ETICA E SOCIETÀ Prova di forza della destra

Foto Emica Elvedji/PIXSELL

Allora, come previsto, ci si sta avviando verso il secondo e decisivo turno per l’elezione del Presidente della Croazia. Il primo turno non ha riservato sorprese. Ha vinto Milanović, il che, nell’insieme, era uno dei risultati prevedibili. Al secondo posto il Presidente uscente, Grabar-Kitarović, e pure questo era un risultato che si poteva anticipare. Škoro non ce l’ha fatta. In altre parole, la destra più a destra non è riuscita a sfondare. Ma ha dato un messaggio importante. Si è visto che i partiti e le forze politiche di questo arco hanno un seguito notevole, sono una presenza che può farsi sentire. È improbabile pensare che il loro scopo finale fosse stato solamente quello di consolidare le forze in una prova generale per le elezioni parlamentari. Ci hanno provato sul serio, ora, e per poco non ce l’hanno fatta. Questa, comunque, non è una sconfitta, ma una prova di forza che avrà una forte influenza sugli avvenimenti politici a breve e a medio termine.
In primo luogo, il risultato potrebbe riguardare il tipo di comunicazione con gli elettori in vista del voto del 5 gennaio. Questa volta, a differenza di altre, non si pescheranno i voti per la vittoria finale al centro, bensì a destra. L’esito potrebbe essere un’accentuata retorica di questo tipo. Uno dei primi segnali è rappresentato dalle dichiarazioni del leader dell’HDZ di Spalato, Petar Škorić, che tenta di mobilitare l’elettorato parlando di un 50% di voti, in fondo, accomunati nell’affermare l’appartenenza nazionale. L’implicazione sembra essere quella di escludere dalla qualifica nazionale chi ha votato in modo diverso, rispetto alle preferenze per i candidati Grabar-Kitarović e Škoro. Possiamo leggerlo su index.hr
L’altro risultato potrebbe essere costituito dalle strategie pre-elettorali, in vista delle votazioni per i rappresentanti parlamentari. Soprattutto per l’HDZ sarà interessante vedere quali saranno i candidati sulle liste e quali saranno le eventuali alleanze pre-elettorali. In altre parole, si vedrà quale delle due anime del partito avrà una supremazia, quella che guarda al centro rappresentato dai partiti popolari europei, o quella che guarda a destra.
Ho deciso di non fingere di capire cose che non comprendo o di sapere cose che non so. Tanto il lettore se ne accorgerebbe. Non sono assolutamente in grado di formulare ipotesi sui possibili riflessi sul centrosinistra. Non posso esprimere delle previsioni, in questo momento, su quanto e in quale direzione l’SDP saprà e vorrà essere compatto. Attendo con molta curiosità di vedere come si esprimerà Dalija Orešković, per la quale credo sia evidente l’orientamento verso il centrosinistra. Ma non so dire, ora, se lei veda nell’SDP un esponente valido del centrosinistra, o se sia, invece, ancora concentrata sul progetto di presentare un’opzione alternativa all’elettorato di questa ispirazione politica. Oltre a ciò che lei personalmente vorrà dire, rimane da vedere come si comporterà il quasi 3% di elettori che l’hanno sostenuta.
Allo stesso modo, vedremo come si comporteranno gli elettori di Dario Juričan, che con il loro 4,61% che potrebbero avere un peso importante. Il risultato ottenuto da questo candidato non è indifferente e, anche in questo caso, potrebbe trattarsi di un capitale iniziale da sfruttare in occasione delle elezioni parlamentari. Fosse questa l’intenzione del candidato, la strategia saggia sarebbe quella di assumere una posizione di equidistanza tra Grabar-Kitarović e Milanović, ovvero tra HDZ e SDP, presentandosi alle prossime elezioni parlamentari come una nuova opzione per il voto di protesta, o, forse, come il leader di un’opzione che sarebbe pronta a far parte di una possibile nuova coalizione di governo. Ma, in questo caso, va considerata la possibile discrepanza tra l’indicazione di voto di questo candidato e il comportamento di chi ha votato per lui. Il sostegno è stato fortemente personalizzato e non ci sono segnali che si tratti di un movimento compatto, pronto a seguire delle indicazioni.
Vabbè, attendiamo i primi sondaggi.

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