La Città rende merito a Riccardo Zanella

L’attuale piazza dei Musei in futuro porterà il nome dell’autonomista fiumano

Buona la seconda. Se nove anni fa il primo tentativo era andato a vuoto, ieri il secondo ha avuto un esito ben diverso. Ora è ufficiale: prossimamente Fiume avrà una piazza, quella attualmente detta dei Musei, nelle immediate vicinanze del Palazzo del governo, intitolata all’autonomista fiumano Riccardo Zanella. Con 19 voti a favore e 1 astenuto (il blocco d’opposizione ha abbandonato l’aula in segno di protesta), il Consiglio cittadino ha approvato la proposta avanzata dalla Lista per Fiume. Prima della votazione in aula è scoppiata una vera e propria guerra ideologica, come non si ricordava da anni. Liti, toni accesi, accuse, repliche su repliche e una discussione durata due ore.
Che la questione relativa al presidente dello Stato Libero di Fiume avrebbe sconquassato il parlamento cittadino era scontato, vista la delicatezza del tema. Dopo che Danko Švorinić aveva illustrato la biografia e il ruolo di Riccardo Zanella, nonché le motivazioni in base alle quali la Città avrebbe dovuto rendergli omaggio con una piazza che portasse il suo nome, la seduta si è trasformata in una bolgia. Il primo a opporsi alla proposta è stato il “terzetto” dell’HDZ formato da Ivona Milinović, Josip Ostrogović e Damir Popov, i quali hanno inizialmente accusato il sindaco Vojko Obersnel di compravendita di voti, ovvero di appoggiare la mozione esclusivamente per accaparrarsi il sostegno della Lista per Fiume in modo da avere la maggioranza all’interno del Consiglio.
Il botta e risposta
“Zanella ha sempre strizzato l’occhio al fascismo e per questo non può venire annoverato tra le figure positive della storia della nostra città. Inoltre, egli si dichiarava contrario al ritorno di Fiume alle madrepatria (Croazia, nda). Che vi piaccia o no, Fiume è e rimarrà sempre una città croata”, ha detto Ivona Milinović rivolgendosi al primo cittadino.
“Zanella si è opposto con forza al fascismo – la replica di Obersnel –. Come mai allora con l’avvento al potere del fascismo aveva riparato nel Regno di Jugoslavia? E come mai non avete nulla da ridire sulla via che porta il nome di Giovanni Ciotta, un altro personaggio che nutriva idee autonomiste?”.
Poi è stato il turno di Damir Popov. “È inconcepibile dedicare la piazza attorno al Palazzo del governo a questo personaggio. Una struttura utilizzata da irredentisti ungheresi e italiani prima e dai fascisti poi, responsabili della cacciata della popolazione di nazionalità croata e slovena da Fiume”.

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