Lauc: «Dannosa la conta quotidiana dei contagi»

Gordan Lauc

Due degli scienziati croati più eminenti Gordan Lauc (del Comitato scientifico del governo) e Ivan Đikić sono concordi nell’affermare che non c’è bisogno di conteggiare quotidianamente i contagi. Per Lauc “il numero di test PCR positivi non è un indicatore completamente affidabile del numero di pazienti con Covid-19. Lo si nota dalla grande sproporzione nel numero di casi confermati e decessi nella prima ondata e ora. Pertanto, il numero di casi positivi al coronavirus dovrebbe essere solo un’informazione per gli esperti che sanno come interpretarlo”.
Con questa dichiarazione Lauc si unisce al numero crescente di sostenitori della tesi secondo cui la segnalazione quotidiana del numero di persone contagiate e decedute da coronavirus sia più dannosa per il pubblico dell’infezione stessa e che “i media dovrebbero smettere di bombardare l’opinione pubblica con questi dati”.
“Recentemente – prosegue Lauc – abbiamo assistito a reazioni di panico ingiustificato in alcuni Paesi, che sono il risultato esclusivamente dei test PCR e non del numero effettivo di malati. A marzo abbiamo introdotto misure di quarantena e di limitazione delle persone per prevenire che il sistema sanitario possa andare in tilt come abbiamo visto a Wuhan, Bergamo e New York. “In tutta Europa, il numero di persone gravemente ammalate è ancora molto ridotto. Ad esempio, solo il 3% dei respiratori viene utilizzato in Croazia, quindi il sistema sanitario è ancora lontano dall’SOS, a quel limite per cui sarebbe necessario adottare misure più rigorose di quelle in vigore “.
Bambini e ragazzi vanno a scuola per la terza settimana e il numero di casi sta diminuendo. La malattia del Covid-19 non è innocua, e con l’arrivo dell’inverno può ancora accadere che la situazione si aggravi, ma per ora “la situazione è completamente sotto controllo e possiamo sperare che in Croazia misure in vigore siano sufficienti”, ha chiosato Lauc.

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