Croazia. Test a prezzo agevolato per i turisti prima del rientro

Il ministro del Turismo e dello Sport, Nikolina Brnjac. Foto Luka Stanzl/PIXSELL

Come salvare la stagione turistica 2021? Il ministro del Turismo Nikolina Brnjac un piano ce l’ha e prevede, tra l’altro, la copertura di parte delle spese per i test antiCovid che i turisti, dopo aver trascorse le vacanze in Croazia, dovranno eseguire prima di far ritorno nei Paesi di provenienza. “Una famiglia composta da 4 persone va incontro a un significativo esborso per i tamponi. Un test antigenico rapido ora costa circa 200 kune mentre per un test PCR si devono sborsare 500 kune. Troveremo un accordo con l’Istituto nazionale per la salute pubblica in merito all’acquisto dei test, quelli che ovviamente sono stati approvati dall’Unione europea. I villeggianti che arriveranno in Croazia verranno registrati per il tramite del sistema informatico eVisitor. Riceveranno un certificato che potranno esibire all’atto dello svolgimento del test antigenico prima di far rientro a casa”, ha spiegato il ministro Brnjac, annunciando pure che si va verso la riduzione del 50 per cento della tassa di soggiorno riguardante il settore degli affittacamere privati. Per quanto riguarda la nautica da diporto e gli alberghi, sono in corso trattative concernenti il calo della tassa di soggiorno del 20 per cento.
Il titolare del dicastero dell’industria dell’ospitalità ha rilevato come sia ovvio che i vacanzieri prima di mettersi in viaggio si informeranno in merito alla situazione epidemiologica del Paese in cui intendono soggiornare. Successivamente vorranno essere informati pure sull’immunizzazione degli operatori turistici con i quali verranno a contatto. In tale contesto va detto che nei prossimi giorni prenderà il via la campagna vaccinale degli operatori turistici che dovrebbe riguardare 70mila persone. Finora infatti circa 68mila operatori del settore turistico hanno espresso il desiderio di vaccinarsi contro il Covid-19. Nikolina Brnjac ha parlato anche del marchio nazionale per i protocolli di sicurezza nel settore del turismo e della ristorazione “Safe stay in Croatia”, marchio che consente ai visitatori d’identificare più facilmente destinazioni, fornitori dei servizi di alloggio e trasporto, attrazioni turistiche e simili che hanno adottato gli standard globali d’igiene e salute. “Safe stay in Croatia informa i visitatori se la struttura turistica che intendono visitare rispetta le raccomandazioni del World Travel & Tourism Council (WTTC) e dell’Istituto croato per la salute pubblica (HZJZ)”, ha affermato il ministro aggiungendo come finora circa 12mila impianti hanno ottenuto questo marchio. “Il turista per il tramite del codice QR potrà ricevere tutte le informazioni in merito al luogo in cui alloggia (albergo, affittacamere privato, campeggio) e se vengono rispettati gli standard igienico-sanitari. Potrà quindi inviare un suo commento tramite mail direttamente al Ministero del Turismo. In caso di voto negativo da parte del turista nei confronti del luogo in cui alloggia, questo non potrà più ottenere il marchio “Safe stay in Croatia”.
A Zagabria intanto è stato già allestito un punto per in cui i turisti stranieri possono effettuare il tampone necessario per il rientro a casa a costo agevolato. Si tratta di un furgoncino con personale specializzato stazionato vicino a piazza Europa.

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