Umago. Mareggiate e acqua alta: un vero incubo

In seguito ai fenomeni estremi dello scorso autunno, le ruspe sono all’opera nella zona di Pozioi

Lavori di rafforzamento delle rive: con i massi contro le onde

Quello delle mareggiate autunnali, accentuate dal fenomeno dell’acqua alta, sta diventando un vero e proprio incubo per tutta la costa dell’Umaghese, che ora deve riparare i danni. Le ruspe da ieri sono all’opera nella zona costiera di Pozioi, dove il mare alto ha creato non pochi problemi l’anno scorso, provocando danni lungo una buona parte della costa. Il problema riguarda inoltre un fenomeno del quale non si parla molto, il bradisismo, a causa del quale la costa negli ultimi duemila anni si è abbassata.
Il castello di Sipar, situato sull’omonima penisola, è scomparso proprio a causa di questo fenomeno, e oggi sono visibili solo le sue rovine, meta infinita di studi archeologici, mentre l’antico frantoio che si trova appena dietro alla chiesa di Umago, nella famosa Corte de le Ore, oggi si trova praticamente al livello del mare. Dunque in duemila anni la costa si è abbassata notevolmente e le mareggiate hanno fatto il resto. Ma da questo non si è imparato nulla: per esempio, il nuovo porto di Salvore con l’acqua alta viene sommerso. I progettisti in altre parole potevano e dovevano tenere costo di questo problema, ma non l’hanno fatto.
Nel novembre scorso, eccezionalmente violento sotto il profilo dei fenomeni meteo climatici, il mare non solo ha inondato ampie zone della costa, ma ha anche distrutto il demanio marittimo, spiagge, strade, provocando danni perfino ai pali dell’illuminazione pubblica che si trovano lungo la riviera.
Ora si cerca di riparare, per quanto è possibile, quello che è stato distrutto. In fatto di acqua alta il problema oramai è molto serio, perché sott’acqua finiscono piazze, case e scantinati. Le onde, poi, soprattutto quando giungono con il libeccio, sconquassano porti e costa, affondando natanti e rovinando il bagnasciuga. Ora si cercherà d’intervenire nell’area di Pozioi e Muiella, dove c’è un porticciolo, l’unico che non è gestito dall’Autorità portuale, ma alla Città.

Una barca affondata dalla mareggiata a Pozioi

I massi del molo sono stati risucchiati dalle onde e la banchina è stata bucata come un gruviera. D’altra parte le onde hanno trasportato nel porticciolo un’infinità di ghiaia, che ora dovrà essere rimossa. Anche lo scivolo per il rimessaggio delle barche è stato coperto dalla ghiaia, che dovrà essere prelevata e spostata da un’altra parte.
Tutti interventi necessari perché la costa è bassa e le libecciate sono sempre più violente al punto da rompere la massicciata di massi, superare le strada e inondare le aree circostanti. Allorchè le onde arrivano con il fenomeno dell’acqua alta, possono entrare anche nelle case della Cittavecchia.
Tuttavia, quando si pianificano interventi di risanamento della costa, delle infrastrutture portuali, ma anche alberghiere, bisognerebbe tenere costo che il bradisismo abbassa inesorabilmente la costa e che esistono fenomeni sempre più estremi legati all’innalzamento della temperatura del mare. Di conseguenza in futuro sarà anche peggio.
A Pozioi i lavori di risanamento del porto e della costa sono già iniziati per sfruttare al massimo la bassa marea, grazie alla quale le ruspe potranno operare in mare praticamente all’asciutto, ma solo per poche ore al giorno.

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