La fiducia di Žiža: «La schedatura non passerà in Parlamento»

Ferenc Horvath e Felice Žiža

Il 4 marzo arriverà sui banchi dei deputati per la seduta plenaria del Parlamento sloveno, la modifica alla Legge sulla residenza permanente che tanto ha fatto discutere nei giorni scorsi. Il Comitato parlamentare per gli affari interni ha, infatti, appoggiato un emendamento del Partito nazionale (SNS) che intende rendere obbligatorio per i cittadini che prendono la residenza in Slovenia, dichiarare alle Unità amministrative la propria nazionalità, la madrelingua e la religione. Una vera schedatura, che avrebbe palesi connotati d’incostituzionalità. Hanno espresso parere nettamente contrario al provvedimento il deputato italiano al Parlamento di Lubiana, Felice Žiža, la CAN Costiera, nonché numerosi connazionali. “Purtroppo in sede di Comitato interni la CNI e il Gruppo nazionale ungherese non dispongono di un loro rappresentante e pertanto non siamo potuti intervenire. In seduta plenaria il collega Ferenc Horvath e il sottoscritto esprimeremo, ovviamente, voto contrario alla proposta di legge se venisse modificata con l’emendamento proposto dal Partito nazionale. Sempre che ciò sia necessario, considerando che la maggioranza, sulla questione, si è spaccata ed è in fase di stesura un contro-emendamento del Partito del centro moderno (SMC) e di Nuova Slovenia che, se approvato, annullerebbe le modifiche proposte dall’SNS, appoggiate soltanto ancora dal Partito democratico in sede di Comitato per gli affari interni, durante la quale alcuni deputati si sono astenuti. In ogni caso le modifiche di Legge, a mio avviso, non hanno alcuna possibilità di passare alla Camera di Stato, visto che saranno otto i gruppi parlamentari a votare contro l’emendamento dell’SNS la settimana prossima” ha rilevato il deputato Felice Žiža.
Va ricordato a questo proposito che un eterogeneo gruppo di personalità del Capodistriano ha lanciato nei giorni scorsi un appello alle autorità e a tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento per impedire quella che ha definito una “schedatura su base nazionale”. Anche sulla scorta di questa petizione si sono mossi, nell’ambito dell’opposizione, i deputati della Sinistra (Levica) che hanno depositato subito un emendamento alla Camera di Stato per depennare la controversa dichiarazione di nazionalità, lingua materna e religione dalla Legge sulla registrazione della residenza. A questo punto i parlamentari si troveranno di fronte due emendamenti praticamente dello stesso tenore. Non ci sarà “concorrenza” comunque: l’importante, come rilevano dalle file della Sinistra è cassare la proposta dell’SNS. La convinzione è che tutto il centrosinistra farà quadrato a questo proposito.

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