Marin Corva: «Senza incontro non c’è dialogo»

A colloquio con il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva

Marin Corva. Foto: Željko Jerneić

Dicembre 2019, Fiume è tutta uno scintillio di luminarie. I ritmi della quotidianità sono quelli dettati dall’atmosfera tipica di fine anno quando nell’aria si respirano i profumi dei dolci mentre tutto sembra invitare a interrompere le attività quotidiane per dedicarsi ai preparativi per feste e veglioni da trascorrere con amici e familiari. Impegni permettendo, ovviamente. Per chi ricopre incarichi operativi sono giorni di corse continue per riuscire a rispettare le scadenze. È anche il caso del presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva, che incontriamo nel suo ufficio a Palazzo Modello per la consueta intervista di fine anno. Iniziamo col fare un bilancio dell’anno che sta per chiudersi…
“Il 2019, all’inizio, è stato un anno non facile. Abbiamo ancora tutti fresco il ricordo dei problemi di liquidità che erano dovuti alla situazione in cui si trovava all’epoca l’UPT e alle tempistiche di versamento dei fondi assicurati dall’Italia. Eravamo in attesa di una soluzione a questo problema che ha inciso sullo svolgimento di diverse iniziative. Era una situazione ereditata dal 2018 che abbiamo superato grazie a un lavoro di squadra, grazie all’importante aiuto dato dall’On. Furio Radin, che ha assicurato nel Bilancio croato le risorse che ci hanno consentito la realizzazione delle attività all’inizio dell’anno, e al lavoro svolto dall’organo commissariale dell’UPT. Superato questo scoglio, guardando dall’ottica di chi è responsabile della parte operativa, le cose sono diventate più semplici. La seconda parte dell’anno è stata sicuramente più facile, ma gli effetti delle difficoltà registrate a inizio anno si sentono ancora e alcune questioni le stiamo ancora affrontando. Certo è che la modifica apportata al testo della Convenzione MAE-UI-UPT- firmata quest’anno ci ha aiutato a risolvere diversi problemi. Il versamento anticipato dei finanziamenti, che possono essere spesi soltanto dopo l’approvazione dei relativi atti e contratti, consente una gestione più snella in quanto risolve quello che è il problema più grave della CNI; la liquidità, in particolare ad inizio dell’anno.”
Un ottimismo prudente
Le recenti notizie diffuse riguardo al Bilancio dell’UPT parlano di un deficit non da poco. Qual è la posizione della Giunta esecutiva UI e del suo presidente?
“Noi abbiamo detto più volte sia durante le riunioni operative con l’UPT sia nel corso degli incontri con i rappresentanti del MAECI che non ci è chiaro perché si fa spesso riferimento a questi problemi puntando il dito verso la CNI, affermando che non sono stati presentati i rendiconti riguardanti il Fondo promozione. Posso assicurare che tutti i rendiconti sono stati trasmessi. È vero che negli anni passati c’è stato un piccolo problema per quanto riguarda un’unica Comunità, ma questo è stato superato. Tutto il resto della documentazione è stato trasmesso nei tempi stabiliti. Nel 2018 il Fondo promozione era spalmato sui fondi della Regione FVG e su quelli ministeriali, questo imponeva diverse scadenze per quanto riguarda la consegna dei rendiconti e noi le abbiamo rispettate tutte. Per quanto riguarda invece le affermazioni stando alle quali in alcuni casi gli importi spesi superano quelli stanziati, abbiamo chiesto più volte una specifica dalla quale sia visibile chi ha speso in più e per che cosa. Non comprendiamo come sia possibile autorizzare una spesa senza previa autorizzazione del finanziatore. Non punto il dito contro nessuno, ma abbiamo bisogno di capire che cosa è successo.”
È ottimista riguardo a una soluzione di questo nodo in tempi brevi?
“Sono ottimista, ma anche cauto e realista. Trovare una soluzione comporterà determinate azioni dei nostri finanziatori. Quest’anno è stato deciso di aumentare dal 15 al 25 p.c. le spese di gestione dell’UPT sui fondi del cosiddetto Piano ordinario onde assicurare una liquidità che consenta all’ente morale triestino di operare. Questo ha ovviamente inciso sulle attività della CNI. Pertanto, sono lievemente ottimista, ma anche preoccupato. Aspetto di capirne di più. Come Unione Italiana ci esprimeremo in merito dopo che avremo ricevuto maggiori informazioni dall’UPT o dai nostri finanziatori.”
Garantire il turn-over
Quest’anno era impossibile non notare una maggiore attenzione rivolta ai giovani…
“Già in campagna elettorale avevo annunciato l’intenzione di valorizzare ulteriormente i giovani che sono fondamentali se vogliamo avere una certezza per il futuro, le Comunità degli Italiani hanno bisogno di giovani da coinvolgere anche affidando loro ruoli dirigenziali, lo stesso discorso vale anche per le nostre istituzioni. Il settore Attività giovanili, egregiamente guidato da Debora Moscarda, sta cercando di sensibilizzare i giovani riguardo a tutti i temi importanti per la nostra comunità e di rafforzare il senso di appartenenza. L’obiettivo è quello di avvicinarli sempre più alle CI, alle nostre scuole, alle istituzioni… Il turn over è indispensabile in tutte le realtà e quindi è fondamentale coinvolgere i giovani. Negli ultimi 30 anni il mondo è cambiato radicalmente ed è cambiato anche il modo di pensare e di fare dei giovani, ma una cosa è rimasta uguale oggi come allora; la volontà di frequentarsi. Il desiderio di stare assieme c’è sempre, ovviamente nei modi e nelle forme attuali. Con le attività di formazione, culturali e sportive che organizziamo riusciamo a coinvolgere un numero sempre più grande di giovani. Sono convinto che siamo sulla strada giusta.”
Si sta cercando anche di impostare un dialogo più mirato con gli imprenditori…
“Il nostro obiettivo è creare un organo consultivo dove dare agli imprenditori connazionali l’opportunità di indicarci le iniziative da intraprendere in modo da consentirci di dare, come Unione Italiana un contributo fattivo, utile… Siamo all’inizio di un percorso e per il momento abbiamo individuato come canale da sfruttare quello delle comunicazioni e della promozione. Ci siamo concentrati su quello che potremmo definire il ‘core business’ degli imprenditori connazionali, la produzione di olio e vino, ma anche il settore turistico.”
Il mondo è cambiato
Cosa risponde a chi lamenta l’assenza di momenti d’incontro e approfondimento sui ‘grandi temi’, le analisi politiche, i confronti sugli argomenti che attengono all’etica dell’appartenenza a una minoranza?
“Noi ci stiamo impegnando per favorire gli incontri, ma dobbiamo essere consapevoli del fatto che il mondo è cambiato e con esso anche la vita dei connazionali. Quello che 30 anni fa poteva coinvolgere un gran numero di persone oggi forse non prende più. Mi sono reso conto che spesso e volentieri l’interesse per i convegni è scarso. Al contempo i momenti incentrati sulla cultura, sullo sport o pensati semplicemente per stare insieme favoriscono lo scambio di idee e opinioni, anche di natura politica. Noi dobbiamo creare occasioni d’incontro. Il dialogo non può nascere se non c’è incontro. Ovviamente lo spazio per migliorare c’è, ma si lavora per coinvolgere le persone. Al Torneo sportivo dell’UI svoltosi a ottobre a Parenzo si sono riuniti circa 500 connazionali che hanno discusso non soltanto di sport, ma di tutti i temi, politica inclusa, che incontrano il loro interesse.”
È soddisfatto del livello di collaborazione con le Municipalità del territorio?
“A livello generale la collaborazione è buona, ma purtroppo si registrano situazioni diverse. In alcuni casi la comunicazione è facilissima, fluida, positiva e collaborativa in altri lo è meno. Noi vorremmo che il livello di coinvolgimento della CNI che registriamo nella Regione istriana, soprattutto nelle città e nei comuni che vedono connazionali inseriti nelle amministrazioni locali, e la qualità del dialogo che abbiamo raggiunto nella penisola diventino degli standard da attuare anche nella Regione litoraneo-montana. Vorremmo avere lo stesso rapporto sia in termini di sensibilità sia per quanto attiene al sostegno finanziario. Dobbiamo fare dai passi avanti. Abbiamo avuto degli incontri e pertanto aspettiamo di vedere i risultati.”
Stiamo parlando di realtà diverse…
“Certo, e non dico che non ci sia alcuna sensibilità. Pensiamo alla collocazione degli odonimi a Fiume, ma penso si possa fare di più. Nel contesto delle diversità dobbiamo crescere ancora. Uno dei settori nei quali ci dovrebbe essere una collaborazione migliore a livello regionale è quello dei progetti europei. L’UI ha sempre dato la massima disponibilità.”
Parlando di progetti europei. Nel 2020 Fiume sarà Capitale europea della cultura. Dire che gli spazi dedicati alla CNI sono ristretti è un eufemismo…
“Noi abbiamo avuto tantissimi incontri con i responsabili del progetto e abbiamo chiesto che vengano rispettate la storia e la realtà del territorio. Come UI abbiamo presentato un progetto che non è stato valutato idoneo e lo stesso è avvenuto anche con i progetti candidati dalla CI di Fiume. L’unico progetto che vede coinvolta l’Unione Italiana è quello patrocinato dal Consolato generale d’Italia a Fiume, appunto con il sostegno dell’UI, attualmente in corso a Palazzo del governo: Il violino oltre i confini: Stradivari a Fiume, Kresnik e Cremona. Condivido l’opinione di chi ritiene che non sia stato dato il giusto spazio alla presenza della cultura italiana a Fiume nonostante lo slogan sia Porto delle diversità. A nostro avviso a rendere Fiume unica sono appunto la multiculturalità e il plurilinguismo.”
Strategie dal basso verso l’alto
Quali saranno le principali sfide nel 2020?
“Il mio punto di vista è quello di chi ricopre una posizione operativa e quindi dico che una delle principali sfide sarà individuare le modalità migliori di gestione del flusso dei finanziamenti. Continueremo a parlare di questo aspetto con la Regione FVG, dove permane in vigore il bando che a nostro avviso non è la soluzione migliore, e con il MAECI. Siamo riusciti a limare parecchio il testo della Convenzione ma riteniamo ci siano ulteriori spazi per migliorare. Parleremo con le autorità croate perché abbiamo un progetto importante, strategico che desideriamo realizzare, l’asilo di Fiume. Come per la Scuola di Buie ci vorrà anche qui il coinvolgimento di tutte le parti e contiamo di ripetere l’esperienza che ha visto un importante coinvolgimento dell’On. Radin.
Dobbiamo assicurare alle nostre istituzioni le condizioni per operare in modo indisturbato, penso all’EDIT, al CRS, ma anche alle CI e alle scuole. Spero che nel 2020 riusciremo ad aggiornare alcune attività, ad esempio Istria Nobilissima. Mi sono fatto una promessa e l’ho fatta ai connazionali: avere un approccio che vada dal basso verso l’alto. Questo impone di “piazzare” le attività sul territorio, dando più spazio alle Comunità.”
Concludiamo con gli auguri ai lettori e ai connazionali…
“Auguro tanta fortuna e tanta salute. Sia nell’ambito professionale sia in quello personale auguro tante soddisfazioni e auguro a tutti noi che nel mondo CNI ci sia quanta più partecipazione. Il contributo di ciascuno è fondamentale e quindi invito tutti a seguire le iniziative dell’UI e delle CI, a partecipare a tutto quello che è targato CNI, a leggere la Voce, a seguire le trasmissioni radiofoniche e televisive di RTV Capodistria, Radio Fiume e Radio Pola, ad assistere agli spettacoli del Dramma Italiano e a consulatre le pubblicazioni del CRS.”

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