Fondamentale il ruolo del Consolato generale

Riesumazione dei resti mortali dei Caduti italiani a Ossero

Anche il Console generale Paolo Palminteri ha seguito l’andamento dei lavori di riesumazione

ROMA | Il Ministero della Difesa di Roma non dimentica i Caduti italiani sull’isola di Cherso. A cent’anni dalla sua costituzione il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti, con sempre grande efficacia, continua ad assolvere pienamente i propri compiti istituzionali in particolare nell’attività di ricerca, individuazione e rimpatrio dei Caduti. Sul suo sito il dicastero illustra le attività per la riesumazione dei resti dei Caduti, di cui aveva dato notizia nei giorni scorsi la FederEsuili con un comunicato. Grazie alla documentazione pervenuta nel corso degli anni passati dalla Comunità di Neresine, costituita dagli esuli neresinotti residenti in Italia e dai loro familiari e discendenti – sottolinea il dicastero della Difesa – è stato possibile individuare il luogo, presso la cittadina di Ossero, sull’isola di Cherso, in Croazia, in cui erano stati sepolti alcuni Caduti della Seconda guerra mondiale, in una fossa comune.
All’individuazione della sepoltura hanno collaborato i signori Flavio Asta e Federico Scopinich, esuli neresinotti, i quali, nel corso degli anni, hanno raccolto informazioni e notizie sui fatti storici e le testimonianze degli abitanti che erano presenti sui luoghi nel 1945.
L’attività ha beneficiato delle necessarie autorizzazioni per operare da parte del Ministero dei Difensori croati. Le operazioni di scavo e di esumazione dei resti umani, condotte dal personale della Direzione Storico-Statistica del Commissariato Generale, si sono svolte dal 7 al 10 maggio e sono state eseguite da una ditta specializzata croata. Sono stati rinvenuti i resti mortali mineralizzati di 27 Caduti della Seconda guerra mondiale, ai quali non è stato possibile attribuire un nome a causa della totale assenza di segni distintivi o di riconoscimento e sono pertanto da considerare tutti Caduti ignoti. Lo scarso materiale rinvenuto nella sepoltura non ha, altresì, permesso di determinare la nazionalità dei Caduti esumati anche se, tenuto conto delle testimonianze acquisite durante i lavori e delle segnalazioni giunte nel corso degli anni, l’area fu oggetto anche di presenza di militari italiani. Al termine dell’attività di esumazione, i resti sono stati trasportati presso il Sacrario militare di Redipuglia, dove sono tuttora in corso le previste attività di studio e di analisi dei reperti recuperati.
Fondamentale – come si rileva sul sito del Ministero della Difesa di Roma – è stato il supporto assicurato dal Consolato generale d’Italia a Fiume, in particolare dal Console generale, Paolo Palminteri, il quale ha coordinato la predisposizione delle attività amministrative e logistiche per lo svolgimento dei necessari lavori e la fornitura del sostegno al personale del Commissariato Generale. Il Console generale Paolo Palminteri, ha partecipato all’attività di ricerca garantendo la sua presenza sul luogo degli scavi, come pure i rappresentanti del Ministero dei Difensori croati.
L’attività, va rilevato, è frutto dell’Accordo tra i governi della Repubblica Italiana e della Repubblica di Croazia sulla sistemazione delle sepolture di guerra, siglato il 6 maggio 2000 a Roma e in particolare della preziosa collaborazione che intercorre tra il personale del Commissariato Generale e del Ministero dei Difensori croato. I Caduti in guerra recuperati a Ossero, saranno tumulati prossimamente presso il Sacrario Caduti d’oltremare a Bari nel corso di una solenne cerimonia.

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