Pola. L’Arco dei Sergi sottoposto a check-up

Gli esperti della Facoltà d’ingegneria edile di Fiume hanno avviato le operazioni che porteranno a una sistematica e scientifica acquisizione di dati certi inerenti lo stato di conservazione della struttura monumentale

I rilevamenti sull’Arco dei Sergi. Foto: Srecko Niketic/PIXSELL

L’Arena è magnifica, simbolo della città, ma l’Arco dei Sergi è in assoluto il monumento più bello di Pola. Il giudizio scaturisce dalla valutazione professionale e dall’approccio scientifico di Darko Komšo, direttore del Museo archeologico istriano, che ha appena commissionato l’avvio di una visita sistematica dell’importante struttura monumentale. Port’Aurea non presenta di certo crepe e buche che fanno temere il peggio, ma il masso di pietra staccatosi dalla sua posizione originaria un anno fa non ha lasciato per nulla indifferenti coloro che si prendono cura del patrimonio storico-monumentale di Pola. Indipendentemente, dall’incidente di percorso capitato, l’Arco si merita un chek up che ne prolunghi l’esistenza in salute, possibilmente nei secoli a venire.

Tecniche non invasive

Martedì mattina, 23 febbraio, le maestranze dell’impresa Kapitel di Gimino hanno eretto le impalcature necessarie a far salire sull’arco gli esperti della Facoltà d’ingegneria edile di Fiume, per intraprendere le operazioni che porteranno a una sistematica e scientifica acquisizione di dati certi inerenti allo stato di conservazione o all’eventuale presenza di processi di alterazione e di degrado. L’intervento investigativo in atto è indispensabile per consentire una diagnosi corretta e accurata di meccanismi che potrebbero essere causa di deperimento, al fine di adottare accorgimenti e rimedi efficaci di salvaguardia del bene storico. A spiegare le modalità d’indagine e la tipologia del controllo diagnostico, privilegiando l’utilizzo di tecniche non invasive e distruttive, è il docente di ingegneria edile Paulo Šćulac. La sua prima valutazione delle fessure visibili sul monumento rivelerebbe che le medesime dovrebbero essere presenti da molto tempo, il che è un fatto di già rassicurante. Documentazioni e immagini fotografiche d’inizio 900, farebbero da spia in merito alla presenza di vecchie ferite e segni di rattoppi eseguiti in epoche precedenti.

Paulo Šćulac spiega l’uso pratico dei sensori

Capillare controllo delle crepe

“Il compito assegnatoci dall’istituzione museale – ha spiegato l’esperto – è quello di eseguire un capillare controllo delle crepe presenti per vedere se sono attive, se vi sono difetti che possono dare inizio a maggiori fessure, individuando variazioni della morfologia correlabili allo stato d’alterazione della struttura monumentale. Una volta trovati i punti critici da controllare, la successiva esecuzione delle indagini dovrà permettere l’accertamento di patologie evidenziate in precedenza. L’ultimo studio serio del monumento risale al 1995, quando erano stati rilevati movimenti minimi. Per determinare se vi siano alterazioni attive o collegabili a fenomeni avvenuti nel passato e ormai inattivi, le nostre strumentazioni, specificatamente 11 potenziometri rotativi, verranno fissate al monumento a cavallo delle lesioni consentendo l’esecuzione di letture e di controlli in continuo, con scadenze di mezz’ora, Nello stesso tempo si potrà risalire a informazioni derivanti da misurazioni della temperatura dell’aria e dell’umidità dell’ambiente”.

La valutazione completa tra un anno

Da quanto appreso questi fessurimetri resteranno fissati al monumento per un anno intero, e appena nel mese di febbraio del 2022 potranno fornire una valutazione completa e precisa dello stato di salute di Port’Aurea. Il principio di funzionamento dei meccanismi di misurazione è per variazione della distanza relativa tra due punti iniziali a cavallo delle lesioni. Il sistema si basa sulla tesatura di una corda d’acciaio armonico, contenuta all’interno dello strumento, che trasmette un segnale rilevato tramite una centralina di lettura. Il confronto fra la lettura iniziale e quella attuata al momento delle letture periodicamente eseguite, consentirà di determinare l’esistenza e l’entità dei micro-spostamenti avvenuti. Merita affidarsi a questi potenziometri, in quanto strumenti molto sensibili e ad alta precisione, in grado di registrare anche una variazione da 0,01 millimetri.

L’Arco esige costanti attenzioni

“L’Arco dei Sergi – ha sottolineato Darko Komšo – è un monumento che esige costanti attenzioni che noi gli stiamo dedicando a piccoli passi di anno in anno. In occasione della sostituzione del blocco di pietra che si era staccato dalla struttura, erano stati praticati piccoli interventi di riparazione mirata delle strutture murarie monumentali. Quest’operazione ora in corso, è una parte di un progetto più ampio che prevede la pulizia delle pietre romane da impurità atmosferiche, e, se necessario interventi di conservazione statica. Presto potremo tracciare un confronto tra i dati rilevati 25 anni fa e quelli nuovi che forniranno preziose direttive su come gestire la tutela di questo esempio di patrimonio monumentale.“ Il valore dell’impresa in corso è di 40mila kune, mentre la collocazione delle impalcature comporta un costo aggiuntivo di 14mila kune. L’intera operazione si concluderà entro due giorni. Poi, il lavoro e il responso finale dipenderanno soltanto dai sensori.

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