Parenzo. «La Valle del tempo» da Leonardo ai teleindicatori

In Istria la presenza dell’orologeria pesarina è stata documentata in numerose località, tra le quali Buie, Umago, Albona e Pisino

Pesariis, il paese degli orologi

Con l’evento conclusivo, svoltosi presso il Salone storico della Casa del popolo a Prato Carnico, è terminato il progetto “La Valle del tempo. Arte e cultura – Dalle invenzioni di Leonardo ai teleindicatori”, avviato nell’aprile 2019 dal Comune di Prato Carnico, in collaborazione con dieci partner, tra cui la Comunità degli Italiani di Parenzo, con il supporto finanziario della Regione Friuli Venezia Giulia.
L’evento aveva lo scopo di verificare in un incontro pubblico la completezza e l’efficacia delle attività realizzate rispetto agli obiettivi fissati.

Valorizzazione della tradizione orologiaia
Introducendo il programma, Erica Gonano, sindaco di Prato Carnico, ha espresso soddisfazione e gratitudine a tutti i partner per la proficua e solidale azione, particolarmente all’Associazione “Amici dell’orologeria pesarina”, presieduta da Rosa Maria Solari, che ha dato un apporto sostanziale alla ricerca storica e al coinvolgimento di molti volontari della vallata nella valorizzazione della plurisecolare tradizione orologiaia.

Alceo Solari e Stefano Morandini

L’assessore alla Cultura, Gino Capellari, ha elencato gli spunti fuoriusciti dal progetto, concretizzatisi nell’organizzazione di un Convegno internazionale svoltosi a Tolmezzo il 26 settembre 2019 e di una serie di eventi divulgativi di taglio locale in tutto il territorio regionale, nonchè nella messa a punto dell’itinerario tematico “La Via del tempo” articolato in sei percorsi, uno dei quali transfrontaliero in direzione dell’Istria, studiati da Margherita Solari e pubblicati in una brochure trilingue, con supporti web collegati.

Un altro aspetto rilevante, su cui si è soffermato il responsabile scientifico del progetto, Alceo Solari, con il supporto di Stefano Morandini, è stato la messa a punto, con l’Istituto tecnico “Fermo Solari” di Tolmezzo, del primo corso specialistico a livello italiano in meccatronica per l’automazione degli orologi da torre, nonché l’avvio di moduli formativi per manutentori e riparatori di orologi meccanici in genere. Il progetto quindi non si è limitato al solo obiettivo culturale, ma ha mirato ai potenziali risvolti economico-occupazionali. Significativo è stato pure l’apporto teorico-pratico dello stesso Istituto tolmezzino nella realizzazione degli exhibit “Lo scappamento di Leonardo”, con scopi didattici e di attrazione museale.

Erica Gonano, sindaco di Prato Carnico

La precisa presenza dei maestri carnici
Il consulente di progetto, Franco Rota, ha sintetizzato la metodologia realizzativa, il piano della comunicazione e il monitoraggio, che sono stati puntualmente curati per garantire la coerenza delle azioni con il piano approvato nell’ambito del bando regionale: divulgazione della cultura umanistica e scientifica, coinvolgimento dei giovani e del mondo della scuola, con uno sguardo d’attenzione al cinquecentenario Leonardo da Vinci.

Uno dei criteri previsti dal bando riguardava la valenza internazionale dei progetti. A renderne testimonianza è stata pure la Comunità degli Italiani di Parenzo, che ha ricordato la storica presenza in molte località della Croazia, come pure in Slovenia, Montenegro, Albania e Grecia – oltre che nel Veneto – di pregevoli orologi da torre fabbricati dai maestri carnici e dai loro discendenti tra il 18.esimo e il 19.esimo secolo. Un tema che verrà ripreso a breve (il 28 ottobre prossimo) in un convegno a Parenzo, presso la locale Comunità degli Italiani, con il sostegno della Regione Veneto, per integrare la ricerca e valorizzare compiutamente gli itinerari turistico-tematici che convergono su Pesariis da Est e da Ovest. La presenza dell’orologeria pesarina è stata documentata a Buie, Umago, Parenzo, Albona, Pisino e altre località istriane.

L’orologio pesarino di Pisino

“La valenza di promozione turistica del progetto – ha concluso l’assessore Capellari – trova riscontri nel balzo all’insù del numero di visitatori fatto registrare quest’anno dal Museo dell’orologeria di Pesariis, complice in parte il coronavirus, che ha spinto molte persone a privilegiare escursioni brevi e soggiorni in ambiente montano, ma altresì frutto della selettiva attenzione dedicata da fonti specializzate autorevoli, come la rivista Forbes e, di riflesso, da alcune agenzie turistiche”.

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