Capodistria. Secondo binario alla Corte costituzionale

Alcuni cittadini nella loro mozione paventano gravi danni all’ambiente

La tratta ferrata nei pressi di Divaccia

Saranno i giudici della Corte costituzionale a decidere la costruzione del secondo binario sulla tratta ferroviaria Capodistria-Divaccia. Tre cittadini, Tomaž Štebe, Jože Gorenc e Vili Kovačič, quest’ultimo noto per varie iniziative referendarie, hanno chiesto ai giudici di verificare l’ammissibilità del progetto e in attesa della sentenza definitiva, di ordinare la sospensione dei lavori. Nella mozione si pone in risalto che gli atti emessi dal governo per portare a termine l’investimento non sarebbero in armonia con la Costituzione e le leggi vigenti. Si rischierebbero, quindi, gravi danni all’ambiente, ai beni pubblici e ripercussioni negative in campo urbanistico, ambientale e transfrontaliero. Il progetto, appena sottoscritto dal Ministero dell’Infrastruttura e le ditte che eseguiranno i delicati lavori, sarebbe illegale, non sarebbe supportato da tesi professionali, sarebbe già superato e illogico. I cittadini chiedono ancora una verifica dei costi per la nuova infrastruttura ferroviaria sul tratto in questione e anche sugli altri in cantiere. Sulla Capodistria-Divaccia, tra l’altro mancherebbero le stazioni per il traffico passeggeri e i collegamenti con la ferrovia istriana. Sino alla decisione, almeno temporanea, dell’Alta Corte il secondo binario, in sospeso da 25 anni nonostante l’importanza economica, definita a suo tempo quale strategia nazionale, torna pertanto in discussione, dopo che pochi giorni era partita ufficialmente, con una cerimonia simbolica a Villa Decani, la sua costruzione sul troncone da San Sergio verso l’interno.

L’avvio simbolico del cantiere a Villa Decani

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