Il mare è ormai come un’autostrada. L’infrastruttura portuale va adeguata

Il punto della situazione con Doriano Labinjan, della Port Authority di Umago – Cittanova

Il progetto del porto Stella Maris

La gestione dei porti, lungo i 56 chilometri di costa da Canegra ad Antenal, passando per Salvore, Umago, San Lorenzo, Carigador, Daila e Cittanova, sta diventando sempre più impegnativa. Le esigenze sono molte, il traffico marittimo aumenta, le infrastrutture portuali hanno bisogno di nuovi investimenti e interventi, sia di manutenzione che d’investimento. Ne abbiamo parlato con il direttore dell’Autorità portuale di Umago – Cittanova, Doriano Labinjan, il quale ci ha spiegato quello che è stato iniziato o realizzato l’anno scorso e quello che si farà nel 2022. Bisogna dire comunque che l’Autorità portuale ha competenze nei Comuni di Buie per porto Canegra, di Verteneglio per porto Carigador, nonché nelle Città di Umago per Salvore e San Lorenzo e Cittanova per Daila.

Doriano Labinjan a Porto Salvore

Le esigenze dei pescatori e dei diportisti aumentano: come sarà in futuro?

“Durante il 2021 siamo riusciti a portare a termine numerosi interventi e alcuni sono ancora in corso. Nel porto di Umago si è provveduto all’installazione degli armadietti della corrente elettrica, dell’acqua e del cavo ottico lungo la riva del porto. Abbiamo iniziato la ricostruzione della banchina presso l’albergo Kristal, dove i lavori sono ancora in corso; abbiamo ricostruito il pontile nel porto di Stella Maris e installato l’illuminazione nella parte costiera del porto di Cittanova. A San Lorenzo è stata installata l’illuminazione solare sul molo, quindi abbiamo dato il via al progetto Framesport (Interreg Italia – Croazia) ed è stata terminata la progettazione del sistema di videosorveglianza e del sistema informatico per la gestione dei porti. Una volta terminata la procedura degli appalti, si procederà alla stipulazione dei contratti. Abbiamo acquistato del nuovo materiale necessario in caso d’inquinamento del mare, grazie a una donazione della Regione istriana. A Cittanova abbiamo terminato il progetto che comprende la ricerca dei fondali a scopi turistici. Il progetto prevede pure l’installazione dei servizi igienici vicino alla diga nel porto di Cittanova. Insieme all’Ente turistico di Cittanova, il progetto e stato candidato al bando del FLAG Pinna nobilis”.

Il progetto del porto di Umago che potrebbe risolvere molti problemi legati alla sicurezza e agli ormeggi

Negli ultimi mesi si è parlato molto dell’insicurezza dei porti di Salvore e Umago e di possibili interventi anche nei porti minori. A che punto siete con le progettazioni?

“Per il 2022 abbiamo pianificato di ricostruire la parete costiera nel porto di Canegra, varie attività di dragaggio per approfondire il porto di Umago e Stella Maris, l’installazione dei cavi e degli armadietti per la corrente elettrica, dell’infrastruttura idrica e del cavo ottico nella riva del porto di Umago (ultima fase). Dobbiamo terminare la pavimentazione in pietra del molo presso l’albergo Kristal e sostituire l’illuminazione pubblica. Per quanto concerne le progettazioni, queste sono diverse in vari porti e zone della costa. Non si tratta di un lavoro semplice, perché è legato ai finanziamenti. Ad ogni modo, nei nostri piani ci sono la progettazione del mandracchio a Umago e del nuovo porto dei pescatori, la protezione frangiflutti per il porto di Salvore e per il nuovo porto di Canegra legato alla maricoltura e mitilicoltura, nonché la progettazione e la costruzione del nuovo ufficio doganale a Umago. Dobbiamo poi terminare la progettazione del porto di Daila – Belvedere e avviare quella per la ricostruzione delle dighe frangiflutti nei porti di Umago e Cittanova”.

Canegra: una possibile soluzione

Nel 2021 si è parlato del progetto Interreg Italia – Croazia; come stanno ora le cose?

“Abbiamo pianificato, per quest’anno, l’implementazione del progetto Framesport (Interreg Italia – Croazia) con l’installazione dei nuovi sistemi di videosorveglianza e del nuovo sistema informatico, nonché l’acquisto di un gommone a motore elettrico per Umago”.

Forse negli ultimi decenni s’è fatto troppo poco?

“Effettivamente molte cose sono cambiate, il mare è diventato come un’autostrada, le esigenze sono cresciute, ma bisogna essere coscienti che per fare quanto citato servono molti soldi e che non è facile reperirli. Il 2022 per noi sarà un anno molto impegnativo; ho citato molti progetti, per i quali servono permessi e mezzi finanziari. Comunque vada, l’Autorità portuale farà la propria parte. Penso comunque che negli ultimi 30-40 anni sia stato fatto troppo poco”.

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