Quando il disegno si fonde con la musica

La SEI Belvedere ha festeggiato la propria giornata con uno spettacolo davvero singolare

Grande festa ieri pomeriggio alla SEI Belvedere, che ha celebrato la giornata della scuola. Per quest’importante occasione gli alunni, dalla prima all’ottava classe, hanno preparato uno spettacolo davvero singolare. Il leitmotiv è stato infatti l’intreccio e la successiva fusione del disegno con la musica. Il percorso messo in scena è stato suddiviso in epoche, in un lungo viaggio virtuale dagli albori della civiltà ad oggi. E per realizzarlo i ragazzi sono partiti dall’età quando l’uomo iniziò a lasciare traccia della propria presenza attraverso disegni. Ebbene sì, la prima tappa è stata l’arte rupestre con l’immancabile riferimento alle celeberrime Grotte di Lascaux i cui dipinti risalgono al Paleolitico superiore. Da qui è stato fatto un salto temporale che ha catapultato i presenti nel periodo dell’Alto Medioevo, dove invece il disegno ha lasciato spazio alla musica. Protagonisti di questa seconda tappa sono stati così il mistico “sound” del canto gregoriano, nonché i misteriosi testi poetici medievali chiamati Carmina Burana. Il viaggio è quindi proseguito verso il Rinascimento e un altro celebre genere di quest’epoca come il reprensorio. Arriviamo così al Settecento, con la musica nuovamente in primo piano. Questa volta l’omaggio è stato a uno dei più grandi geni della storia della musica, ovvero Wolfgang Amadeus Mozart. E visto che il passo dal Settecento all’Ottocento è breve, ecco allora che sono risuonate le note della Marcia di Radetzky di Johann Strauss padre, che per un attimo ha fatto tornare a tutti in mente il Concerto di Capodanno di Vienna. E alla fine il lungo viaggio si è chiuso nel Novecento, un’epoca che come nessun’altra ha cambiato e sconquassato il mondo della musica. Scegliere quindi una colonna sonora è stata veramente dura visto l’imbarazzo della scelta, ma alla fine questa è ricaduta su una… cover. I ragazzi hanno infatti ballato sulle intramontabili note di Twist and Shout, portata al successo dai Beatles anche se in realtà, e sono in pochissimi a saperlo, la canzone fu scritta e interpretata dal gruppo statunitense The Isley Brothers. Cover o non cover, i genitori dei ragazzi l’hanno apprezzata eccome, dal momento che li ha riportati indietro nel tempo fino alla loro giovinezza.
Dato che lo spettacolo era la fusione tra la musica e il disegno nel corso dei secoli, poteva per caso mancare una mostra dedicati ai più grandi pittori della storia? Certo che no. E così nei corridoi della scuola è stata allestita una mostra che è stata il risultato dell’interpretazione fatta dai ragazzi dei capolavori più celebri della storia.
Insomma, un pomeriggio davvero speciale. Cos’altro aggiungere allora? Niente, se non tanti auguri, cara Belvedere!

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