Italia e Croazia unite nella difesa dei «reef» adriatici

Progetto Adrireef. L’obiettivo è mappare le scogliere e quindi sfruttarle per scopi economici, adottando però tecnologie non impattanti

Il programma europeo Interreg Italia-Croazia, nato come strumento finanziario per favorire e potenziare la cooperazione tra le due sponde dell’Adriatico, ha dato vita a numerosi progetti congiunti in diversi settori tutti legati, e non potrebbe essere altrimenti, all’economia marittima. L’ultimo in ordine di tempo è “Adrireef”, che include 11 partner: la Facoltà di Marineria di Fiume, l’Istituto Ruđer Bošković di Zagabria, l’Università degli Studi di Zara, l’Agenzia regionale di sviluppo Zadra Nova di Zara, l’associazione per lo sviluppo sostenibile Sunce e l’Agenzia regionale di sviluppo Rera di Spalato per la parte croata, nonché l’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine di Ancona, le Agenzie regionali per la prevenzione e la protezione ambientale ARPA Puglia e ARPA Emilia-Romagna, l’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale di Trieste e, in veste di capofila, il Comune di Ravenna per la parte italiana.
“Adrireef mira a studiare e analizzare le possibilità di valorizzazione, riqualificazione e riutilizzo dei reef, ossia delle scogliere dell’Adriatico – spiega Vlado Frančić, docente della Facoltà di Marineria, il quale partecipa in prima persona al progetto –. In altre parole, mappare e classificare queste aree marine e quindi sfruttarle per scopi economici quali turismo, pesca e attività subacquee, rendendole di fatto più accessibili e utili alla collettività. Naturalmente, adottando al tempo stesso tecnologie innovative e soprattutto non impattanti. L’obiettivo è dunque riconvertire i reef in strutture funzionali alla ricerca scientifica e alla conservazione degli ecosistemi che gravitano intorno a essi mediante un costante monitoraggio del loro stato biochimico, mirando così alla loro salvaguardia a lungo termine”.

Il drone sottomarino per le videoriprese subacquee

Scogliera di Konjsko
Di recente la Facoltà di Marineria ha ospitato un meeting tra i vari partner.
“L’incontro è servito per fare il punto della situazione – rivela Frančić –, su quanto è stato fatto finora e sulle attività future. Il prossimo incontro è in programma questo fine settimana ad Ancona. Inoltre, noi abbiamo un ruolo ben preciso nel progetto. Nei prossimi 12 mesi saremo infatti impegnati nelle operazioni di monitoraggio della scogliera Konjsko, situata nelle immediate vicinanze di Šilo, sull’isola di Veglia. Per un’osservazione costante di questo reef abbiamo acquistato un sonar per la mappatura dei fondali e un drone sottomarino per le videoriprese subacquee, in modo da disporre in ogni momento dei dati di cui avremo bisogno. Il valore complessivo dell’iniziativa ammonta a 2,8 milioni di euro, di cui 155mila destinati alla nostra Facoltà, mezzi che ci hanno permesso l’acquisto del sonar e del drone sottomarino, due strumenti che sicuramente ci torneranno utili anche nelle future attività di ricerca”
«Blue thinking»
Adrireef rientra nella cosiddetta blue economy, un modello di business innovativo che comprende tutte le attività che utilizzano il mare come risorsa tra cui la maricoltura, la pesca, le biotecnologie marine, il turismo, i trasporti e le energie rinnovabili, tutte analizzate in un’ottica di sostenibilità. Come infine spiegato dal nostro interlocutore, l’economia blu applicata al business si traduce poi nel concetto di “blue thinking”, ovvero di una strategia volta all’innovazione della trasformazione. In altre parole, bisogna pensare a un cambiamento nello sviluppo a tutela dell’ambiente non come un onere, ma piuttosto come un mare di possibilità. Nel vero senso della parola.

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