Semedella, esteso il dibattito pubblico

Gli appunti al Piano regolatore, già bocciato dalla locale CAN, vanno inoltrati fino al 7 aprile

La chiesa di Semedella

Il perdurare della pandemia di Covid-19 prolungherà di due settimane il dibattito pubblico per quanto concerne il Piano regolatore per l’area di Semedella bassa. Prevede la costruzione di tre palazzine di sei piani, con un’altezza massima di 28 metri, che accoglieranno appartamenti, uffici, esercizi commerciali, ristoranti, bar e un albergo a cinque stelle. Nel garage sotterraneo sono previsti 300 posti macchina. Per venire incontro ai cittadini e lasciare loro più tempo per esprimersi, gli amministratori della municipalità capodistriana hanno stabilito che il termine ultimo per presentare eventuali proposte e appunti scadrà il 7 aprile prossimo. Gli interessati devono presentare le loro riserve per iscritto al documento sotto il denominatore “Slavnik”, dal nome della disciolta impresa di trasporti che aveva in zona le sue ampie autorimesse, oggi ridotte a dei ruderi, collegandosi alla pagina web https://www.koper.si/regulation/oppn-za-ureditev-obmocja-slavnik/, dove troveranno il modulo necessario che poi dovranno girare all’indirizzo del Comune, via Verdi 10, 6000 Capodistria, oppure per posta elettronica a [email protected], aggiungendo come tema “Appunti al piano di massima per il PUP Slavnik”. Nel caso la situazione epidemiologica lo consenta, il dibattito pubblico si svolgerà il 31 marzo. Considerato che il numero dei partecipanti sarà sempre limitato, gli organizzatori invitano i cittadini a prenotare il posto in sala presso le Comunità locali di Semedella, Al Castelletto e Capodistria-centro tra il 22 e il 26 marzo. La documentazione completa del Piano regolatore è consultabile alla pagina web https://www.koper.si/regulation/oppn-za-ureditev-obmocja-slavnik/.

L’area degli ex garage “Slavnik”

Di recente hanno espresso parere negativo al progetto di massima i consiglieri della CAN di Capodistria. Come rilevato, gli interventi previsti deturperebbero ulteriormente la zona già degradata, toglierebbero spazio vitale alla vicina scuola dell’infanzia e ingloberebbero in modo inadeguato la chiesa della Beata Vergine delle Grazie. Considerato che nel 17.esimo secolo nel corso della grave epidemia di peste che decimò Capodistria e che nelle sue vicinanze furono tumulate numerose vittime, i consiglieri della Comunità autogestita hanno chiesto che i resti rinvenuti siano recuperati e data loro sepoltura definitiva in un ossario.

Simulazione al computer della zona residenziale

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