Capodistria. L’Ateneo si arricchisce della Cattedra UNESCO

Sinergia tra Facoltà di Studi Umanistici e Grotte di San Canziano

La sede del Rettorato universitario

La Facoltà di Studi Umanistici dell’Università del Litorale, in collaborazione con il Parco delle Grotte di San Canziano, ha ottenuto la Cattedra UNESCO di Interpretazione e Educazione. L’importanza e il ruolo sono stati presentati in conferenza stampa dalla rettrice dell’Ateneo Klavdija Kutnar, dalla decana della Facoltà di Studi Umanistici e capo dipartimento Irena Lazar, da Stojan Ščuka direttore del Parco delle Grotte di San Canziano, nonché da Gašper Hrastelj segretario generale della Commissione nazionale dell’UNESCO. La Cattedra, hanno spiegato, riconosce la chiave per la gestione sostenibile del patrimonio nell’interpretazione e nell’educazione attraverso approcci integrati che coinvolgono sia i professionisti sia il pubblico. Come ha ricordato la decana Lazar, la domanda è stata presentata a marzo 2020, la conferma è giunta nell’agosto dello scorso anno, mentre i documenti finali sono stati firmati a novembre. Ha quindi annunciato che le attività inizieranno nel corso di questo mese e a febbraio prepareranno oltretutto un incontro internazionale. Il dipartimento della Facoltà di Studi Umanistici funge da istituzione educativa ufficiale nel campo del patrimonio, mentre il Parco delle Grotte di San Canziano è un centro di educazione non formale per il pubblico in generale. Entrambe le istituzioni intrecciano teoria e pratica che, secondo la Lazar, è il punto di partenza per l’educazione sostenibile. I principi guida sono gli approcci partecipativi e “basati sui valori”, che possono raggiungere una gestione integrata e sostenibile del patrimonio naturale e culturale attraverso il coinvolgimento della comunità.

In primo piano gli artefici della Cattedra Unesco

Le attività del dipartimento universitario si basano sulla Scuola Estiva Internazionale di Museologia di fama internazionale e su altre attività educative e di ricerca, intrecciate a quelle delle Grotte, il più antico sito UNESCO della Slovenia. Come fulcro di una rete internazionale per progetti di ricerca congiunti e una piattaforma educativa, il dipartimento svilupperà approcci e competenze per l’interpretazione e l’educazione del patrimonio in una prospettiva olistica e mira inoltre a superare le divisioni stereotipate tra natura e cultura, nazioni ed etnie, nonché settori professionali che si occupano di patrimonio, oltre a promuovere l’inclusione, la cooperazione, la consapevolezza, l’empatia e la pace. Il programma di lavoro, sottoscritto con un contratto con l’UNESCO, è stato progettato per quattro anni e, sulla base del lavoro svolto, in seguito sarà presentata la domanda per il prosieguo della Cattedra. Per il momento, dal dipartimento non emergerà nessun nuovo programma di studi, ma resta aperta la possibilità di creare connessioni educative a livello internazionale, ha aggiunto la Lazar. Il segretario generale della Commissione nazionale per l’UNESCO, Gašper Hrastelj, ha affermato che il programma della Cattedra in questione esiste dal 1992 e oggi ce ne sono 850 in 117 Paesi, di cui quattro in Slovenia, l’ultima proprio a Capodistria. È convinto inoltre che, sebbene l’Associazione umanitaria non finanzi il funzionamento del dipartimento, il titolo stesso rappresenta un’opportunità per cooperare e ottenere risorse da altre fonti. La rettrice Kutnar ha espresso il suo orgoglio per la prestigiosa acquisizione e ha evidenziato i risultati raggiunti finora dal dipartimento coinvolto nel campo dell’eccellenza scientifica, che rappresenta uno degli obiettivi della strategia di sviluppo a medio termine dell’Ateneo adottata lo scorso anno.

Importanza e ruolo della Cattedra sono stati presentati in sede di conferenza stampa

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