Bilinguismo. Rilevante uniformare le regole

Il documento stilato dalla CAN costiera, da inoltrare al vaglio dei quattro Comuni istriani, esaminato dal direttivo della Comunità degli Italiani «Santorio Santorio»

La sede della CI “Santorio Santorio”

Con una riunione straordinaria il direttivo della Comunità degli Italiani “Santorio Santorio” ha avviato la disamina del regolamento sul bilinguismo stilato dalla CAN costiera, da armonizzare e inviare all’approvazione dei Consigli comunali. Il documento è stato inoltrato a tutte le istituzioni della Comunità nazionale e ai singoli connazionali, che possono inviare ancora sino a oggi, martedì, modifiche e osservazioni. Al sodalizio capodistriano ne hanno discusso in remoto sotto la guida del presidente, Mario Steffè. “La nostra riunione ha voluto colmare l’impossibilità di riunire in sede tutti i soci, causa l’emergenza epidemiologica. Abbiamo avuto un dibattito approfondito sul tema, sono emerse diverse proposte d’integrazione al testo originale”, spiega Steffè. “Lo riteniamo una buona base per portare avanti il discorso dell’aggiornamento sulle norme inerenti il bilinguismo nel nostro Comune. È utile che si sia pensato di uniformare le regole tra le quattro municipalità costiere. Valida anche l’intenzione di accorpare i servizi degli Ispettorati, che avrebbero competenza per il rispetto del bilinguismo. Il decreto proposto andrà a sostituirsi a quello attualmente in vigore a Capodistria, che è molto datato e fu accolto nel 1998. Era necessario rivederlo per armonizzarlo alle leggi che nel frattempo sono entrate in vigore. Importante che il bilinguismo sia trattato in modo uniforme, cosa che oggi non accade, essendo il settore regolato anche da altri atti non specifici. Ritengo di rilievo ancora la definizione più precisa dei soggetti di diritto pubblico o privato e anche gli obblighi al bilinguismo che gli stessi hanno nelle procedure che conducono. Per il resto faremo presente che le norme dovrebbero essere riordinate in modo diverso, per consentire la loro consultazione e applicazione più organica, ma si tratta di aggiunte tecniche, non di contenuto. Ci siamo soffermati, invece, molto sulle sanzioni previste per gli inadempienti, che ad alcuni intervenuti sono sembrate eccessive. Hanno chiesto piuttosto di migliorare la percezione del bilinguismo, dell’uso della lingua italiana e della CNI in generale”, ha concluso il presidente Steffè.

Mario Steffè

Abbiamo sfruttato l’occasione del nostro incontro anche per chiedergli quali sono le attività, Covid permettendo, sulle quali sta lavorando la Comunità degli Italiani “Santorio Santorio” e quali sono i piani per i mesi futuri. “Di fronte all’emergenza sanitaria, la Comunità è stata costretta ad impostare diversamente l’attività. Per il 2020, rivedendo gli impegni e riposizionandoci finanziariamente, siamo riusciti ugualmente a realizzare tutto il programma e questo è stato molto importante. Per il 2021 ci vediamo costretti ad impostare il tutto nell’ottica degli eventi estivi, quando si possono preparare appuntamenti all’esterno, a prescindere da quelle che saranno le regole da osservare per numero di partecipanti e il loro distanziamento. Sceglieremo avvenimenti di maggiore portata, poiché una loro dispersione non sarebbe favorevole. In particolare ci sono mancati i nostri appuntamenti in sede, le conferenze, gli spettacoli, i momenti di aggregazione tradizionali per le feste come ad esempio la “Semedella”, “San Nazario” e “San Martino”. Ci mancano oltretutto le prove dei nostri gruppi e sezioni. È stata potenziata l’attività editoriale, nonché i preparativi per le pubblicazioni in onore del 75.esimo anniversario della Comunità. Abbiamo difeso le mostre realizzandone alcune di spicco, come quella su Oreste Dequel. Proporremo presto, in presenza, una mostra della fotografa connazionale Rebeka Legović. Prossimamente, inoltre, contiamo di includerci nel calendario del Festival estivo del Litorale. Assieme a TV Capodistria stiamo anche progettando un importante concerto, da dedicare al 50.esimo dell’emittente“, ci ha confidato ancora il presidente della CI, Mario Steffè. Parlando di incontri in sede e aggregazione, una domanda è ricorrente tra i connazionali capodistriani e riguarda la riapertura del bar “Circolo“. “Nel periodo 2020-2021”, così Steffè, “abbiamo realizzato la ristrutturazione del bar in Comunità. L’investimento è stato garantito dal governo sloveno con i mezzi pervenuti per mezzo della CAN costiera. Abbiamo provveduto anche agli arredi interni grazie al finanziamento del governo italiano, erogato tramite l’Unione Italiana. Siamo pronti a far uscire il bando per assegnare la gestione del locale e contiamo di riaprire i battenti sfruttando la bella stagione. Saremo un po’ condizionati nell’uso dell’estivo dai lavori in corso al palazzo adiacente al nostro, ma cercheremo di convivere con questa situazione nel miglior modo possibile“.

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