Žiža chiede a Di Maio di istituire a Roma un organismo permanente che si occupi della CNI

L'incontro tra Di Maio e Žiža avvenuto sabato a Lubiana

Doveva durare dieci minuti il colloquio all’aeroporto di Brnik tra il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio e il deputato della CNI alla Camera di Stato del Parlamento di Lubiana, Felice Žiža, ma alla fine l’incontro si è protratto per una buona mezz’ora, segno eloquente dell’attenzione di Roma nei confronti della minoranza, a prescindere dal fatto che stavolta non c’è stato il tempo necessario per incontrare anche gli altri rappresentanti istituzionali dell’etnia, ossia la CAN e l’Unione Italiana. Felice Žiža ha espresso soddisfazione per l’andamento del colloquio. Il titolare della Farnesina ha dimostrato interesse e manifestato sostegno alle istanze presentate dal deputato della CNI, legate tutte e quei campi d’intervento nei quali l’Italia può fare di più per giungere a risultati concreti nell’interesse della minoranza. Felice Žiža ha sottolineato innanzitutto la necessità di assicurare appoggio a Radio e TV Capodistria per quanto concerne il mantenimento dei quadri, sia giornalisti che tecnici. L’accordo di coalizione stipulato dal parlamentare dell’etnia già prevede garanzie in tal senso, ma il sostegno dell’Italia è quanto mai auspicabile per giungere ai risultati desiderati. Lo stesso discorso vale per le frequenze ovvero il trasmettitore di Radio Capodistria. Al momento sono stati sventati i rischi che l’emittente capodistriana correva, però c’è sempre il pericolo di un cambiamento di rotta della politica slovena. Ecco perché è importante l’intervento politico e diplomatico dell’Italia, possibilmente con un coinvolgimento ministeriale per risolvere definitivamente la questione. L’obiettivo, come ha lasciato intendere Felice Žiža, è la piena tutela dei diritti acquisiti della CNI anche nella sfera radiotelevisiva.

Felice Žiža, Luigi Di Maio e Anže Logar

Il parlamentare della minoranza alla Camera di Stato ha indi sottoposto all’attenzione del ministro la proposta di istituire a Roma un organismo, presso il governo o il Parlamento, che si occupi in maniera permanente delle questioni legate alla Comunità Nazionale Italiana e in cui siano rappresentati tutti i fattori rilevanti della CNI. A questo proposito ha fatto riferimento a quella che è l’esperienza della minoranza slovena, che può fare riferimento a tre organismi, la Commissione parlamentare per le minoranze autoctone all’estero, il Comitato presso il governo per gli sloveni all’estero e infine il ministro per la diaspora slovena. Quindi la minoranza in Italia ha a disposizione tre indirizzi istituzionali a cui rivolgersi per risolvere i propri problemi, senza scordare il fatto che alla vigilia di ogni incontro al vertice si attivano anche le più importanti cariche dello Stato. La CNI certo non richiede un meccanismo simile vista la complessità istituzionale italiana, però un organo che assicuri un’attenzione permanente sì, ha fatto capire Felice Žiža. Al momento infatti, ha aggiunto, si può contare soltanto sul Comitato di coordinamento che di fatto si riunisce una volta all’anno per approvare il piano finanziario. L’augurio del deputato della CNI è che le rassicurazioni ricevute da Luigi Di Maio abbiano un seguito. Con il titolare della Farnesina, Felice Žiža ha discusso anche della richiesta slovena di un seggio garantito alla minoranza nel Parlamento di Roma. A questo proposito il deputato della CNI si è detto d’accordo con l’istanza della minoranza slovena, definendo più che auspicabile che si giunga a un simile risultato. Qualcosa forse sarà possibile fare nell’ambito delle modifiche alla legge elettorale, avendo presente comunque che si dovrà tenere conto pure della posizione delle altre minoranze in Italia e della sostanziale diversità fra i vari sistemi elettorali.

Facebook Commenti