Kvartera, coesione sociale nel canyon della Rječina

Presentata l'iniziativa portata avanti nell'ambito di Fiume CEC, con la quale si è cercato di rivitalizzare le vie Acquedotto e Ružić e l'ex Cartiera

Srđan Škunca, Vojko Obersnel e Ivan Šarar hanno partecipato alla presentazione

L’interesse per l’ex Cartiera si risveglia ciclicamente presso l’opinione pubblica e le autorità cittadine di Fiume. Dopo anni in cui la zona, con la soppressione del Festival Hartera, è stata nuovamente abbandonata a sé stessa, l’affascinante ex stabilimento industriale è stato riportato al centro, o almeno vicino al centro, dell’attenzione nell’ambito del progetto Fiume Capitale europea della Cultura. Infatti, sono stati presentati lunedì scorso i risultati del progetto Kvartera, portato avanti negli ultimi due anni nelle vie Ružić, Acquedotto e negli ex stabilimenti della Cartiera dalle associazioni Urbani separe, DeltaLab – Centro per la transizione urbana, l’architettura e l’urbanistica dell’Università di Fiume, Centro per l’arte e l’urbanistica di Berlino (ZK/U Berlin), dalla rete internazionale CityToolbox e dal Goethe-Institut Kroatien nell’ambito della direttrice programmatica Dolce e salato del progetto Fiume CEC. La parte più visibile del progetto ha avuto luogo durante l’estate 2020 ed è stata realizzata con il motto “U Harteru na Kvarteru” (Alla Cartiera per la Kvartera).

Passeggiata guidata
La presentazione è iniziata con una passeggiata lungo le vie Ružić e dell’Acquedotto, dove Nina Majcan Šprajc, dell’organizzazione Comitato di quartiere Hartera, ha parlato delle iniziative portate avanti nei due anni di durata del progetto e soprattutto quest’estate. Passeggiando lungo le vie che costeggiano le due rive della Rječina, l’attivista ha parlato dei piccoli interventi nell’ambiente, volti a renderle più accoglienti per gli abitanti e tutti coloro che vengono per trascorrervi un po’ di tempo. Durante l’estate, via dell’Acquedotto è stata abbellita da due grandi graffiti disegnati sulle facciate laterali di due condomini, mentre in alcuni punti lungo il fiume sono state allestite piccole oasi con panchine e tavoli in cui riposare, fare un picnic o semplicemente meditare osservando lo scorrere della Rječina.

Nina Majcan Šprajc racconta i dettagli del progetto

Arricchimento della vita sociale
Nell’ambito del programma “U Harteru na Kvarteru”, via dell’Acquedotto e la zona dell’ex Cartiera nei mesi estivi sono stati il fulcro di una serie di attività volte all’arricchimento della vita sociale di questa zona della città. Come spiegato da Jelena Androić del Comitato di quartiere Hartera, il Comitato è una comunità nascente il cui obiettivo è collocare la zona dell’ex Cartiera sulla cartina della città. “Nell’ambito del progetto abbiamo cercato di individuare i problemi di questa zona e al contempo introdurre degli orti urbani e iniziative ecologiche”, ha spiegato Jelena Androić. “Trascorrendo molto tempo in questa zona, ascoltando i commenti degli abitanti, abbiamo immaginato questo ambiente lungo la Rječina come un rione nel quale operano piccoli artigiani e negozi, dei bar e piccoli ristoranti. Un’oasi verde e di ricreazione”, ha precisato.

La passeggiata nelle vie lungo la Rječina si è conclusa in uno dei capannoni in disuso dell’ex Cartiera, a Marganovo, dove si è tenuta la presentazione del progetto e un colloquio con il sindaco Vojko Obersnel, il capodipartimento per lo Sviluppo, l’Urbanistica, l’Ecologia e la Gestione del territorio, Srđan Škunca, il capodipartimento per la Cultura, Ivan Šarar, gli esponenti del Goethe-Institut in Croazia, dell’Università di Fiume e i membri delle varie associazioni coinvolte nel progetto.

Uno dei dipinti murali in via Acquedotto

Mancanza dell’infrastruttura
Nina Majcan Šprajc ha ricordato che il progetto, che si è concluso ufficialmente il 1.mo ottobre, è stato portato avanti con la partecipazione di numerose associazioni e individui. “Nei colloqui con gli abitanti della zona abbiamo appreso che i problemi principali sono la mancanza di parcheggio, di spazi pubblici per la socializzazione e la ricreazione. Negli ex stabilimenti della Cartiera non c’è più nessuno che si prenda cura degli spazi, manca l’infrastruttura essenziale come la luce e l’acqua, gli spazi non vengono puliti e, in poche parole, questa è una zona abbandonata a sé stessa”, ha puntualizzato Nina Majcan Šprajc, stando alla quale Scoglietto e le due vie che portano all’ex Cartiera hanno bisogno di una struttura all’aperto nella quale poter socializzare e ricrearsi. “Questi spazi hanno bisogno di rebranding affinché vengano visti con occhi nuovi dai cittadini di Fiume ed è necessario mettere in risalto il loro potenziale turistico”, ha rimarcato l’attivista, spiegando che durante l’estate nella zona si sono tenute diverse attività: venivano celebrati i compleanni di bambini, organizzate gare ciclistiche, proiezioni cinematografiche, concerti e quant’altro.

Enormi possibilità
Il sindaco Obersnel ha definito ottima l’iniziativa Kvartera, ricordando che questo non è né il primo né l’ultimo tentativo di attivare l’enorme potenziale dell’ex Cartiera. “Nonostante le innumerevoli possibilità che cela, questo complesso è pure afflitto da numerosi problemi – ha puntualizzato Obersnel -. Innanzitutto bisogna sapere che gran parte degli edifici appartiene a diversi proprietari privati che li avevano acquistati per realizzare qualcosa, ma hanno in seguito rinunciato. Quando non è chiaro quale tipo di attività dovrebbe insediarsi nei vari edifici allora non è nemmeno possibile realizzare l’infrastruttura”, ha precisato il sindaco, osservando che i progetti portati avanti da un’iniziativa informale sono ottimi, ma se dovrebbe venirvi inclusa anche la Città, allora bisognerebbe attenersi a certi standard che si possono raggiungere soltanto investendo del denaro. “Gli stabilimenti dell’ex Cartiera saranno sicuramente riassettati nei prossimi anni, anche se in questo momento non è possibile essere più precisi. Mi auguro che il Parlamento Ue approvi quanto prima il bilancio per i prossimi sette anni, il che ci permetterà di concorrere per i fondi Ue anche per rivitalizzare questo complesso”, ha rilevato Obersnel, aggiungendo che una delle intenzioni della Città era quella di ristrutturare uno dei ponti sulla Rječina, ma con la riduzione del bilancio cittadino in seguito alla pandemia si è dovuto per ora rinunciare a questo progetto.

Una delle panchine collocate lungo la Rječina

Un’impresa start-up
Obersnel ha spiegato che attualmente si sta lavorando all’ultima fase del progetto di riassetto della centrale elettrica, la cosiddetta Energana, dell’ex Cartiera, nella quale si insedierà un’impresa start-up. Il progetto ammonta a 40 milioni di kune e – ha ribadito Obersnel – porterà probabilmente alla soluzione dei problemi legati all’infrastruttura. Ha accennato pure al piano di costruzione del secondo binario della ferrovia, il che porterebbe alla demolizione della struttura attuale e alla costruzione di un ponte su pilastri, il che aprirebbe la zona verso la città e permetterebbe di ripensarla in modo nuovo.
Il capodipartimento Srđan Škunca ha spiegato che la zona dell’ex Cartiera è stata inserita nel nuovo piano territoriale cittadino e ha ricordato che i piani della Città coincidono in buona misura con le idee dell’iniziativa Kvartera, in quanto questa zona dovrebbe rimanere in contatto con la natura. “Abbiamo pensato di realizzare uno studio dettagliato sulla zona in questione anche nell’ottica della possibile realizzazione di una ferrovia cittadina”, ha osservato.

Un potenziale da sfruttare
Ivan Šarar si è detto sinceramente impressionato da quanto realizzato nell’ambito dell’iniziativa Kvartera e ha caratterizzato come megalomane il progetto di rivitalizzazione del quale egli stesso aveva fatto parte più di un decennio fa quando nell’ex Cartiera veniva organizzato il Festival Hartera. “Quest’approccio mi sembra più efficace e sfrutta molto meglio il potenziale di quest’affascinante complesso”, ha sottolineato Šarar, aggiungendo che da parte sua appoggia e appoggerà sempre le iniziative avviate in questo contesto.

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