Linguaggio dell’odio. È ora di dire basta

Il trend lanciato dal gestore di un bar di Fiume e rilanciato dal sondaggio di un portale è preoccupante. Divise le forze politiche

Il premier e leader dell'Hdz, Andrej Plenković

L’HDZ valuterà la possibilità d’intraprendere le vie legali nei confronti del portale Index.hr che martedì 23 ha invitato gli internauti a dichiararsi persone o membri dell’HDZ. “Considerato che in Croazia è vietato utilizzare i servizi mediatici audiofonici e/o videoaudiofonici al fine di fomentare l’odio o la discriminazione su base politica o sulla base di qualsiasi altra convinzione, ci attendiamo una reazione da parte degli organi competenti e dell’Ordine croato dei giornalisti (HND)”, ha annunciato l’HDZ con un post pubblicato su Facebook.

Un velo di silenzio

La dirigenza dell’HDZ ha condannato l’accaduto, qualificandolo come un gesto discriminatorio. Dall’HDZ hanno rilevato che si tratta di una conseguenza del velo di silenzio steso sul “linguaggio dell’odio” al quale è ricorso il gestore del bar Three Monkeys di Fiume. Costui, si ricorda, insoddisfatto delle misure antiepidemiche, il 12 febbraio scorso aveva invitato i membri, gli elettori e i simpatizzanti del principale partito della coalizione di maggioranza a non frequentare il suo locale. A tale proposito il vicepremier, ministro degli Affari interni e comandante della Task force nazionale della Protezione civile croata, Davor Božinović, ieri ha invitato a riflettere sulle responsabilità dei detentori del potere a livello locale e regionale “che hanno sostenuto e persino chiesto (il lockdown) e che ora si nascondono dietro alle decisioni della Task force nazionale, lanciando un messaggio che può risultare nefasto per l’intera società”.

Conta il messaggio lanciato

“Qui ciò che conta non è concretamente una persona, bensì il messaggio che è stato lanciato. Questi ha intravisto una responsabilità della Task force, noi ci siamo abituati. Tuttavia, è inaccettabile che un gruppo venga discriminato sulla base di un criterio politico”, ha dichiarato Božinović. “Ciò esige – ha proseguito il ministro – una reazione da parte di tutti gli attori rilevanti che incidono sull’opinione pubblica. Questo è un punto che deve essere chiaro, in quanto un trend di questo genere può essere pericoloso per la società”.

Distinzione tra profughi e migranti

Ha rilevato che l’HDZ non ha mai discriminato nessuno e a tale proposito ha argomentato nuovamente l’affermazione fatta nel 2020, quando disse che quelli di migrante e di profugo sono due status distinti. “All’epoca in Siria era in corso una guerra e le persone provenienti dalla Siria che si presentavano al confine potevano definitivamente essere considerate ed erano dei profughi provenienti da un’area bellica. Per quanto concerne l’altra categoria, si tratta di migranti economici e quindi non si può parlare di discriminazione”, ha osservato il vicepremier.

Importante la condanna tempestiva

Interpellata in merito all’accaduto il ministro della Cultura e dei Media, Nina Obuljen Koržinek, ha dichiarato che le questioni connesse al linguaggio dell’odio e in generale ai contenuti pubblicati sulle reti sociali non possono essere disciplinate dalle leggi che regolano il funzionamento dei mass media elettronici. Nina Obuljen Koržinek ha espresso il parere che quando si manifestano simili situazioni la cosa più importante è che la reazione, ossia la condanna della società civile, sia espressa tempestivamente. “Bisogna reagire sempre, ogniqualvolta si ha il sentore che si stia discriminando qualcuno. Si sente ricorrere troppo spesso al linguaggio dell’odio nella nostra società e c’è troppa discriminazione”, ha dichiarato Nina Obuljen Koržinek, puntualizzando, tuttavia, che non è possibile reagire letteralmente ogni volta che su qualche muro compare un graffito offensivo o intimidatorio. “In questi casi spetta alla Polizia entrare in azione”, ha spiegato il ministro, chiarendo che per quanto concerne i casi d’incitamento alla discriminazione promossi dai media elettronici spetta, invece, al Consiglio per i media elettronici reagire.

Accesa discussione al Sabor

Oggi, intanto, il dibattito sul caso Three Monkeys è approdato al Sabor. Parlando a nome del Gruppo parlamentare dell’HDZ, il deputato Mario Kapulica ha sollecitato a ragionare sui pericoli insiti nel ricorso al linguaggio dell’odio. Kapulica ha parlato di rischio di segregazione e si è posto l’interrogativo se sia giunto il momento di avvertire i sostenitori dell’HDZ che a causa delle loro scelte elettorali rischiano di vedersi privati dei diritti umani fondamentali e negare il diritto alla dignità e al rispetto.
A sua volta, il vicepresidente del Gruppo parlamentare dell’SDP, Arsen Bauk ha affermato che il post del ristoratore di Fiume e il gesto del portale Index.hr vanno intesi come una critica espressa nei confronti di chi si trova al governo e non come azioni nelle quali si è ricorsi al linguaggio dell’odio o si è incitato alla discriminazione.

Media elettronici: tavola rotonda

Sempre ieri si è tenuta una tavola rotonda incentrata sul linguaggio dell’odio sui media elettronici alla quale ha partecipato pure il segretario di Stato presso il Ministero della Cultura e dello Sport, Krešimir Partl. In quest’ambito è stato sottolineato che il linguaggio dell’odio è più frequente nei commenti dei lettori e che con la nuova Legge si dovrà definire meglio la responsabilità degli editori. La tavola rotonda è stata organizzata dalla Casa dei diritti umani di Zagabria coordinata da Tina Đaković.

Facebook Commenti