Tutelare l’identità a dispetto delle avversità

Da Palazzo Montecitorio segnali positivi per l'editoria e l'informazione della Comunità nazionale

Marko Gregorič, Maurizio Tremul, Simone Billi, Furio Radin, Felice Žiža

ROMA | Il rifinanziamento delle Leggi 72/01 e 73/01, il varo di una Legge d’interesse permanente dello Stato Italiano nei confronti della CNI, l’erogazione delle risorse destinate all’editoria e ai mezzi d’informazione della CNI, nonché la diffusione satellitare dei programmi di RTV Capodistria sono stati al centro dell’audizione alla Commissione Affari esteri e comunitari della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano dei rappresentanti della CNI in Slovenia e Croazia. Gli esponenti della CNI hanno chiesto anche che si proceda a una semplificazione dei rapporti tra le associazioni della minoranza e le istituzioni dello Stato Italiano, favorendo un dialogo diretto. All’incontro, svoltosi ieri mattina a Palazzo Montecitorio a rappresentare la CNI c’erano il vicepresidente del Sabor e deputato della CNI, Furio Radin, il deputato al seggio specifico per la CNI alla Camera di Stato della Repubblica di Slovenia, Felice Žiža, il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, e il vicepresidente della Giunta esecutiva dell’UI, Marko Gregorič.
L’incontro, protrattosi per oltre un’ora e trasmesso in diretta sulla WebTV della Camera, è stato aperto dal presidente della Commissione, l’On Marta Grande (M5S), che ha rilevato che l’audizione è stata fissata in seguito a una lettera inviatale il 14 ottobre scorso dal presidente dell’UI, a seguito della missione da lei svolta in Slovenia il 29 e 30 luglio scorsi. Marta Grande ha ricordato ai presenti che l’UI è l’organo apicale degli Italiani in Croazia e Slovenia e che la medesima è menzionata nell’Accordo internazionale stipulato nel 1996 tra Roma e Zagabria.
Nel prendere la parola Maurizio Tremul ha ribadito la riconoscenza della CNI a tutte le istituzioni dello Stato Italiano che sostengono la minoranza economicamente, politicamente e istituzionalmente. “Siamo qui per chiedere all’Italia di continuare a svolgere il suo importante ruolo di sostegno alla CNI, affinché vigili che la Croazia e la Slovenia continuino ad applicare le disposizioni legislative e costituzionali che ci riguardano”, ha detto Tremul. “Nella finanziaria approvata lo scorso anno – ha proseguito – sulla legge 73/01 sono stati inseriti 4 milioni di euro. Per il 2020 e 2021 l’importo è invece di 3 milioni. Ebbene, noi chiediamo di mantenere il milione aggiuntivo previsto nel 2019”. Tremul ha spiegato che l’importo in questione è necessario a finanziare gli investimenti nel settore dell’istruzione (Buie, Fiume e Capodistria).
Felice Žiža ha parlato di quella che considera la sfida più urgente della CNI, ossia la minaccia legata all’oscuramento dei programmi di RTV Capodistria. “Stiamo parlando di un problema che ci attanaglia da qualche mese, per non dire da anni”, ha chiarito Žiža, esprimendo il rammarico che l’emittente capodistriana non abbia a suo tempo potuto essere inclusa nella cerchia delle istituzioni finite sotto l’egida dell’UI, alla pari del CRS e dell’EDIT. Ha ricordato che negli ultimi 7-8 anni RTV Capodistria ha dovuto fronteggiare crescenti difficoltà. “Il trend negativo suscitato dalle difficoltà della RTV di Slovenia, sono culminate il 9 novembre scorso con lo scadere del contratto triennale di noleggio del satellite”, ha spiegando Žiža, ammettendo che lo stesso Comitato di coordinamento nel 2013 si era detto contrario al rifinanziamento del satellite per RTV Capodistria. L’oscuramento dei programmi in quell’occasione fu evitato, come spiegato da Žiža, grazie agli sforzi profusi dal suo predecessore alla Camera di Stato (Roberto Batteli, nda), che riuscì a ottenere a Lubiana le risorse necessarie. “Il satellite è importante perché altrimenti in Croazia, dove risiede il 90 p.c. dei connazionali, il segnale di RTV Capodistria non può essere captato”, ha osservato Žiža, che considera nefasto l’oscuramento del satellite, non solo per il futuro di RTV Capodistria bensì per le sorti di tutta la CNI. “È per questo motivo che auspichiamo che l’Italia riveda la decisione del 2013 attinente al finanziamento del satellite attraverso la Legge 73/01“, ha detto Žiža sollecitando l’apertura di un tavolo di lavoro nel quale includere la CNI, gli esponenti di Italia, Slovenia, Croazia e della Regione FVG, dove risiede la Comunità slovena.
Marko Gregorič si è ricollegato al discorso fatto da Žiža puntualizzato che il noleggio della frequenza satellitare comporta un investimento di 269mila euro all’anno. Il vicepresidente della Giunta esecutiva dell’UI ha sottolineato pure l’importanza delle risorse destinate all’EDIT, le cui pubblicazioni svolgono per la CNI un ruolo chiave sia dal punto di vista informativo che culturale. “La Voce del popolo, che celebra il 130º dalla fondazione e i 75º di pubblicazioni ininterrotte, è il più longevo quotidiano in Croazia”, ha rilevato Gregorič. A sua volta Furio Radin ha spiegato che i mass media della CNI sono importanti perché le danno dignità, garantendole la possibilità allacciare con la maggioranza relazioni da pari a pari e non, come spesso accade nel caso delle altre minoranze, da partner subordinato.
Nel dibattito si sono inclusi gli On. Piero Fassino (PD), Paolo Fomentini (Lega), Pino Cabras (M5S), Simone Billi (Lega), Gennaro Migliore (Italia Viva), Alberto Ribolla (Lega), Angela Schirò (PD) e Vito comencini (Lega). Tutti hanno espresso solidarietà alle richieste della CNI, riconoscendo ai connazionali il merito di aver mantenuto l’identità italiana nonostante tutte le avversità riservate loro dalla storia.
Il video completo dell’Audizione potete guardalo cliccando qui

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