Tribunale di Fiume. L’agente ferito in prognosi riservata

Ufficiale della Polizia giudiziaria gravemente ferito alla testa da un proiettile sparato accidentalmente

L'ingresso del Tribunale regionale di Fiume. Foto Nel Pavletic/PIXSELL

Momenti drammatici, ieri pomeriggio, al Palazzo di Giustizia di Fiume. Un 42.enne agente della Polizia giudiziaria è rimasto gravemente ferito alla testa da un proiettile sparato accidentalmente dalla sua pistola d’ordinanza. Il fatto è avvenuto alle ore 13.50 circa mentre stava per prendere servizio durante il consueto avvicendamento di fine turno, operazione avvenuta nel locale della portineria del Tribunale e che prevede anche la consegna dell’arma. La dinamica dell’incidente è ancora tutta da chiarire – sulla questione dovrà esprimersi il Ministero della Giustizia, nell’ambito del quale opera la Polizia giudiziaria –, ma al momento l’ipotesi più attendibile è che l’agente abbia fatto esplodere il colpo che evidentemente si trovava in canna, senza sicura, durante la verifica dell’arma.
La direttrice del reparto amministrativo del Tribunale, Gledis Pirić, ha escluso l’ipotesi che il 42.enne, che prima di venir assunto in Tribunale ha lavorato per anni nel corpo della Polizia penitenziaria, abbia tentato il suicidio, confermando pertanto che si è trattato di un tragico incidente.
L’agente è stato trasportato al Pronto soccorso del Centro clinico-ospedaliero a Sušak, dove è stato subito sottoposto a un delicato intervento chirurgico, durato più di quattro ore.
I medici hanno dichiarato le sue condizioni “stabili”, ma non hanno potuto sciogliere la prognosi.
Saputo dell’incidente, il ministro della Giustizia Dražen Bošnjaković ha raggiunto il CCO fiumano per sincerarsi di persona delle condizioni dell’agente ferito.
“Le indagini chiariranno certamente la dinamica dell’incidente – ha dichiarato –, ma in questo momento dobbiamo mettere l’uomo al primo posto. L’importante è salvargli la vita e in questo senso credo che qui sia in buone mani”.

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