Il «tifo» dei cittadini per il triplice omicida di Spalato deve far pensare

I commenti sui social raccontano una chiara sfiducia nelle istituzioni

Alcuni ceri sul luogo della strage. Foto Milan Sabic/PIXSELL

In Croazia il mondo politico e i sociologi sono preoccupati dopo il terribile fatto di sangue di Spalato. A suscitare apprensione sono in particolare i commenti apparsi sui social in cui si esprime appoggio e anche ammirazione per il 25.enne Filip Zavadlav, che ha impugnato un kalashnikov e ucciso tre presunti spacciatori che a quanto sembra perseguitavano i suoi familiari. Sia il pluriomicida che le vittime, comunque, sono vecchie conoscenze della Polizia. Il giovane è stato ricoverato all’ospedale carcerario di Zagabria perché incapace d’intendere: non è stato infatti assolutamente in grado di spiegare agli inquirenti i motivi del suo insano gesto. In ogni caso la vicenda ha dimostrato la scarsa fiducia che i cittadini in Croazia nutrono nelle istituzioni.
Il fatto ha destato la preoccupazione del Presidente della Repubblica e dei sociologi, mentre il ministro degli Interni ha avuto parole di lode per gli agenti che hanno risolto il caso in breve tempo (meno di 3 ore). Il ministro Davor Božinović ha sottolineato di essere preoccupato per come i cittadini percepiscono la strage nelle vie spalatine, siccome sulle reti social sono apparsi numerosi commenti in cui si inneggia a Zavadlav – in quanto avrebbe liquidato tre appartenenti al mondo della criminalità – e si accusano le forze dell’ordine di non svolgere bene il proprio lavoro. Il Presidente uscente Kolinda Grabar-Kitarović, in messaggio postato sui social ha ribadito che “dobbiamo rendere più efficaci il sistema giudiziario e la lotta al crimine organizzato, affinché i cittadini si sentano sicuri e protetti”. Il sindaco di Spalato, poi, si è sentito in dovere di spiegare perché abbia dato la notizia dell’arresto del pluriomicida prima della Polizia. “Intendevo tranquillizzare i cittadini allarmati e sono riuscito nell’intento. Se posso calmare la cittadinanza senza violare la legge, lo farò sempre. Ero in costante collegamento con la Polizia”.
“Naturalmente non ci attendiamo scene da Far West, dove la popolazione gira con i fucili imbracciati e risolve così i propri problemi”, ha affermato Renato Matić, della Facoltà di studi croati di Zagabria. “Ciò che affascina in maniera sinistra però è la reazione dei cittadini. Perché se in Svezia la fiducia dei cittadini nelle istituzioni è del 70 per cento, in Croazia è del 15 per cento: pertanto il popolo non ritiene che lo Stato possa essere al suo fianco e tutelarlo in simili situazioni. Questo stato d’animo diffuso tra la gente deve rappresentare un monito per chi guida la nazione”, ha puntualizzato Matić.

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