I cinesi interessati alle tecnologie e alle navi sofisticate

La delegazione della China Shipbuilding Industry Corporation ha visitato i cantieri del Gruppo Uljanik

Foto: Dusko Marusic/PIXSELL

POLA | Alle 9 in punto di martedì, la delegazione della CSIC (China Shipbuilding Industry Corporation) – la principale società navalmeccanica cinese – ha raggiunto il cantiere navale Scoglio Olivi di Pola a bordo di due furgoni con i vetri completamente oscurati. Ad attenderli ai cancelli dello stabilimento navalmeccanico polese c’erano il presidente del Sindacato dell’Adriatico, Boris Cerovac, e pochi dipendenti, che per l’occasione hanno salutato i potenziali “salvatori” dell’Uljanik esponendo un piccolo cartello con la scritta “benvenuti” in cinese. La delegazione della CSIC, guidata dal presidente della società cinese, Hu Wenming, non si è intrattenuta né con i sindacalisti né con i numerosi giornalisti presenti. Al contrario, i rappresentanti della China Shipbuilding Industry, sono scesi dai due pulmini proprio dinanzi all’edificio principale del cantiere, dove sono stati accolti dal presidente del Consiglio d’amministrazione dell’Uljanik, Emil Bulić, dal direttore del 3.maj, Edi Kučan, e dal sottosegretario all’Economia, Zvonimir Novak. Anche se annunciato, il premier Andrej Plenković non ha partecipato all’incontro, durato oltre tre ore.

 

Il malcontento dei Sindacati

Mentre i vertici del cantiere polese venivano bersagliati dalle domande dei responsabili della società navalmeccanica cinese, davanti ai cancelli dello stabilimento polese, sia il presidente del Sindacato dell’Adriatico, Boris Cerovac, sia il fiduciario del Sindacato dei metalmeccanici, Đino Šverko, hanno rilasciato una breve dichiarazione. Entrambi hanno espresso il loro malcontento per non essere stati invitati a partecipare al summit. Cerovac ha poi aggiunto che già lunedì pomeriggio il cantiere polese era stato visitato da alcuni rappresentanti della CSIC, ai quali sarebbero state presentate le potenzialità (tecnologiche) di Scoglio Olivi. Tornando all’incontro di martedì mattina, il presidente del Sindacato dell’Adriatico ha dichiarato che si tratta di un primo passo. “Se i colloqui di oggi (martedì per chi legge n.d.a.) sfoceranno in qualcosa di più concreto lo sapremo molto preso, visto che le nuove udienze riguardanti l’avvio dei procedimenti fallimentari sia per quanto riguarda l’Uljanik Brodogradilište sia per quanto riguarda l’intero Gruppo si terranno entro breve” ha commentato Cerovac, che interrogato in merito all’interesse dei cinesi ha sottolineato che né i Sindacati né i lavoratori sono scettici a riguardo. “Piuttosto siamo scettici riguardo al governo e alla sue promesse”, ha detto il sindacalista, che nel prosieguo del discorso ha dichiarato di sperare che questa sia finalmente la volta buona e che i cinesi siano davvero intenzionati a investire. A tale proposito, Cerovac ha sottolineato che l’Uljanik necessità di un’immediata iniezione finanziaria, che permetterebbe di saldare i debiti nei confronti dei dipendenti e di proseguire con la produzione.

Passato, presente e futuro

Dopo oltre tre ore di colloqui, la delegazione della CSIC è finalmente uscita dall’edificio principale e, accompagnata da Emil Bulić, ha visitato l’intero cantiere in lungo e in largo, sempre lontano dalla stampa, relegata dinanzi ai cancelli dello stabilimento. La visita al cantiere è durata altre due ore circa. Dopodiché la delegazione della società navalmeccanica cinese ha lasciato Scoglio Olivi, per partire in direzione di Fiume, dove nel pomeriggio ha fatto visita al 3.maj. All’uscita dal cantiere polese nessuno ha rilasciato alcuna dichiarazione ad eccezione di Samir Hadžić, membro del Comitato di Sorveglianza del Gruppo Uljanik, che a differenza dei sindacalisti ha avuto l’opportunità di assistere ai colloqui. Pur non svelando praticamente nulla in merito all’incontro, Hadžić si è detto tutto sommato soddisfatto dall’esito del summit. Inoltre, ha svelato che la visita della delegazione cinese è stata un’ottima occasione per parlare sia del passato che del presente e del futuro dell’Uljanik e del 3.maj. Incalzato dai giornalisti, il rappresentante del Comitato di Sorveglianza ha sottolineato che i vertici della società navalmeccanica cinese hanno mostrato particolare interesse per le tecnologie dell’Uljanik e per le sofisticate navi costruite negli ultimi anni a Pola. Hadžić ha inoltre aggiunto che nel corso dell’incontro non si è discusso né di soldi né di tempi. “Penso che questi sono argomenti che dovranno affrontare a livello governativo”.

Facebook Commenti