ORLANDERIE Il Rijeka nelle sabbie mobili

Il tecnico del Rijeka Simon Rožman Foto: Goran Kovacic/PIXSELL

Nenad Bjelica si è preso la rivincita. Al povero Simon Rožman ha fatto pagare il conto per la sconfitta subita in maggio nella finale di Coppa Croazia a Pola (1-3) ad opera di Igor Bišćan. Bišćan disegnò la tattica vincente dando un calcio ai pronostici che vedevano il Rijeka sconfitto. Allenatore e giocatori in sintonia. Forza mentale e fisica. Una partita indimenticabile. Ricordate il gol stupendo di Zoran Krvžić che ha steso definitivamente la squadra campione in carica, battendo il portiere nazionale Livaković ?
Domenica sera a Rujevica questo stesso Kvržić, come tutta la squadra del resto, era irriconoscibile. Merito anche dell’Armada che ha costretto Bišćan a fare i bagagli, a cercare fortuna in altri lidi. Sarebbe ingiusto “ghigliottinare” il povero Rožman. Troppo facile, anche se il tecnico deve assumersi comunque le proprie responsabilità, sia per le cinque sberle subite dalla Dinamo, sia per le tre sconfitte di fila, conquistando sette punti su diciotto in sei partite. Rožman ha sbagliato a cambiare quanto di buono aveva disegnato Igor Bišćan. Attaccare significa scoprirsi. Per cambiare mentalità alla squadra, bisogna cambiare anche gli uomini… Giocare a calcio è semplice, ma giocare un calcio semplice è la cosa più difficile che ci sia.
Dopo mezz’ora il Rijeka era già al tappeto. Uno scenario scritto… nell’inferno. Mancava soltanto che i giocatori fiumani applaudissero gli avversari che si stavano divertendo come se fossero soli in campo, senza avversari. Un disastro! Indecifrabile la filosofia di Rožman, ma anche il comportamento dei giocatori, a passeggio per il campo: corto circuito in testa, piedi da taglialegna.
A questo punto a contare è solo la classifica: dopo nove turni Bišćan aveva lasciato il Rijeka a meno uno dalla Dinamo, mentre ora, dopo la 15ª giornata, il Rijeka si trova a meno dodici, a dividere la quinta posizione con il Gorica. Una strada tutta in salita per Rožman, che fino al riposo di campionato andrà in trasferta a Zaprešić, Spalato e al Maksimir, mentre in casa se la vedrà con Istra 1961 e Varaždin.
Domani il Rijeka si trasferira a Čatež, sabato disputerà un’amichevole con il Triglav di Kranj. Tre giorni a Čatež per lasciare Rujevica alla nazionale, ma anche per guardarsi in faccia. Tutti! Nello spogliatoio, infatti, puzza di bruciato. Sembra che parecchi stiano contaminando l’ambiente con il malcontento, convinti di non giocare quanto meriterebbero. Mah, parecchi non dovrebbero nemmeno abitare a Rujevica… I nomi? Lasciamolo dire a Simon Rožman, nonché a Srećko Juričić e Ivan Mance.
L’amichevole con il Triglav ci fa ritornare al passato. Cinque anni fa a Kranj nelle file dei fiumani giocò per un tempo Mislav Oršić, scartato da Matjaž Kek e mandato in prestito allo Celje (allenato da Rožman), da dove il Rijeka lo trasferì in Corea del Sud. Prima in prestito, poi a titolo definitivo… La Dinamo lo scoprì nel 2018 e domenica sera Oršić è stato il giustiziere del Rijeka, infilando tre palloni alle spalle di Prskalo. Tre gol anche all’Atalanta… Oršić, scartato a Rujevica, è ritornato suonando la carica con la Dinamo e ora si prepara con la nazionale per la partita di sabato prossimo con la Slovacchia.
Il Rijeka, intanto, è nelle sabbie mobili. Damir Mišković, Srećko Juričić e Simon Rožman hanno una brutta gatta da pelare. Le aspirine non bastano, serve un intervento chirurgico. Tagliare! Altrimenti si rischia di andare alla deriva, anche se è difficile immaginare qualcosa di peggio dello 0-5 con la Dinamo.

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