Kaja Nikolić: «Quando suono mi sento libera»

Chiacchierata con la connazionale alunna della SEI Belvedere, la cui passione per il pianoforte l’ha portata in poco tempo a vincere innumerevoli premi

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Kaja Nikolić: «Quando suono mi sento libera»
Kaja Nikolić durante la sua esibizione nel Salone delle feste di Palazzo Modello. Foto: RONI BRMALJ

È solare ed entusiasta, la piccola grande Kaja Nikolić, bimba connazionale, alunna della SEI Belvedere, dai mille talenti, appassionata di musica e pianoforte, ma anche di sci, ballo, canto, arte, cucina… Già vincitrice di svariati premi (appunto al pianoforte), si racconta con semplicità e purezza, come solo i bambini sanno fare, con un sorriso grande, gli occhi sinceri e le idee ben chiare, e inevitabilmente ci conquista. Il pretesto per intervistarla è il suo innegabile talento nel suonare questo strumento, che l’ha portata a vincere ai vari concorsi indetti a livello cittadino e regionale, ma anche nazionale. Ha esordito raccontandoci la sua quotidianità. “Frequento la terza classe elementare della Scuola di musica Ivan Matetić-Ronjgov, nella quale le mie insegnanti sono le professoresse Ivona Šarčević (pianoforte) ed Helena Zgombić Herceg (solfeggio) e ho appena concluso la quarta classe della SEI Belvedere. La mia capoclasse è stata la maestra Dolores. Dato che ho fatto l’asilo Gabbiano e mio padre lavora nelle vicinanze, è stato naturale scegliere di proseguire lì”.

Foto: GORAN ŽIKOVIĆ

Come riesci a gestire contemporaneamente i programmi delle due scuole? È impegnativo per te?
“No, non lo è affatto. La mattina vado alla Belvedere e al pomeriggio alla Scuola di musica”.

Com’è nato il tuo amore per la musica?
“Grazie alla mia amica Marta, la quale si era iscritta prima di me alla Scuola di musica e imparava a suonare il violoncello, ma anche a mio papà, che suona la chitarra. Ascoltandoli e seguendoli, mi sono appassionata alla musica e mi è venuta voglia di avvicinarmi a qualche strumento musicale. Siccome avevo partecipato a delle lezioni modello di un paio di alunne che suonavano il violino, inizialmente avevo pensato di farlo anch’io. Successivamente, rimuginandoci un po’ su e facendo qualche lezione privata, ho cambiato idea e mi sono orientata verso lo studio del pianoforte. È stata una decisione azzeccata, un amore a prima vista”.

Come ti senti quando ti siedi al pianoforte e incominci a suonare?
“Sto bene.Tramite la musica posso esprimermi e far capire a chi ascolta come mi sento. Se sono di malumore l’esibizione è più ‘pesante’, se sono felice traspare la leggerezza. Suonare il pianoforte mi dà un grande senso di libertà. Dato che si trova nella mia stanza, fa parte di me e del mio mondo”.

Ti arrabbi qualche volta?
“Sì, succede. Ad esempio, l’altro giorno, mentre stavo facendo i soliti esercizi quotidiani di solfeggio, c’è stato un momento in cui ho incominciato a suonare malissimo. Non ne capivo il motivo, per cui mi sono arrabbiata molto con me stessa. Per fortuna la mamma mi ha suggerito di smettere e continuare l’indomani. L’ho ascoltata e il giorno dopo è andata benissimo”.

Immagino che, per mantenere gli ottimi livelli raggiunti ti eserciti anche durante le vacanze estive.Ti secca un pochino?
“Qualche volta, ma mi rendo conto che devo farlo. È indispensabile per crescere e migliorare”.

Quando c’è stato il tuo primo concerto?
“È stato l’anno scorso, a maggio, in occasione del Concorso internazionale per giovani pianisti intitolato Una corda. L’ho eseguito da remoto e, dato che eravamo presenti solo l’insegnante ed io, era un po’ strano. In ogni caso, è andata benissimo e sono arrivata prima nella categoria dei solisti. Ero felicissima!”.

Hai partecipato ad altri concorsi?
“Quest’anno ho partecipato al Concorso internazionale di giovani musicisti a Križevci e, a marzo, alla gara scolastica Amo il Pianoforte (Volim Klavir). In entrambe le occasioni ho ottenuto il primo premio. Il mio primo e, per il momento, unico concerto di fronte a un pubblico è stato presso la Comunità degli Italiani di Fiume in occasione della presentazione di un libro. C’era tanta gente, la sala era piena e, prima di esibirmi, il mio cuore batteva fortissimo. Appena mi sono seduta per suonare, ho dimenticato tutto e tutti. Eravamo il pianoforte ed io. È stato un momento speciale, magico”.

Qual è stata la più bella melodia che hai suonato?
“L’anno scorso ho avuto modo di imparare e suonare una Sonatina di Diabelli. L’ho trovata fantastica e l’ho suonata con grande entusiasmo. Ho studiato molto e, a breve, affronterò il Papillon n.6 di Dora Pejačević, un po’ più lungo del solito, ma non vedo l’ora. Da grande mi piacerebbe molto comporre qualcosa da sola”.

Come vivono le tue amiche la tua passione per la musica?
“Mi seguono e sono contente per me. Una volta una di esse è venuta a vedermi e mi ha detto che sono meravigliosa”.

Quale altro tipo di musica ti piace ascoltare?
“Mi piace il rock, al quale mi sono appassionata grazie a mio papà. Ascolto volentieri i Queen e i Genesis e, tra le artiste più giovani, mi piace Billie Eilish”.

Oltre alla musica, hai qualche altro hobby?
“Mi piace cantare e ballare. Da piccolina ero una minicantante ma, purtroppo, a un certo punto, gli impegni nelle due scuole non mi permettevano più di farlo e ho dovuto smettere. Ora, però, mi rifaccio e canto per conto mio a casa, soprattutto canzoni inglesi. Adoro anche sciare e, anche lì, ho ricevuto svariati riconoscimenti”.

C’è qualcosa che t’infastidisce o che non sopporti?
“Succede talvolta, in classe, che alcune ragazze non ammettano di avere sbagliato, anche se tutti sanno che, invece, è così. In quei momenti il loro atteggiamento mi dà molto fastidio. Non mi piacciono le bugie e le ingiustizie”.

Che cosa ti piacerebbe fare da grande?
“Aiuto spesso la mamma in cucina e mi piace cucinare, per cui mi piacerebbe avere un mio ristorante con dentro un pianoforte, dove unire entrambe le passioni”.

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