Pesca nell’Alto Adriatico: i problemi al Sabor

A farsi portavoce del FLAG «Pinna Nobilis» di Cittanova, sarà la parlamentare della DDI Katarina Nemet

Una motovedetta della Guardia costiera ormeggiata al molo costruito con i fondi dell’Ue

Sono tanti i problemi dei pescatori. Negli ultimi decenni in mare sono cambiate molte cose e il pescato si è dimezzato, per cui è difficile sopravvivere senza risolvere i problemi legati al mare e alla pesca. Argomenti affrontati nel corso di un incontro, molto costruttivo e cordiale, fra il presidente del FLAG (Gruppo d’azione locale per la pesca) “Pinna Nobilis” con sede a Cittanova, che copre tutta la costa dal confine con la Slovenia alla foce del fiume Quieto, Danilo Latin e la parlamentare della Dieta democratica istriana al Sabor, Katarina Nemet. Si tratta del secondo incontro che si è svolto in pochi mesi per affrontare l’argomento, con lo scopo principale di fare conoscere al Sabor quelle che sono le principali preoccupazioni del comparto della pesca.

Katarina Nemet

Concretamente, il porto di Salvore ha bisogno di una diga per difendersi dalle mareggiate di libeccio e di ponente, perché quella attuale, situata a nord del porto e che al contempo funge da molo per le barche, copre lo scalo portuale soltanto a metà. Purtroppo, l’idea di costruire la diga frangiflutti a sud del porto è stata bocciata dai conservatori, perché troppo vicina al vecchio porto romano. Per questa ragione si è creata una situazione di stallo. Il fatto è che due anni fa è stato anche costruito, con i fondi dell’Unione europea, il nuovo molo pescatori, che però è esposto al libeccio. Dunque, un problema in più. Inoltre, stando al presidente del FLAG “Pinna Nobilis”, Danilo Latin, non è stato del tutto risolto il problema delle infrastrutture a terra (mancanza di container per le immondizie e wi-fi). Anche il molo principale è a rischio, perché la forza del mare ha creato delle crepe nella sua struttura. Inoltre, i pescatori si devono continuamente confrontare con il problema dei delfini, visto che ce ne sono troppi, che mangiano il pescato e rompono le reti. Per capire meglio il problema diremo che un branco di delfini può ridurre a brandelli centinaia di reti da pesca e mangiare quasi tutte le sogliole, lasciando ai pescatori appena pochi esemplari. Per la prima volta nella sua storia, il comparto della pesca si confronta inoltre con il problema della carenza cronica di manodopera. Le vecchie famiglie di pescatori che operavano insieme a tutta la famiglia non ci sono più da parecchio tempo.

Oggi il pescato è dimezzato rispetto a qualche decennio fa

Da parte sua, Katarina Nemet ha detto che questi problemi andrebbero affrontati congiuntamente dal FLAG “Pinna Nobilis”, dalla Regione istriana, dall’Autorità portuale e dal Ministero del Mare e delle Infrastrutture. Chiesto anche un maggiore coinvolgimento dell’Istituto di biologia marina “Ruđer Bošković”, per vedere che cosa fare con i delfini, che sono tutelati dalla legge, e per capire meglio i problemi del mare legati ai cambiamenti climatici. Katarina Nemet informerà chi di dovere su tutti i problemi esposti da “Pinna Nobilis”, compreso il Sabor.

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