Felice Žiža: «Il voto anticipato non cambierebbe gli equilibri»

Il deputato CNI alla Camera di Stato del Parlamento di Lubiana, commenta le dimissioni del premier Šarec

Ivor Hreljanović
Felice Žiža, deputato CNI al Parlamento sloveno

Il deputato al seggio specifico della Comunità Nazionale Italiana alla Camera di Stato del Parlamento di Lubiana, Felice Žiža, non è apparso troppo sorpreso della crisi di governo. I problemi erano nell’aria fin dall’inizio con “cinque partiti nella coalizione, uno aggregato e i due deputati delle minoranze a offrire il loro sostegno esterno. L’Esecutivo era sempre in affanno. Il premier Marjan Šarec però era riuscito finora a destreggiarsi con abilità e a operare in maniera corretta e costruttiva. Per quanto riguarda le riforme mercoledì doveva essere in programma alla Camera di Stato il voto sull’assicurazione sanitaria, mentre mancava solamente un voto per avere la maggioranza dei due terzi necessaria per varare la riforma elettorale. Inoltre il governo aveva già approvato il bilancio biennale. Proprio quando sembrava che fossimo in procinto di avere un periodo di relativa tranquillità, la situazione ha subito una brusca accelerazione”. La crisi dunque per certi versi “arriva come una sorta di fulmine a ciel sereno” nonostante fossero ben note le difficoltà di tenuta della coalizione. Sarebbe stato meglio, ha sottolineato il parlamentare della CNI, se prima di aprire la crisi si fosse almeno aspettato perlomeno di varare la riforma elettorale. Ma evidentemente è successo qualcosa che ha spinto il premier ad affrettare i tempi.
Che fare ora? Secondo Felice Žiža la cosa migliore sarebbe senza alcun dubbio quella di andare avanti. Le elezioni anticipate non servirebbero a molto, in quanto le consultazioni svoltesi finora hanno dimostrato che gli equilibri politici sono sostanzialmente sempre gli stessi. I cambiamenti maggiori possono riguardare i partiti liberali di centro, per quanto riguarda le forze tradizionali di solito cambia poco o nulla. Ragion per cui, sempre secondo il deputato della CNI, dopo eventuali elezioni politiche anticipate, le difficoltà per formare una nuova maggioranza rimarrebbero sempre le stesse o quasi.
Le elezioni dunque appaiono come l’ultima spiaggia. Le procedure sono lunghe. Le leggi in vigore prevedono tre tentativi per cercare di nominare un presidente incaricato di formare il nuovo governo. Anche il leader dell’SDS, Janez Janša, ha sulla carta di nuovo l’opportunità per cercare lui di costituire un nuovo Esecutivo. Non resta che aspettare, ha concluso il deputato della CNI, e vedere l’evolversi della situazione.

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