sui cimiteri della Città di Pola, che con questo provvedimento ha messo fino alla prassi delle “tombe vuote” per decenni in seguito a concessioni prematuramente accordate. Si evita così anche una sorta di commercio sommerso delle tombe, favorito dalle disponibilità limitate delle strutture cimiteriali. Quindi le nuove concessioni sono ammesse soltanto in caso di decesso recente, di esumazione dal campo comune oppure di traslazione dei resti da un loculo avuto in uso in via provvisoria.

Le onoranze funebri pubbliche sono nuovamente ammesse

Piuttosto, quali conseguenze ha lasciato la pandemia sulla gestione delle risorse cimiteriali e l’amministrazione della società? Nei due mesi del lockdown, come noto, le onoranze funebri sono state severamente limitate allo stretto necessario, sia in termini di partecipazione del pubblico, sia in termini di spesa per il corredo funebre. La “Monte Ghiro” è stata quindi costretta a sospendere l’attività commerciale della fioreria al camposanto (Dalia), che ha causato un calo del volume delle fatture del 43 per cento. Una riduzione del volume degli affari comparabile dunque a tutte le società di onoranze funebri, ma comparabile anche a tutto il resto dell’economia. È cambiata contemporaneamente anche l’organizzazione del lavoro, nel senso che sono state istituite due squadre per il lavoro a turni per evitare la concentrazione di personale e le opportunità di contagio. Con la sospensione del lockdown, sono stati aperti al pubblico anche i funerali, e quindi è nuovamente possibile partecipare alle esequie e contribuire alle onoranze con decorazioni floreali e altro corredo funebre. Tuttavia la municipalizzata deve fare fronte alla riduzione degli introiti e lo fa con una contrazione della spesa uguale e contraria: le ordinazioni e la spesa sono ferme allo stretto necessario, badando però a non ridurre la quantità e la qualità dei servizi a disposizione dei cittadini. Gli investimenti più esosi si rimandano naturalmente al 2021.

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