Premio Tartini alla «Famea dei salineri»

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Premio Tartini alla «Famea dei salineri»
Una foto di gruppo sulla tipica imbarcazione

Il Premio Tartini per il 2021, istituito dal Comune di Pirano per i risultati eccezionali conseguiti nel settore della cultura, è stato assegnato al gruppo etnografico “La Famea dei salineri”, operante in seno alla Comunità degli Italiani “Giuseppe Tartini”. Il riconoscimento riflette l’impegno che, in poco meno di due decenni, il gruppo ha messo nel recupero delle tradizioni legate al lavoro nelle saline, che rappresenta un unicum per quest’area e non solo. Su suggerimento della connazionale Daniela Paliaga Janković e il sostegno dell’Associazione “Anbot”, oltre che della Comunità degli Italiani “Giuseppe Tartini” e della Comunità autogestita della nazionalità italiana di Pirano, è stata avanzata la proposta di candidare al Premio Tartini il gruppo etnografico che ha avuto l’approvazione degli amministratori locali. La consegna ufficiale avverrà nei prossimi giorni in occasione della Giornata nazionale della cultura. La motivazione per la candidatura al premio è la seguente: “Numerose sono state le persone che in questi lunghi anni hanno regalato il loro tempo e il loro sapere alla cura di un patrimonio che, senza il loro aiuto, si sarebbe offuscato con la memoria di chi alle nostre saline ha dedicato la vita. È grazie a loro che oggi conserviamo i modi di dire, le ricette, gli arnesi di un’arte e un mestiere che ha segnato la storia del nostro territorio. Desideriamo rendere partecipi tutti quelli che hanno fatto crescere la Famea, da chi ha iniziato a dare spazio e visibilità alla tradizione, a chi ha contribuito con i suoi ricordi, chi ha cucito, scritto, costruito attrezzi, cucinato, chi si è presentato in piazza e ha raccontato la propria esperienza, condividendo così un patrimonio prezioso, unico. Per questo così importante”. La loro prima apparizione pubblica risale al 2004, allora formata da Fulvia Zudič, Dragan Klarica e la loro figlia Anna, Giulio Ruzzier, Norma e Sara Doljak, ricorda la capogruppo Giorgina Rebol “mentre personalmente ho partecipato alla seconda uscita ufficiale, tenutasi proprio alle saline di Sicciole”. Al momento il gruppo è composto da una quindicina di membri di tutte le generazioni, dai più giovani agli anziani. Durante le uscite si presentano in abiti tradizionali confezionati da loro stessi e esibiscono gli attrezzi tipici e gli utensili usati dai salinai: la “mastela” per il bucato, la tavola per la polenta, la damigiana per il vino, fino alla foto di famiglia e a quella di San Giorgio, patrono della città.

Il gruppo durante una sfilata per le vie di Pirano

Partecipano regolarmente al Festival dei salinai, organizzato nel mese di aprile in concomitanza con i festeggiamenti dedicati al santo protettore di Pirano. Nel corso degli anni hanno preso parte a varie manifestazioni organizzate in ambito locale, nazionale e internazionale. “Nel 2015 ci siamo presentati all’Expo di Milano, dove abbiamo fatto conoscere il Comune di Pirano, le saline di Sicciole e il loro eccellente prodotto, il sale. Siamo ospiti regolari al Festival dei costumi popolari di Kamnik, a Ptuj ma anche in Austria, in giro per l’Istria, a Venezia e nel Friuli Venezia Giulia”, ha osservato la Rebol, aggiungendo di aver lavorato per anni all’ufficio alle saline, un luogo dove i dipendenti erano affiatati e costituivano una vera famiglia. La “Famea dei salineri” ha allargato i propri contenuti di diffusione con “I giochi dei nostri nonni” che hanno presentato nelle scuole, negli asili e nelle piazze. “Il premio è stato per noi una vera sorpresa e rappresenta il riconoscimento per il lavoro svolto in questi anni, che speriamo di portare avanti. La nostra missione è quella di presentare la nostra Comunità, le saline e le nostre tradizioni che vogliamo mantenere vive e diffonderle a quanti non le conoscono. Pirano è nato sul sale e le saline, così caratteristiche e rare, le quali hanno portato molto benessere alla cittadina, ma il lavoro nelle saline lentamente sta scomparendo. Si tratta di un lavoro duro che, se non si sente l’amore per la natura, il mare e il sale, rischia di essere messo da parte”, ha concluso la Rebol.

La “Famea” negli abiti tradizionali dei salinai

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