In primo piano il recupero di Palazzo Gravisi-Buttorai

Proseguono le attività del Progetto PRIMIS un viaggio multiculturale tra Italia e Slovenia attraverso il prisma delle minoranze. L’Unione Italiana di Capodistria è il Lead Partner

Parte di un campo di scavo di un terzo dell’edificio sul lato ovest. Sono visibili i resti di un pozzo nero

Il Progetto strategico “PRIMIS – Viaggio multiculturale tra Italia e Slovenia attraverso il prisma delle minoranze/Večkulturno popotovanje med Slovenijo in Italijo skozi prizmo manjšin”, che vede nel ruolo di Lead Partner l’Unione Italiana con sede a Capodistria e che coinvolge altri 10 partner, ha come obiettivo generale la valorizzazione del patrimonio linguistico, culturale e naturale delle Comunità nazionali e linguistiche dell’Area Programma (AP) a cavallo del confine italo-sloveno al fine di attrarre la domanda di turismo sostenibile. Quest’area (Slovenia occidentale, Friuli Venezia Giulia e Provincia di Venezia in Veneto) è per sua natura un’area multiculturale e multilinguistica per la presenza delle Comunità Nazionali Italiana in Slovenia e Slovena nel Friuli Venezia Giulia e di altre Comunità linguistiche (cimbri, ladini, friulani) in Veneto, che la rendono unica rispetto ad altri territori in Italia e in Slovenia. Il cambiamento che il progetto porterà sarà una nuova percezione dell’identità multiculturale e multilinguistica dell’AP sia per i turisti, sia per i residenti. Tra gli output principali si evidenzia la realizzazione di quattro Centri multimediali di divulgazione delle specificità e peculiarità delle Comunità linguistiche autoctone, di cui uno prevede il recupero dello storico Palazzo Gravisi-Buttorai a Capodistria.
Il Lead Partner, l’Unione Italiana di Capodistria – si legge in una newsletter firmata da Maurizio Tremul, Project Manager PRIMIS, Sandro Vincoletto, Financial Manager PRIMIS, e da Marko Gregorič, Progettista PRIMIS –, potrà riadattare i due attuali immobili di sua proprietà siti in via Fronte di Liberazione ai civici 6 e 8 a Capodistria, ossia il Palazzo Gravisi-Buttorai, allo scopo di realizzare il primo Museo interattivo, digitale e Centro multimediale italiano (CMI). L’immobile è già da tempo in disuso. Di gran parte di esso rimane il solo perimetro esterno, il tetto è demolito; i previsti lavori di costruzione sono volti proprio alla sua stabilizzazione e qualificazione architettonica. Quanto preventivato rappresenta dunque un valore aggiunto per il centro storico della città dal punto di vista culturale.

Resti di diverse fasi dei muri moderni

Edificio di grande valore
I lavori di ristrutturazione e recupero interesseranno quindi il Palazzo Gravisi-Buttorai, uno dei più vividi esempi di architettura barocca presenti a Capodistria, iscritto nel registro dei beni culturali immobili del Ministero della Cultura della Repubblica di Slovenia. Si tratta di uno degli ultimi edifici di grande valore architettonico, ora bisognoso di ristrutturazione, nel centro storico della città. Gli interventi edilizi prevedono la ristrutturazione dell’ala destra del Palazzo sul quale è scolpito lo stemma dell’antico casato nobiliare capodistriano dei Gravisi.
Le opere previste includono lavori di costruzione, finitura artigianale e installazione di impianti. Saranno effettuati tutti gli interventi necessari in un’ottica di adeguamento allo stato dell’arte, andando in tal senso a garantire un elevato livello di qualità – anche estetica – dell’immobile e il pieno rispetto di tutti i provvedimenti in materia di conservazione del patrimonio culturale dell’immobile, in linea con quanto previsto dal Piano di conservazione già acquisito. I lavori di rifacimento e sopraelevazione dell’immobile andranno a potenziare l’attuale edificio a livello tecnico, funzionale ed estetico. Gli ammodernamenti di carattere tecnico contribuiranno in termini di razionalizzazione dell’uso degli spazi, efficienza del consumo energetico e sostenibilità dei costi di funzionamento e manutenzione. L’edificio (museo e uffici amministrativi) sarà inoltre interamente accessibile anche da parte dei visitatori con deficit motori/sensoriali.
È previsto il mantenimento degli attuali muri portanti, nonché dei vani porta e finestra già esistenti. È inoltre previsto il parziale recupero di pitture e intonaci originali. Le altezze di sagoma degli immobili storici non vengono modificate, bensì mantenute nella massima misura possibile. Una particolare attenzione è rivolta alla conservazione delle minuzie su camini ed elementi scolpiti in pietra (vasche, cornici delle finestre ecc.). Il recupero delle facciate storiche è subordinato alle direttive del Piano di conservazione. L’immobile che si andrà a realizzare avrà una superficie netta complessiva di 468,56 m2 così distribuita: piano terra (complessivi 171,30 m2): foyer, servizi igienici, deposito, guardaroba, corridoio, ascensore, museo, pianerottolo e scalinata; giardino (complessivi 35,50 m2); primo piano (complessivi 169,56 m2): scalinata, museo, locali amministrativi: cucinino, corridoio, servizi igienici, ascensore, balcone, segreteria, ripostiglio, ufficio del direttore, ufficio con cinque postazioni di lavoro, scalinata e secondo piano (complessivi 127,70 m2): scalinata, magazzino, atrio, ascensore (55,70 m2) e terrazza (72,00 m2).

Resti di una pavimentazione moderna

Pronta la documentazione
L’Unione Italiana ha predisposto la documentazione e le autorizzazioni necessarie per l’ottenimento del permesso di costruzione. Le procedure per indire la gara d’appalto per i lavori di ristrutturazione e recupero del Palazzo sono in fase di predisposizione.
Attualmente, presso il Palazzo, sono in corso gli scavi archeologici (la ditta esecutrice è stata individuata tramite gara d’appalto pubblica), intervento necessario in quanto previsto dalla normativa slovena, essendo il Palazzo sotto la protezione delle belle arti. I lavori sono iniziati a fine novembre 2019 e si concluderanno ad aprile 2020; gli scavi sono stati interrotti a causa dell’epidemia Covid-19; riprenderanno non appena l’emergenza epidemiologica sarà superata. I lavori degli scavi archeologici si estendono su tutto il perimetro dell’edificio e del giardino.
Nel mese di febbraio 2020 l’Unione Italiana ha provveduto a individuare, sempre tramite licitazione pubblica, la ditta che si occuperà dei lavori di movimento terra, che consistono nel caricamento e trasporto del materiale scavato in una discarica autorizzata in funzione dei lavori di ricerca archeologica. Tali lavori si concluderanno a maggio 2020, emergenza epidemiologica permettendo. Successivamente, nella seconda metà del 2020, potranno iniziare i lavori di riqualifica del Palazzo che termineranno in estate-autunno del 2021. Una volta ultimati i lavori, nel Palazzo troverà collocazione il Centro multimediale italiano in Slovenia (CMI) che disporrà di nuovi contenuti museali, didattici e formativi, il quale, grazie al supporto fornito dalle più moderne tecnologie digitali, saranno funzionali a presentare e promuovere la Comunità Nazionale Italiana autoctona in Slovenia e Croazia. Tali interventi assicureranno la piena operatività dell’intero Palazzo Gravisi-Buttorai. Il CMI andrà ad integrare e incrementare l’offerta culturale dell’area, curandone anche la valorizzazione a fini turistici e formativi. Infine, l’allestimento del Centro museale sarà realizzato nel corso del 2021. Il Palazzo sarà inaugurato entro la fine del 2021.

Scheletro di adolescente, forse del V-VII secolo

Gli scavi archeologici
Stando alla relazione intermedia degli archeologi riferita al periodo novembre 2019-febbraio 2020 è stato innanzitutto necessario tagliare e ridurre la vegetazione che ostacolava quasi del tutto i movimenti. I lavori, iniziati il 22 novembre 2019, sono proseguiti con la pulizia meccanica della superficie (spostando i ruderi dell’edificio, demolendo i gradini che erano stati aggiunti) e poi con uno scavo meccanico degli strati superiori, moderni. Rimane ancora del lavoro da fare in quanto sono considerevoli le profondità per arrivare alla base geologica sterile. Nell’edificio annesso è stato possibile rimuovere gli strati solo manualmente.
Per documentare in maniera più dettagliata gli strati escavati sarà necessario, una volta conclusi gli interventi, elaborare e determinare i reperti rinvenuti. I primi risultati indicano che nella parte superiore si ha a che fare con strati più moderni che in base ai reperti finora rinvenuti non possono essere collocati prima del XVI secolo. Inoltre, la quantità di reperti è relativamente piccola per uno spazio urbano. È già possibile identificare almeno quattro fasi di un insediamento moderno dello spazio che si riflettono soprattutto nei resti delle fondamenta e dei muri. Molte tracce di interventi più recenti sono invece ancora nascoste nelle pareti che formano l’attuale perimetro dell’edificio.
Sotto la fase moderna è stata, tuttavia, scoperta anche una fase più antica. Al momento può essere divisa in due sottofasi; la più recente mostra i resti delle fondamenta dei muri, gli edifici più antichi erano evidentemente in legno. Di quel periodo sono conservate solo le tipiche grotte sommerse che indicano una costruzione in legno. Negli strati di pertinenza sono stati rinvenuti i resti di almeno due focolari, il che dimostra che evidentemente esistevano insediamenti in quelle strutture. I reperti sono pochi, i più tipici sono antiche coperture di tetti (frammenti di tegole e embrici), nonché parecchi frammenti di anfore.
Ulteriori ricerche dimostreranno o smentiranno la possibilità di aver scoperto un antico cimitero che è suggerito forse dalle linee delle fondamenta in pietra che potrebbero essere interpretate anche come resti di tombe e dalla scoperta di tre scheletri.
I diversi Partner del progetto
Unione Italiana (Lead Partner); CAN Costiera di Capodistria; Agenzia regionale di sviluppo Zeleni Kras di Pivka; Camera d’Economia e del turismo della Slovenia di Lubiana; ATS Projekt di Trieste (Associazione temporanea di scopo, rappresentativa delle due organizzazioni apicali della Comunità Nazionale Slovena in Italia: SKGZ e SSO); Regione del Veneto – Direzione relazioni affari internazionali comunicazione e SISTAR u.o. Cooperazione internazionale; Regione Autonoma FVG – Direzione centrale cultura e sport; Unione regionale economica slovena di Trieste; Fondazione centro studi transfrontaliero Comelico e Sappada; GAL Venezia orientale, I partner associati sono: il Ministero per gli sloveni nei Paesi contermini e nel mondo e l’Agenzia nazionale slovena per il turismo.
Il Valore del progetto è di 2.399.999,98 € (85% FESR), ossia complessivamente 2.823.529,41€: Partner A – FESR B – Cofinanziamento Totale (A+B). Il progetto è finanziato sul I Bando per i Progetti strategici a valere sul Programma Interreg V-A Italia-Slovenia 2014-2020; Asse prioritario 3: Protezione e promozione delle risorse naturali e culturali.

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